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Un manifesto contro le fake news

16 Settembre 2021

Il vaccino anti Covid non crea le varianti del Covid e non rende nemmeno sterili. E bere alcool o mangiare aglio non preserva dal virus. Sono tante le fake news scatenate dalla pandemia, al punto che perfino il Governo è dovuto scendere in campo con una task force anti bufale al fine di tutelare la salute degli italiani.

Di recente anche il sottosegretario per l’Editoria Giuseppe Moles aveva preso una posizione forte dichiarando che le notizie false sono “uno dei mali più insidiosi dei nostri tempi” e vanno contrastate con ogni mezzo. Anche i social, uno dei principali mezzi di diffusione di notizie false, sono intervenuti per mettere un freno al dilagare di fake news. Facebook, per esempio, ha annunciato di aver rimosso 20 milioni di post bufala sul Covid.

Agli “effetti della disinformazione” da fake news – veicolate in rete sui social – è stato dedicato un convegno organizzato da UniPace Roma - Nazioni Unite, in partnership con la Web Press Media Reporter Association e la sponsorship di Wrep, il Web Reporter Eu Registry.

Dal convegno è scaturito una sorta di manifesto contenente i principi programmatici per contrastare la diffusione di fake news e sensibilizzare sull’argomento (presto sottoscrivibile sulla piattaforma di petizioni Change.org).

"Tutti gli interventi che abbiamo ascoltato – ha ricordato Enea Franza, direttore del Dipartimento Scienze Politiche dell’Università Internazionale della Pace e moderatore dell’incontro – hanno evidenziato ancora di più quanto sia indispensabile lavorare per raggiungere la verità, anche attraverso la condivisione delle informazioni. La strada da percorrere non è certamente facile, per questo abbiamo deciso di lanciare questo documento programmatico come pietra miliare di un nuovo cammino fruttuoso".

L’obiettivo, ha aggiunto, è anche quello di "elaborare pratiche per tutelare la consapevolezza e la responsabilizzazione degli utenti, delle istituzioni e degli organi di stampa rispetto alle fake news, attraverso un approccio scientifico e indipendente dalle politiche di possibili Paesi ingerenti".

Noi aggiungiamo che la carta stampata di qualità si presta ad essere uno strumento importante per contrastare le diffusioni di fake news o quanto meno per smontarle e riportare lettori e cittadini ad una visione realistica del mondo che li circonda.

Negli Stati Uniti chiude l'edizione cartacea di Marie Claire

13 Settembre 2021

La crisi della stampa cartacea non conosce confini geografici. Arriva dagli Usa la notizia che, dopo 27 anni di pubblicazioni, lo storico magazine femminile Marie Claire non sarà più in stampa mentre continuerà a vivere nella versione online.

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Anche in questo caso il digitale ha finito per cannibalizzare e annientare la versione cartacea di un mensile che in passato si è imposto per aver sostenuto importanti campagne in favore delle donne come la parità di salario, l’aborto o la lotta contro la violenza domestica, parlando naturalmente anche di moda, bellezza e tendenze.

Lo scorso maggio la casa editrice Hearst, che aveva iniziato nel 1994 a pubblicare la rivista negli Stati Uniti, aveva ceduto la proprietà all’editore inglese Future plc, a cui sono bastati solo pochi mesi prima di prendere la drastica decisione di far cessare la pubblicazione.

La pandemia non ha aiutato, né ad attrarre i dollari della pubblicità, né ad attrarre nuovi lettori, così nel 2020 la periodicità è passata da 11 a 7 numeri l’anno ma ciò non è bastato a tenere alte le vendite. Come comunica la società, a maggio la tiratura è stata di 900 mila copie con appena 11.000 copie vendute in edicola, a fronte però di 15 milioni di visitatori unici al mese al suo sito.

A conti fatti, dunque, il nuovo acquirente Future plc ha deciso di investire sul digitale abbandonando l’idea di potenziare e rilanciare il cartaceo.

Questo è quanto accade negli Stati Uniti.

