Sono stati 31,6 milioni gli individui che hanno letto o sfogliato un titolo stampa su carta e/o digitale replica negli ultimi 30 giorni, pari al 60,5% della popolazione adulta di 14 anni e oltre. E’ quanto emerge dai dati di scenario Sistema Audipress edizione 2024/I, riferiti alla rilevazione dell’anno mobile maggio 2023 - aprile 2024.
I nuovi dati di scenario evidenziano una stabilità rispetto a quelli emersi nella rilevazione precedente e, come scrive Audipress, “rappresentano i contorni di un comparto ancora solido e stabile, allineato rispetto alle precedenti edizioni, espressione di un sentimento di fiducia da parte del lettorato che premia la varietà di offerta e l’informazione di qualità e adegua gradualmente le proprie abitudini di lettura ai cambiamenti in atto”.
Copia digitale, cresce ma non sfonda
La copia digitale mostra ancora un trend in crescita, riflesso di un cambiamento in atto già da qualche anno nelle abitudini di consumo della stampa. Sono 7,4 milioni i lettori che la utilizzano, 127 mila in più rispetto all’edizione precedente. Tuttavia, restano sempre una percentuale molto modesta, pari al 14,2% della popolazione.
Nel complesso la crescita della copia digitale è dell’1,7% e coinvolge sia gli uomini (più 1,6%) sia le donne (più 1,9%) e, più in particolare, gli individui dai 45 anni in su (più 3,5%).
Quotidiani, variazione minima di lettori
Dai dati di dettaglio, si osserva che i Quotidiani mantengono allineata la quota di lettori complessivi alla precedente edizione, con 11,428 milioni di individui (contro gli 11,552 della precedente edizione) che hanno letto almeno una testata su carta e/o digitale replica nel giorno medio, generando 17 milioni e 37 mila letture. Si tratta del 21,9% della popolazione adulta.
I lettori dei Quotidiani hanno principalmente 55 anni e oltre (48,7% dei casi) e con un livello di istruzione medio-alto (64,4% dei casi). Sono uomini nel 62% dei casi (7 milioni e 87 mila) e donne nel 38% dei casi (4 milioni e 341 mila).
“La frequenza di lettura Alta (da 4 a 7 giorni la settimana) nel 58,2% delle letture e, anche in questa edizione, la preferenza per l'acquisto diretto o in abbonamento nel 59,5% dei casi, evidenziano abitudini di consumo piuttosto regolari e consolidate per questo tipo di formato”, commenta Audipress.
Settimanali, segnali di continuità
Analizzando i dati di audience e i comportamenti di consumo dei Settimanali, risulta che anche in questo caso i lettori su carta e/o digitale replica di almeno una testata negli ultimi 7 giorni sono stati stabili sugli 8,4 milioni, pari al 16,2% della popolazione adulta, per un totale di 12 milioni e 452 mila letture nell’intervallo di osservazione.
La composizione socio-demografica dei lettori dei Settimanali si presenta poco variata, rappresentata principalmente da donne (67,2% dei lettori), da individui di oltre 55 anni (49,8% dei casi) e tra i 35-54 anni (30,3% dei casi), con licenza media e superiore (nel 73,5% dei casi).
Secondo Audipress “le abitudini di consumo tra i lettori di questo formato mantengono ancora rilevanti indicatori di continuità e di fruizione, confermati dal 47,3% di letture con frequenza Alta (tra 9 e 12 numeri in tre mesi) e il 34% con frequenza Media (tra 4 e 8 numeri in tre mesi), dove l’acquisto diretto (personale o in famiglia o in abbonamento) ha raggiunto il 75,5% dei casi”.
Mensili, cresce la lettura della copia digitale
Per il comparto dei Mensili sono stati rilevati 8 milioni di lettori di almeno una testata negli ultimi 30 giorni, con caratteristiche demografiche e di consumo in linea con le precedenti edizioni e un incremento dell’1,9% per la copia digitale replica (1 milione e 997 mila lettori “ultimo periodo”), espressione, anche in questo caso, come rileva Audipress, “di solidità e di comportamenti di lettura molto evoluti in un contesto che si sta trasformando progressivamente”.
I lettori dei Mensili risultano ben distribuiti tra uomini (45,5% dei casi) e donne (54,5% dei casi) e tra le fasce d’età – il 29,2% di lettori tra i 14 e i 34 anni, il 36,8 di quelli tra i 35 e i 54 anni e il 34% di quelli di 55 anni e oltre -, con una quota più significativa di individui (47,1%) con diploma di scuola media superiore.
