
SNAG si unisce alla preoccupazione espressa dalla FIEG e all’appello alle Autorità competenti affinché episodi di mancata distribuzione della stampa non debbano più verificarsi. Afferma il Presidente SNAG, Andrea Innocenti: “Pur rispettando le legittime proteste degli autotrasportatori per il caro carburante, riteniamo inaccettabile bloccare la consegna dei giornali alle edicole e impedire a una parte di popolazione l’acquisto dei quotidiani, specie in un momento come quello attuale in cui si combatte una guerra nel cuore dell’Europa”.
“Per questo motivo - ha proseguito Innocenti - riteniamo gravissimo quanto avvenuto nella zona di Olbia e nel Salernitano e ci auguriamo che nei prossimi giorni non avvengano altri episodi simili e altre violazioni del diritto della popolazione ad essere informati”.
“Inoltre - ha aggiunto Innocenti - ogni giornata di mancata consegna della merce rappresenta un ulteriore, gravissimo, danno economico per la rete di vendita delle edicole, un settore già duramente colpito per il costante calo di vendite della carta stampata”.

Da inizio marzo le edicole possono richiedere il bonus per la connettività internet. Il Presidente SNAG, Andrea Innocenti, afferma in merito: “l’acquisizione di una connessione veloce può essere il primo passo verso una edicola digitale. Mi auguro che tantissime edicole possano fruire dei voucher messi a disposizione dal Governo per dotarsi di una connessione ultra veloce o migliorare la connessione già disponibile”.
“E’ necessario – ha continuato – supportare lo sviluppo, la modernizzazione e l’informatizzazione della rete di vendita della stampa anche attraverso i fondi del PNRR. Certamente una connessione ultraveloce in edicola è un fattore abilitante irrinunciabile. Mi sembra un primo ma essenziale passo nella giusta direzione. Come SNAG non possiamo che ringraziare il Governo per il supporto alla digitalizzazione delle micro-imprese che compongono la rete di vendita della stampa”.
.jpg)
Di seguito il testo dell’intervista al Presidente SNAG, Andrea Innocenti, apparsa sul Corriere della Sera di domenica 23 gennaio 2022.
Andrea Innocenti, Presidente di SNAG, il Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai, dal primo febbraio anche le edicole dovranno controllare a tutti il green pass?
C’è una confusione estrema, che è difficile capire ed è difficile spiegare.
L’obbligo vale per tutte?
Ci sono molte interpretazioni errate, dovute al fatto che la norma è stata scritta in modo poco chiaro. Per quelle all’aperto non ci sarà bisogno di esibire il green pass. Invece nelle edicole-punti vendita dove c’è l’accesso del pubblico in un luogo chiuso, ma anche nelle edicole più moderne che hanno un ingresso pur essendo all’aperto, sarà richiesto.
Cosa ne pensa?
Penso che certe disposizioni andrebbero fatte con maggior criterio. Anche perché i giornali vengono venduti pure alla grande distribuzione, dove invece non c’è l’obbligo. La mia preoccupazione è che con la richiesta di green pass ci sia un aumento di calo delle vendite, che già è drammatico. Inoltre si creano disparità.
Pensa che anche nelle edicole al chiuso il green pass non dovrebbe essere richiesto?
Penso che sia comunque un’assurdità. Le edicole al chiuso sono state equiparate al commercio dei negozi. Ma a comprare un giornale ci impiego 30 secondi, in un negozio di calzature o abbigliamento ci passo del tempo, e allora lì capisco l’obbligo. Ecco perché ritengo che sia stato un errore e che questo Dpcm sia stato formulato con estrema leggerezza. Forse, se ci avessero interpellato un minuto prima di scriverlo, avremmo dato un contributo di chiarezza maggiore. C’è un’altra cosa che devo accertare…
Quale?
Sembrerebbe che i rivenditori che devono chiedere il green pass possono fare dei controlli a campione: sarebbe un’altra assurdità che aumenterebbe l’incertezza. Tutte queste cose fatte con leggerezza vanno contro la rete di vendita.
Cosa dicono i suoi colleghi edicolanti?
Sono molto preoccupati: rischiamo, sia per l’introduzione dell’obbligo di green pass sia soprattutto per tutta questa confusione, un ulteriore calo di vendite di giornali quotidiani e periodici.