Nel nostro paese Marie Claire è stampata dalla filiale italiana di Hearst, Hearst Italia, che continua a pubblicare la rivista, insieme a Marie Claire Maison, Elle, Elle Decor, Bazaar, Cosmopolitan, Esquire, Gente. A giugno (ultimi dati disponibili ADS – Accertamenti diffusione stampa) la diffusione totale cartacea e digitale di Marie Claire era di 121.220 copie, contro le quasi 97.000 copie di Vogue, la Bibbia della moda femminile.

A proposito di Vogue, la storica rivista sta attraversando un momento delicato come testimonia la serie di tagli e ristrutturazioni decisi dall’editore Condè Nast. Il gruppo ha deciso infatti di affidare la supervisione di tutte le edizioni nazionali, quella italiana inclusa, ad Anna Wintour, la leggendaria ed intransigente direttrice di Vogue America.

Via dunque i direttori delle edizioni nazionali, sostituiti da coordinatori. A farne le spese anche Emaunele Farneti, dal 2017 direttore di Vogue Italia, che con il numero di settembre ha firmato il suo ultimo editoriale.

9 indagati e 329 canali chiusi. Giro di vite alla pirateria. Soddifatta la FIEG

09 Settembre 2021

Si è conclusa con la chiusura di 329 canali Telegram e l’identificazione di 9 amministratori di altrettanti canali Telegram, l’indagine della Procura di Bari contro la pirateria editoriale partita oltre un anno fa da una segnalazione della FIEG, preoccupata per le forti perdite che il fenomeno sta arrecando al settore, anche alle edicole che, a causa di questo fenonmeno, si vedono sottrarre vendite (e quindi ricavi).

Gli indagati, residenti in diverse regioni italiane (Lazio, Puglia, Veneto, Sicilia, Marche, Campania), sono accusati di aver violato la legge sui diritti d’autore. Alcuni, si legge nella carte della Procura, avrebbero sfruttato la diffusione dei file pirata "con lo scopo di guadagnare denaro attirando iscritti e inducendoli a perfezionare l'acquisto di prodotti Amazon sponsorizzati sui canali", oppure, nel caso dei file musicali, ricevendo "denaro tramite accredito su una apposita money box associata al canale".

Attenzione dunque alle trappole della rete, perché alla fine non era proprio del tutto gratis il servizio offerto sui canali Telegram. Un avvertimento da non dimenticare in futuro quando qualcuno si ostinerà a offrire gratis prodotti e/o servizi che invece hanno un costo.

Apprezzamento per l’inchiesta è stata espressa dalla FIEG: “Auspichiamo che simili azioni – ha detto il Presidente Andrea Riffeser Monti – possano aumentare il grado di consapevolezza e di sensibilità in quella vastissima platea di utenti/clienti che alimentano il mercato della pirateria editoriale, spesso ignorando i rischi giudiziari che corrono direttamente e gli ingenti danni economici che provocano all’industria dell’informazione e alla libertà di stampa, danni stimati per il solo comparto dell’editoria in 670mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all’anno”.

“La costante attività della Federazione a tutela del prodotto editoriale – ha concluso Riffeser – prosegue anche attraverso gli altri strumenti previsti dal nostro ordinamento, grazie alla recente modifica dei poteri dell’Agcom a tutela del diritto d’autore per violazioni che fino ad oggi sfuggivano all’Autorità, quali, ad esempio, la illecita diffusione di contenuti attraverso le piattaforme social e le piattaforme telefoniche o di messaggistica istantanea".

"Siamo lieti - ha concluso il numero uno della FIEG - di aver contribuito, con le nostre segnalazioni, all’avvio di una riflessione che ha portato a questo importante risultato, ampiamente sostenuto da forze di maggioranza e di opposizione: un segnale di sensibilità per il settore dell’editoria. Un impegno concreto nell’attività di protezione del diritto d’autore”.