Per quanto riguarda il comportamento di lettura, su un totale di 12 milioni 34 mila letture negli ultimi 30 giorni, si riscontrano ancora una frequenza di lettura Media (44,2% dei casi) - da 4 a 8 numeri in 12 mesi – e, considerando che nel 72,9% dei casi la copia letta è acquistata individualmente o da un familiare o in abbonamento, una forte propensione all’acquisto diretto, tipico di questa categoria.

A fronte di un elevato numero di domande relative al bonus edicole 2023, il Sottosegretario con delega all’editoria Alberto Barachini ha disposto di incrementare le risorse messe a disposizione, che ammontavano in origine a 10 milioni di euro. Ciò consentirà “l’erogazione per intero del bonus edicole 2023” e di incrementare “notevolmente la percentuale di riparto del contributo per le spese sostenute” come si legge in una comunicazione odierna pubblicata sul sito del Dipartimento per l’Editoria.
Il Sottosegretario ha dunque recepito le richieste avanzate dalle Organizzazioni Sindacali degli edicolanti, destinando al bonus edicole 2023 ulteriori risorse pari a 10.718.000 euro derivanti da somme residue destinate alle edicole e non utilizzate nel 2022, che hanno consentito di raddoppiare i fondi per gli edicolanti.
Nel dettaglio, attraverso il D.P.C.M 30 aprile 2024 - registrato presso la Corte dei Conti al n. 1536 in data 27 maggio 2024 - il Sottosegretario Barachini ha stabilito di integrare le risorse destinate ai contributi per le edicole come previsti dall’articolo 2, commi 1 e 2, del D.P.C.M 10 agosto 2023.
Come si legge sul sito del Dipartimento, "l’integrazione delle risorse, resasi necessaria a fronte dell’elevato numero di istanze pervenute, è stata effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 298, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, che ha previsto che le risorse del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria per l’anno 2022, trasferite al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri e non impiegate, potessero essere utilizzate negli anni 2024 e 2025”.
Di conseguenza, precisa ancora il Dipartimento, con tale decreto “le somme residue relative alle agevolazioni a favore delle edicole per l’anno 2022, pari complessivamente ad euro 10.718.000, sono state destinate ai due contributi previsti dal Fondo straordinario per l’anno 2023, consentendo l’erogazione per intero del bonus edicole 2023 e incrementando notevolmente la percentuale di riparto del contributo per le spese sostenute”.
Il passo successivo, una volta completati gli adempimenti tecnico-contabili resi necessari dall’integrazione delle risorse, sarà la pubblicazione sul sito del Dipartimento per l’Editoria degli elenchi dei beneficiari del bonus con l’indicazione dei singoli importi a ciascuno riservati.

Riportiamo il calendario fiscale realizzato dagli esperti di Confcommercio con evidenziati i prossimi appuntamenti con il fisco. Uno strumento utile per ricordare a imprese, ditte individuali e partite IVA le principali scadenze fiscali e rimanere sempre aggiornati su quando pagare imposte e tasse, versare i contributi dovuti, inviare i dati richiesti dall'Agenzia delle Entrate.
Ricordiamo ai nostri Associati che i nostri esperti sono a disposizione per ogni chiarimento di natura fiscale e/o amministrativo attraverso l’area riservata del sito www.snagnazionale.it.
LUNEDÌ 17 GIUGNO
Modello 730 - Consegna da parte dei CAF o professionisti abilitati ai dichiaranti, dipendenti e assimilati, del prospetto di liquidazione delle imposte
Modello 730 - Invio telematico del Mod. 730 da parte dei sostituti d’imposta, dei CAF e professionisti abilitati
Liquidazioni periodiche Iva - Liquidazione periodica IVA per soggetti con obbligo mensile
Liquidazioni periodiche Iva - Rateizzazione versamento IVA annuale
IMU - Ravvedimento dell’omesso o insufficiente versamento IMU del 2023
IMU -Versamento prima rata in acconto per il 2024 dell’imposta municipale propria
Ritenute di imposta e di acconto - Ravvedimento entro 90 giorni delle ritenute e dell’IVA mensile
Liquidazioni periodiche Iva - Ravvedimento entro 90 giorni relativo al versamento della dichiarazione IVA annuale
Ritenute di imposta e di acconto - Ravvedimento relativo al versamento delle ritenute e dell’IVA mensile/trimestrale
Esterometro - Comunicazione delle operazioni transfrontaliere - Trasmissione dati operazioni transfrontaliere passive
Redditi diversi di natura finanziaria - Versamento dell’imposta sostitutiva su plusvalenze per cessioni a titolo oneroso di partecipazioni (risparmio amministrato)
Tobin tax - Imposta sulle transazioni finanziarie - Versamento imposta sulle transazioni finanziarie
GIOVEDÌ 20 GIUGNO
Credito d’imposta su commissioni per pagamenti elettronici - Comunicazione tax crediti pagamenti elettronici
MARTEDÌ 25 GIUGNO
Presentazione dei Modelli Intrastat - Presentazione degli elenchi riepilogativi cessioni intracomunitarie per operatori con obbligo mensile e dati statistici acquisti e cessioni
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Il pluralismo dell’informazione è un aspetto fondamentale della nostra democrazia. Come ha dichiarato di recente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “il pluralismo resta una condizione di libertà irrinunciabile ed essere riusciti ad arricchire il campo delle fonti, l'analisi dei fatti, il confronto tra i punti di vista è un valore che si riverbera sull’intera società".