L’idea di introdurre – dal primo febbraio – l’obbligo di green pass per chi entra in un’edicola al chiuso a comprare un giornale non piace proprio.
“Per me è tutto sbagliato. La vendita dei giornali non viene certo facilitata e in più si creano disparità. Ho paura che questa decisione possa avere una forte ripercussione anche sulle vendite, è stata fatta con troppa leggerezza”, afferma Andrea Innocenti, Presidente SNAG, in un’intervista a QN La Nazione (sopra la foto dell'articolo).
Bisogna premettere che per ora non c’è nulla di definitivo. Il nuovo DPCM atteso in giornata non ha ancora emesso alcun verdetto. Le indiscrezioni finora emerse indicano però la possibilità che il Governo introduca, a regime, un doppio binario: nessun obbligo di green pass per chi acquista giornali presso chioschi che vendono all’aperto e obbligo di green pass per chi entra in un’edicola al chiuso.
Le testimonianze dei rivenditori raccolte da QN La Nazione evidenziano preoccupazione e disapprovazione per una decisione che andrà a colpire un settore alle prese con una contrazione cronica delle vendite di giornali, spesso in bilico per la sopravvivenza.
“La nostra è una clientela piuttosto anziana. Se dobbiamo controllare il green pass si rischia di fare una coda fuori dal negozio per tutto l’isolato”, dice la rivenditrice Stefania Donati, che aggiunge: “Con queste nuove regole, sinceramente ho anche paura di perdere clienti, che la gente vada dove può prendere il giornale senza aspettare”.
Ancora più esplicito Pierluigi Guidi, secondo cui “Ci sarà una grande disparità di trattamento, credo che metterò un banchino alla porta, almeno cercherò di servire tutti subito”. E aggiunge: “Non capisco però come mai alle persone dentro i supermercati, che sono migliaia, non si chiede questo controllo. Nelle edicole le persone stanno pochissimo, entrano, comprano e vanno via. Non capisco questa decisione”.

cOMUNICATO STAMPA - “Se si vuole migliorare la diffusione dei prodotti editoriali bisogna accrescere i margini di remuneratività e rafforzare la rete di vendita esistente, ampliando le attività consentite e studiando nuove modalità di diffusione della stampa riservate alle edicole”. Così il Presidente dello SNAG, Andrea Innocenti, replica alla proposta del Sindaco di Firenze, Dario Nardella, di liberalizzare la vendita dei quotidiani.
“Già oggi – afferma Innocenti – il nostro settore è completamente liberalizzato. Già oggi un BAR o un Tabaccaio possono vendere giornali. Bisognerebbe chiedersi perché non lo fanno, o magari perché i BAR preferiscono dare in lettura gratuita i giornali. La verità è che l’attività di vendita di giornali (soprattutto se limitata a poche copie) non è remunerativa. La soluzione quindi non è la liberalizzazione – che già esiste – ma la necessità di accrescere la remuneratività del servizio e rafforzare la rete esistente".
A tal fine, prosegue Innocenti, "il Comune può fare molto per rafforzare la rete di vendita esistente, per diversificare le attività consentite, per ridurre canoni di occupazione o le imposte per la pubblicità nei punti vendita o ancora per favorire nuove fonti di ricavi. Si possono studiare anche forme innovative di distribuzione tramite i punti vendita o forme di consegne a domicilio ma servono fondi pubblici dedicati o un sostegno economico da parte degli Editori".
"Non si può pensare – conclude il presidente dello SNAG – di distribuire e mettere in vendita un quotidiano “ovunque” quando dalla vendita della singola copia si ricavano pochi centesimi. Ricordiamoci che tutto il sistema della distribuzione e della vendita si basa su una percentuale sul venduto, ciò significa che la distribuzione delle copie invendute e la tentata vendita non vengono in alcun modo retribuite dagli Editori. In breve, pensare di trovare un giornale “ovunque" con il 18,7% lordo sul prezzo di copertina del solo prodotto venduto è economicamente insostenibile”.

Riportiamo l’intervista al Presidente SNAG Andrea Innocenti apparsa sul quotidiano economico olandese Het Financieele Dagblad, in cui si evidenziano i problemi delle edicole nel nostro Paese.
A questo link è possibile leggere l'articolo (scegliere opzione "in italiano" nella finestra che appare in alto a destra).
Cliccare il documento riportato qui sotto per leggere la traduzione in italiano.