A luglio risalgono le vendite di quotidiani in edicola

08 Settembre 2021

E' forse troppo presto definirla inversione di tendenza. Quello che è certo, però, è che le ultime rilevazione di ADS-Accertamenti diffusione stampa hanno evidenziato un aumento generalizzato delle copie vendute, che ha abbracciato l'intero panorama editoriale, dalle testate maggiori alla stampa locale.

Nello specifico, iniziando dai due quotidiani più letti dagli italiani, Il Corriere della Sera ha visto crescere le vendite in edicola a 165.891 copie da 157.843 di giugno, tornando così sui livelli dello scorso gennaio. Vendite in aumento anche per Repubblica , che a luglio risale a 111.868 copie rispetto alle 103.857 del mese precedente, sotto però rispetto ai valori di gennaio (114.333).

Stesso trend anche per l’altro quotidiano di punta del gruppo Gedi, La Stampa , che ha venduto 73.442 copie rispetto alle 70.659 di giugno ma anche in questo caso non riuscendo a recuperare il gap con gennaio quando in edicola aveva venduto oltre 75 mila copie. In crescita (da 24.370 a 25.139 copie) pure Il Secolo XIX .

Lievi incrementi delle vendite hanno interessato anche le testate del gruppo Riffeser-Monti. Mille copie in più rispetto al mese precedente per QN-La Nazione (47.611 a luglio) e QN-Il Resto del Carlino (69.957 a luglio). In recupero anche Il Messaggero con vendite in edicola per 53.742 copie (51.117 a giugno). Tiene L’Avvenire .

Tra i quotidiani economici, si è confermato poco sopra le 32.000 copie Il Sole 24 Ore, in linea con il mese precedente, mentre Italia Oggi ha sfiorato le 8.000 copie, quasi 1.000 in più rispetto a giugno.

Luglio ha visto un incremento di vendite anche per i quotidiani politicamente più schierati. Il Giornale ha venduto 36.267 copie (da 35.773) non riuscendo però a recuperare i valori di gennaio (44.429). La Verità è risalita a 24.158 copie (da 22.942 di giugno) e Il Fatto Quotidiano è balzato a 27.187 copi (25.456 a giugno).

Gli Europei di calcio (11 giugno-11 luglio) hanno trainato anche a luglio le vendite dei quotidiani sportivi. Grande balzo per La Gazzetta dello Sport , da 93.421 a 103.096 copie, che si appresta a raddoppiare le vendite rispetto a gennaio, quando ADS aveva certificato in edicola 65.093 copie vendute. Raddoppio avvenuto per il numero del lunedì de La Gazzetta della Sport con 190 mila copie a luglio rispetto alle 83.532 di gennaio.

Andamento analogo anche per Il Corriere dello Sport con vendite balzate a 46.497 copie a luglio da 42.129 di giugno e 37.245 di gennaio. In rimonta pure Tuttosport con 28.159 copie vendute a luglio da 26.234 di giugno, che non riesce tuttavia a riagguantare le 35.356 di gennaio.

Bonus pubblicità, domande dal 1 ottobre

07 Settembre 2021

Inizialmente dovevano essere inviate a partire dal primo settembre, ma un avviso pubblicato dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria ha annunciato che le richieste per l’accesso al credito di imposta da parte degli inserzionisti pubblicitari dovranno essere avanzate dal 1 al 31 ottobre.

Il rinvio dei termini per le domande del bonus pubblicità - introdotto per la prima volta nel 2018 - nasce dalla necessità di aggiornare la piattaforma telematica, in considerazione delle novità introdotte dal decreto Sostegni bis.

Il bonus prevede che agli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali (cartacei e online) venga applicato un credito d’imposta pari al 50% della somma sostenuta: si tratta quindi di un ampliamento dell’agevolazione, rendendo il bonus ancora più vantaggioso.

In precedenza il credito era infatti pari al 75% ma calcolato sul valore incrementale dell'investimento pubblicitario rispetto al passato, ora invece viene calcolato sull'intero ammontare.

Si ricorda che per poter usufruire dell'agevolazione è necessario presentare le domande in tempo utile. Il Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria ricorda che restano valide le domande inserite nel precedente periodo di validità. 

