
I 130 mila passeggeri che ogni giorno affollano lo scalo ferroviario di Bari non possono acquistare quotidiani e riviste: la storica edicola del primo binario ha chiuso, tra le proteste dei viaggiatori, nel 2018.
Si sono succeduti, in seguito, i lavori di ristrutturazione che hanno portato all’inaugurazione della nuova stazione di Bari Centrale: “più moderna, più efficiente e più accogliente” come l’ha definita il sindaco Antonio Decaro.
C’è però un problema: manca un'edicola. I 5 locali commerciali che fanno da cornice allo scalo ferroviario sono stati infatti destinati perlopiù ad attività di ristorazione.
Chi volesse soddisfare la sete di informazione, si trova dunque impossibilitato a farlo. Ai viaggiatori desiderosi di acquistare una rivista, un quotidiano o un libro prima di un lungo viaggio, non resta che farlo al di fuori della stazione, dove la rivendita più vicina è a circa 130 metri.
Una situazione senza senso che continua a suscitare proteste e indignazione.

Prosegue al Sud l'impegno dello SNAG per digitalizzare le edicole collegandole con le Amministrazioni comunali, un passo importante per la loro trasformazione in centri di servizi per il cittadino.
L’abilitazione delle rivendite al rilascio di certificati anagrafici permette di raggiungere una duplice finalità: da un lato, realizzare una rete capillare di punti vendita autorizzati dove il cittadino può svolgere alcune pratiche senza doversi recare agli sportelli comunali, e, dall'altra, incrementare la gamma di servizi che le rivendite possono offrire ai loro clienti.
Si tratta di un’opportunità interessante per le edicole, che lo SNAG sta proponendo in diverse località del Sud tra cui Bari, Ragusa, Caltanissetta, Napoli, Caserta, Taranto, Foggia, Sant’Antonio Abate, Pompei e altre ancora: in tutte queste aree il nostro Sindacato ha già avviato incontri con le Amministrazioni comunali a supporto del progetto.