Le OO.SS. degli edicolanti scrivono al Sottosegretario per l'Editoria, Giuseppe Moles: le misure messe in campo dal Governo hanno salvato la rete di vendita della stampa. Tax credit e bonus edicola sono misure da confermare e rafforzare per il 2022.
Il Presidente SNAG Confcommercio, Andrea Innocenti, commenta: “la rete delle edicole – grazie agli interventi del Governo – ha resistito alla pandemia, offrendo ai cittadini un servizio essenziale. Dobbiamo proseguire in questa direzione per ripartire, sostenendo investimenti, modernizzazione e livelli occupazionali”.
“Gli strumenti di sostegno messi in campo dal Governo con il bonus edicola e il tax credit – si legge in una nota unitaria delle associazioni di categoria degli edicolanti – sono stati estremamente importanti per la rete di vendita e si sono rivelati idonei, nonostante l’emergenza COVID, ad arrestare o quantomeno ad attenuare il trend di chiusure di rivendite che proseguiva da anni”. “Questo – secondo le rappresentanze degli edicolanti – è un risultato significativo che merita menzione e che evidenzia come siamo sulla giusta direzione”.
Le organizzazioni degli edicolanti hanno quindi chiesto al Sottosegretario Moles di “confermare e rafforzare” queste importanti misure per preservare una rete di vendita capillare “in attesa di soluzioni stabili nel tempo che rilancino il settore” e per sostenere investimenti e livelli occupazionali, consentendo alle edicole “di essere ancora un luogo di incontro, in cui si vende cultura e informazione”.
Il Presidente SNAG Confcommercio, Andrea Innocenti, ha ringraziato il Sottosegretario: “Dobbiamo dare atto che le misure promosse dal Sottosegretario Moles sono state essenziali per arrestare la chiusure delle edicole. Abbiamo chiesto con una nota unitaria al Governo di continuare nella direzione intrapresa attraverso un nuovo bonus edicola e un tax credit rafforzato. Con un ampliamento delle voci di spesa e dei criteri premiali si potrebbe mettere in sicurezza la capillarità della rete e i livelli occupazionali, promuovere investimenti e sviluppo tecnologico e sostenere imprenditoria femminile e giovanile. La rete di vendita – grazie all’aiuto del Governo – ha saputo resistere alla pandemia, garantendo l’accesso ad un’informazione affidabile e di qualità, ma ora vuole ripartire”.

Interessante intervista al Presidente di SNAG Andrea Innocenti questa mattina su Rai Radio 1. Durante la trasmissione MOKA, Innocenti ha messo a fuoco alcune delle problematiche del settore: la scarsa propensione dei giovani a leggere giornali, la necessità delle edicole di ampliare l’offerta con nuovi servizi e prodotti rivolti al cittadino, gli aggi esigui sulla vendita di giornali e il difficile equilibrio tra carta stampata e digitale, laddove l’80% dei ricavi delle società editrici arrivano dalle vendite in edicola e solo il 20% dall’online.
“È innegabile - ha detto Innocenti - che il nostro settore è in forte crisi. Purtroppo le persone, in particolare i giovani, non leggono la carta stampata e purtroppo si sono trasformati in leoni da tastiera. Certamente non possiamo fermare la tecnologia che avanza con telefoni, Pc e iPad. Le notizie sono bruciate all’istante e si moltiplicano purtroppo le fake news. Tutto ciò avviene perché non c’è un rinnovo generazionale dei lettori. Per questo la nostra associazione, lo SNAG, in alcune zone ha effettuato nelle scuole corsi di lettura di giornali quotidiani e spiegato le modalità di creazione di un giornale. È stato un esperimento molto positivo che contiamo di riprenderete in altre località”.
Detto questo, è altrettanto vero che le rivendite stanno cambiando pelle e non sono più solo il luogo deputato alla vendita di giornali. Si va in edicola per ritirare certificati anagrafici, per ritirare pacchi, per comprare biglietti dei mezzi pubblici. Premesso che “il nostro lavoro è comunque quello di divulgare la carta stampata”, le edicole - ha precisato Andrea Innocenti - devono essere in grado “anche di fornire altri servizi complementari al cittadino in quando gli aggi sulla vendita dei giornali sono esigui”.
Ma non è tutto così semplice e l’edicola resta centrale per l’editoria e la carta stampata. “Il vero lettore è esigente e chi acquista giornali chiede articoli di approfondimento, cosa che rimane difficile con strumenti tecnologici. Tanto è vero - ha concluso il Presidente di SNAG - che le attuali percentuali di vendita sono 80% su carta stampata e 20% sull’online. Non so se nell’immediato futuro ci potrà essere un capovolgimento di tali percentuali”.