Moles: "tempi maturi per riforma di sistema"

06 Settembre 2021

“Penso sia ormai arrivato il momento di ragionare tutti insieme sul futuro dell’intera filiera editoriale perché in realtà non solo la pandemia ma anche la crisi che nasce da lontano hanno fatto sì che da parte di tutti sia necessario un passo di lato per fare due passi avanti. L’occasione è ghiotta. Vedremo se avremo tempo e ci sarà la voglia da parte di tutti per cominciare a ragionare su una riforma totale del sistema”.

Sono le parole con cui il sottosegretario per l’Editoria Giuseppe Moles ha esordito al Festival della Tv che si è svolto nel fine settimana a Dogliani, in un’intervista condotta dal direttore di Repubblica, Maurizio Molinari.

Tanti i temi toccati da Moles, che ha insistito soprattutto sulla necessità di una riforma che coinvolga l’intera filiera. “Forse è il momento – ha sottolineato - di metterci tutti intorno a un tavolo e ragionare sul futuro. Bisogna ragionare in termini di sistema”.

In particolare, Moles si è soffermato sull’importanza della distribuzione della carta stampata ricordando il ruolo fondamentale svolto dalle edicole durante la pandemia. E ha rivendicato la decisione di raddoppiare il bonus una tantum riservato alle rivendite a fronte del servizio essenziale svolto per la popolazione durante il lockdown.

Secondo il sottosegretario per l’Editoria, digitale e cartaceo devono trovare nuovi modi di dialogare, ed è compito degli Editori pensare a modelli di business in grado di farlo. Così come l’arrivo della TV non ha soppiantato la radio, internet non manderà in pensione i quotidiani, ha sottolineato. Il loro compito “è di non fermarsi all’oggi e capire i cittadini che tipo di prodotto desiderano”. E devono farlo, secondo Moles, tutelando gli attuali livelli occupazionali e puntando sulla formazione e nuove professionalità come l’analista di dati.

La pandemia ha giocato un ruolo decisivo sul settore dell’Editoria, come ha ricordato il sottosegretario. “Nel momento in cui ho assunto l’incarico, ho iniziato ad agire su due binari paralleli. Nel breve periodo, ho ritenuto necessario che in un momento di grave crisi sanitaria ed economica l’intero settore andasse sostenuto, e sono contento di aver triplicato i crediti di imposta. Ma questo nell’immediato”.

Per il rilancio del settore post pandemia, Moles ha rilevato che “sarà fondamentale il ruolo del PNRR: “ho fatto inserire nel capitolo sulle digitalizzazioni per il Recovery che i fondi possano essere utilizzati anche per le imprese editoriali. Gli interventi spot sono serviti per tenere in piedi una serie di realtà, ma bisogna iniziare a guardare al domani”.

Tra gli altri temi toccati da Moles, c’è anche la crisi dell’Inpgi: “Martedì ci sarà la prima riunione del comitato tecnico, che io ospito presso il Dipartimento, pur essendo di competenza del ministro del Lavoro, Orlando. Dobbiamo vedere se ci sono soluzioni per salvare l’Inpgi attraverso il confronto fra tutti gli attori, a cui ho chiesto di arrivare già con delle proposte”.

Poi c’è la lotta alle fake news. "La situazione è molto grave, durante la pandemia ci sono stati danni da 521 milioni per la pirateria digitale", ha dichiarato Moles, sottolineando l’importanza dell’informazione giornalistica, l’unica verificata da fonti, e quindi attendibile.

Infine Moles ha toccato il tema della direttiva europea sul copyright, approvata nel Consiglio dei Ministri di agosto in una formulazione che secondo il Sottosegretario all'Editoria potrebbe essere da esempio per gli altri Paesi dell’Eurozona. Pur riconoscendo il diritto degli editori a ricevere da parte degli OTT un corrispettivo per il prodotto editoriale che forniscono, non è infatti stato introdotto l’obbligo a raggiungere un contratto ma solo l’obbligo alla negoziazione di un equo compenso. I tempi per l'approvazione in Parlamento, ha detto Moles, dovrebbero essere abbastanza veloci, circa un mese.

