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La crisi di Governo non fermi gli interventi a sostegno dell’editoria

28 Luglio 2022

Editori e giornalisti fanno appello alle forze politiche affinché la crisi di Governo in atto non blocchi gli interventi già approvati a sostegno dell’editoria.

Con una nota diramata al termine della riunione del Consiglio generale del 27 luglio scorso, la FIEG chiede che “il Governo completi, nel disbrigo degli affari correnti, l’attività di definizione delle misure per l’utilizzo delle risorse già stanziate e disponibili del Fondo straordinario per l’editoria del 2022 e proceda nell’attuazione degli interventi di sostegno al settore già decisi da tempo (credito carta e distribuzione)”.

Inoltre gli editori sottolineano “i buoni risultati ottenuti insieme all’Anci con la campagna “Educazione alla cittadinanza” per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole” e annunciano di voler avviare “agli inizi di settembre una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini per la partecipazione attiva al voto, con l’invito ad informarsi sui giornali, on-line e cartacei, mezzi di informazione attendibili e di qualità”.

Una dichiarazione quest'ultima che coinvolge direttamente anche la rete delle edicole, che sono il principale canale di diffusione della carta stampata.

Anche dal sindacato dei giornalisti è arrivato un analogo appello. In un’intervista a Radio Radicale il segretario generale della FNSI, Raffaele Lorusso, ha sollecitato le forze politiche ad utilizzare i fondi già stanziati. «Credo già oggi si possa, e anzi si debba, parlare della distribuzione delle risorse stanziate con la legge di Stabilità 2022 (90 milioni per quest'anno e 140 per il 2023) e che, come da norma, avrebbero dovuto essere ripartite su tutta la filiera dell'editoria. Questo – ha dichiarato Lorusso – non è ancora avvenuto. Noi crediamo che, se ci fosse la volontà politica, anche a Camere sciolte, sarebbe sufficiente un Dpcm che potrebbe dare qualche ristoro al settore. Non risolverebbe la crisi, ma sarebbe una boccata di ossigeno».

«Riteniamo – ha aggiunto Lorusso – che, in una fase di crisi strutturale duratura, lasciare inutilizzate queste risorse sarebbe delittuoso. Nel periodo che manca alle elezioni si potrebbe adottare un provvedimento di ripartizione, sostenendo sia la transizione digitale, sia l'occupazione stabile, e prestando anche attenzione al contrasto al precariato e al lavoro povero, un'emergenza per l'intero Paese e un tratto distintivo di questo settore, con intere generazioni di giovani giornalisti condannati a una precarietà senza fine».

Anche Assocarta chiede un intervento delle forze politiche per affrontare la grave situazione in cui si trova il settore a causa dell’aumento della materia prima e dei costi energetici. “Chiediamo immediata chiarezza circa l’uso dei crediti di imposta del secondo trimestre ed auspichiamo l’estensione urgente degli stessi per la restante parte dell’anno, che si prospetta molto più complicata del secondo trimestre stesso, oltre ogni immaginazione e aspettativa imprenditoriale” ha affermato di recente Lorenzo Poli, Presidente di Assocarta.

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