RASSEGNA STAMPA - Il Presidente dello SNAG lancia l’allarme dalle pagine del Corriere della Sera. Solo a Milano sono 34 i rinnovi di licenza in bilico.
Nell’anno nero per il commercio, molte edicole rischiano di chiudere, e non certo solo a Milano. Ma non è tutta colpa della pandemia o della crisi strutturale della carta stampata.
A mettere in difficoltà le edicole c’è infatti anche il rinnovo delle concessioni per l’utilizzo del suolo pubblico, una norma pensata per gli ambulanti ma che alla fine ha coinvolto pure i chioschi delle edicole.
In questo periodo, i rivenditori di giornali e riviste stanno ricevendo i risultati delle istruttorie per il rinnovo di tali concessioni e gli esiti sono preoccupanti.
Solo a Milano, delle 244 edicole interessate dalla norma sulle concessioni introdotta a novembre 2020 dal Ministero dello Sviluppo Economico, ben 34 si trovano impossibilitate ad ottenere il rinnovo. Ma la situazione è del tutto simile nel resto d’Italia.
Come osserva nell’articolo il Presidente di SNAG-Confcommercio, Andrea Innocenti: “La norma per l’occupazione del suolo pubblico, pensata dal Governo per gli ambulanti, è stata estesa all’ultimo momento alle edicole, ma sono due lavori molto diversi. Inoltre, c’è una confusione tremenda fra Comune e Comune. Roma chiede certi documenti, Firenze altri, Milano altri ancora: con situazioni uguali, a seconda di dove ci si trova, la licenza può essere rinnovata o meno. Sulla riviera romagnola si aggiunge il problema della stagionalità che riguarda la maggior parte delle edicole. I Comuni, alla fine, fanno ciò che lo Stato gli dice. Ma da parte dello Stato ci voleva un po’ più di buon senso. Occorre una proroga per un settore che si è dimostrato al servizio della cittadinanza durante la pandemia e che ora vive un estremo disagio”.
.jpg)
SNAG commenta con favore l’iniziativa di ANCI e FIEG per rilanciare il ruolo delle edicole, ma sottolinea che gli edicolanti “saranno i primi attori di qualsiasi trasformazione nell’attività di vendita della stampa”.
"I sindaci dei Comuni italiani invitano i cittadini ad andare in edicola dove troveranno, insieme ai giornali con una informazione particolarmente attenta al territorio e alla comunità, sempre più servizi, anche pubblici”. L’appello lanciato nei giorni scorsi dall’Associazione dei Comuni italiani nell’ambito di una campagna istituzionale promossa insieme alla FIEG per sostenere, valorizzare e rilanciare il ruolo delle edicole e dei giornali, è commentato con favore da SNAG-Confcommercio, che però rileva “il mancato coinvolgimento delle associazioni di categoria degli edicolanti”.
“Condivido in maniera assoluta il progetto del presidente Decaro di valorizzare il ruolo delle edicole sul territorio e il lavoro importante di coloro che gestiscono queste attività, e anche quello di trasformare le edicole dei centri di servizi territoriali più prossimi ai cittadini attraverso cui poter accedere ad altri servizi. Ma l’interlocutore giusto per realizzare questi progetti non è (o almeno non è solo) la FIEG, ma sono le organizzazioni di categoria degli edicolanti”, sottolinea il presidente Andrea Innocenti.
“La FIEG infatti – continua - rappresenta una parte importante degli editori ma non rappresenta la rete delle edicole, né materialmente, né giuridicamente, né politicamente. Qualsivoglia misura volta a promuovere, modernizzare e rafforzare il rapporto tra edicole e cittadini deve vedere la partecipazione attiva degli edicolanti, che saranno i primi attori di qualsiasi trasformazione nell’attività di vendita della stampa”.
“Ho chiesto al presidente Decaro di convocare le organizzazioni di categoria degli edicolanti per risolvere questo ‘equivoco istituzionale’ e anche per rinnovare il protocollo d’intesa tra edicolanti e ANCI del 4 dicembre 2018, che tanti ottimi risultati ha dato in questi anni”, conclude il presidente dello SNAG.