FIEG chiede un incontro urgente al Governo

02 Settembre 2021

Diritto all’informazione e direttiva sul copyright sono i temi caldi che la Federazione degli Editori intende portare all’attenzione del Sottosegretario per l’Editoria, Giuseppe Moles, come emerso al termine del Consiglio generale della FIEG (nella foto il Presidente Andrea Riffeser Monti) che si è svolto il primo settembre scorso.

Nell’esprime solidarietà verso tutti coloro – giornalisti, editori, esperti, medici, uomini delle istituzioni e della società civile – che sono stati e sono oggetto di attacchi violenti solo per avere svolto il proprio lavoro o espresso le proprie idee, la FIEG “chiede al Governo, al Parlamento e alle Forze politiche interventi adeguati alla gravità dei problemi per garantire concretamente il diritto, previsto dall’articolo 21 della Costituzione, ad informare e ad essere informati”.

“L’editoria giornalistica nella crisi pandemica ha svolto un ruolo essenziale di servizio pubblico, garantendo ai cittadini una informazione corretta e responsabile. La crisi economica del settore – che si è ulteriormente aggravata – unita all’emersione di sentimenti minoritari ma diffusi di contrarietà e a volte di vero e proprio odio contro giornali e giornalisti, non può non generare un allarme sociale a cui il Governo, le Istituzioni e il Paese devono prestare massima attenzione”, si legge in un comunicato degli Editori.

Le recenti aggressioni ai giornalisti durante lo svolgimento del loro lavoro destano dunque forte preoccupazione e rappresentano un campanello d'allarme. Come sottolinea la FIEG: “A rischio è la stessa libertà di espressione che è saldamente ancorata all’esistenza della buona informazione prodotta e veicolata dalla editoria professionale di qualità”.

Solo l’informazione di qualità può infatti arginare il dilagare di notizie false che è esploso durante la pandemia. “Da recenti indagini – afferma ancora la FIEG - risulterebbe che la mole di fake news diffuse dalla Rete ha superato la quantità di informazione corretta veicolata da media che hanno un editore, un direttore responsabile e giornalisti che rispondono penalmente e civilisticamente di quello che scrivono”.

Ecco perché, concludono gli Editori, “È necessario per il bene di tutti tutelare il lavoro giornalistico e favorire la sostenibilità economica delle imprese che lo rendono possibile”.

Giornali a scuola, rimborsi fino al 90%

01 Settembre 2021

“La lettura in classe dei quotidiani è un esercizio indispensabile per la preparazione dei nostri ragazzi”. Con queste parole il Sottosegretario per l’Editoria, Giuseppe Moles, ha annunciato il varo di due bandi riservati alle scuole italiane, statali e paritarie, che intendano comprare giornali e riviste per i propri alunni.

Le domande dovranno essere inoltrate dal 1 al 31 ottobre ed è prevista una copertura del 90% della spesa sostenuta per l’acquisto di abbonamenti a quotidiani e periodici.

“È questa una misura in più, per la quale sono disponibili 13 milioni di euro, che, insieme alle precedenti, evidenzia l’importanza che stiamo riservando alle scuole ed ai nostri giovani”, ha aggiunto Moles precisando che grazie a questa iniziativa i giovani “potranno familiarizzare con quelli che ritengo essere strumenti fondamentali per la loro formazione”.

Di fatto, i numeri ci dicono che la lettura di quotidiani e riviste non è una consuetudine molto diffusa tra i nostri ragazzi. I dati Istat indicano che nel 2020 solo il 13,4% dei giovani tra 6 e 24 anni ha letto almeno un quotidiano alla settimana. Pur considerando che si è trattato di un anno caratterizzato dalla pandemia, il dato appare in calo rispetto al 2019, quando tale percentuale era del 15,3%.

E a proposito di giovani e lettura, fa riflettere il fatto che, nello stesso periodo, è invece aumentata la quota di ragazzi tra 6 e 24 anni che ha letto almeno un libro durante l’anno, salita dal 52% del 2019 al 53,7% del 2020.

L’iniziativa del Governo ha suscitato l’immediato apprezzamento da parte degli Editori che l’hanno definita “una iniziativa utile che va potenziata e adeguatamente promossa” in quanto volta “a diffondere la buona informazione nelle scuole e tra i giovani”.

“La diffusione della buona informazione, realizzata e distribuita delle testate quotidiane e periodiche – ha affermato al riguardo il Presidente della FIEG Andrea Riffeser Monti – costituisce il migliore antidoto alla proliferazione delle fake news e contribuisce a sviluppare sentimenti di comunità e di condivisione”.

“Per il bene della buona informazione e del Paese è auspicabile – ha concluso Riffeser Monti – che le iniziative volte a promuovere e favorire la diffusione della stampa professionale di qualità si moltiplichino, assicurando alle stesse adeguate risorse”.

EDITORIA: MOLLICONE (FDI), APPELLO A MOLES PER TAVOLO SU CRISI SETTORE

01 Settembre 2021

"Il lavoro giornalistico e la sostenibilità delle aziende editoriali vanno garantiti con misure incisive. Ci vogliono fondi straordinari: lanciamo un appello al sottosegretario Moles affinché costituisca un tavolo sulla crisi dell'editoria a Palazzo Chigi, incontrando le categorie dell'informazione come richiesto dalla Fieg. La nostra solidarietà ai giornalisti e agli operatori dell'informazione che, in questi giorni, hanno subito violenze. Siamo fermamente contrari al green pass, ma questi comportamenti sono estranei alla dialettica democratica". Lo afferma il capogruppo di Fdi in commissione Cultura alla Camera, Federico Mollicone. 

Arriva in edicola The Post Internazionale (TPI)

31 Agosto 2021

“Il web è dove siamo nati e dove sempre rimarremo ancorati. Ma oggi internet, da solo, non è più sufficiente”. Così il fondatore e direttore di www.tpi.it, Giulio Gambino, annuncia ai propri lettori il lancio di un nuovo magazine cartaceo: “una rivista di approfondimento settimanale chiamata The Post Internazionale (TPI) che sia in grado di decifrare il presente e interpretare il futuro”.

“Se c’è qualcosa che questi due anni di pandemia ci hanno insegnato è la necessità di tornare a dare importanza alla lentezza, non solamente rincorrere la vita perseguendo un modello che alla fine ci ha reso più fragili”, osserva il giornalista in un articolo pubblicato a inizio agosto sul sito www.tip.it.

La nuova rivista arriverà in edicola e nelle librerie venerdì 17 settembre con un prezzo di copertina di 3 euro mentre dal 3 settembre prenderà il via il lancio promozionale della nuova iniziativa editoriale. “Se è vero che ci vuole coraggio oggi a stampare un nuovo giornale, sappiate che siamo talmente coraggiosi da uscire in edicola per la prima volta venerdì 17 settembre”, annuncia Gambino.

Una grande sfida, dunque, anche perché The Post Internazionale sarà completamente autofinanziato, così come è stato per il sito nei suoi dieci anni di attività. Nessun ricorso a investitori esterni né tanto meno a fondi pubblici. La rivista si sosterrà solo grazie alle donazioni dei lettori che fino ad ora hanno contribuito a tenere in vita la testata digitale (completamente gratuita) a garanzia di un’informazione libera e indipendente.

“TPI dipende solo da te”, conclude Gambino promettendo ai lettori una rivista fatta di inchieste e approfondimenti, analisi e storie inedite a cura delle penne più brillanti del sito: Claudio Sabelli Fioretti, Luca Telese, Selvaggia Lucarelli, Pietrangelo Buttafuoco e tanti altri.

Una sfida che ci auguriamo possa fare breccia in una fase di grave crisi - di idee e di mezzi - dell’Editoria italiana, in cui abbiamo dovuto assistere alla recente chiusura di una storica testata cartacea come La Gazzetta del Mezzogiorno.


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