Spetta all’Agcom-Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, verificare il pluralismo dell'informazione e far rispettare le regole della par condicio che disciplinano ogni periodo pre-elettorale, come quello attuale che stiamo vivendo a poco più di due settimane dalle elezioni europee.
Tirature quotidiani: un parametro sempre meno significativo
Di fronte alla “profonda e radicale trasformazione del settore editoriale”, l’Agcom è convinta che le tirature dei quotidiani non siano più uno strumento adeguato per verificare il pluralismo dell’informazione e per questo motivo ha chiesto al Governo di rivedere la relativa normativa.
In base alla legge 67 del 1987, la posizione dominante viene determinata in base alla tiratura dei suoi quotidiani nell’anno solare precedente e scatta quando la tiratura supera il 20% di quella complessiva. In base agli ultimi dati, l’editore con maggiore tiratura è il gruppo Gedi, con una quota che non arriva nemmeno al 16% e quindi ampiamente sotto la soglia di allerta. Una percentuale destinata inoltre ad abbassarsi considerando le recenti cessioni di testate del gruppo.
La decisione dell'Agcom trova il consenso della Fieg
“La stampa e i quotidiani negli ultimi quarant'anni sono diventati un prodotto diverso da quello che erano: per misurare oggi il livello di pluralismo informativo occorre tenere conto delle radicali trasformazioni che hanno interessato il settore. Pertanto, bene ha fatto l’Agcom a prenderne atto e a segnalare al Governo la necessità di rivedere la vigente disciplina a tutela del pluralismo informativo”, ha commentato il Presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti.
“Si tratta di tener conto della evoluzione tuttora in atto nel settore, e di utilizzare criteri di tutela del pluralismo maggiormente aderenti alla nuova realtà dell'editoria, anche in relazione alla forte integrazione con gli altri mezzi di comunicazione. Gli editori – ha concluso il Presidente della Fieg – chiedono al Governo di recepire la segnalazione dell’Agcom all’interno della riforma sistemica e complessiva dell’editoria, quanto mai necessaria ed urgente”.

A distanza di poche settimane sia il Vicepremier Antonio Tajani sia il Presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, hanno lasciato intendere la necessità di interventi da parte del Governo per sostenere il settore dell’editoria.
Forse anche rassicurati dalle loro dichiarazioni di apertura verso nuovi interventi di sostegno, il 15 maggio scorso la Federazione degli editori e quella dei giornalisti hanno dato avvio alle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei giornalisti. All’incontro hanno partecipato, per gli editori, il responsabile del Dipartimento sindacale Stefano De Alessandri, il Direttore generale Fabrizio Carotti e il Responsabile area lavoro e welfare Stefano Scarpino. Per la Fnsi era presente la Segretaria Alessandra Costante con la Giunta Federale.
Editoria, caposaldo della democrazia
Il contratto che tutela i professionisti dell’informazione era scaduto il 16 marzo 2016 e il suo rinnovo potrebbe rappresentare un punto di partenza per il rilancio del settore, riconoscendo competenze e dando nuove regole, oltre che certezze economiche, alla categoria dei giornalisti. Nel primo incontro, a quanto si apprende da fonti di stampa, Fieg e Fnsi hanno concordato sulla necessità di arrivare a definire nuove norme a tutela, dei giornalisti e, più in generale, dell’editoria, che - come hanno ricordato - rappresenta un caposaldo delle libertà civili e della democrazia.
Il Governo deve fare la sua parte
La trattativa si preannuncia lunga ma questa volta - dopo due tentativi avviati ma non proseguiti da parte dalla precedente segretaria Fnsi - pare esserci la volontà di portarla a termine. Entrambe le Federazioni hanno inoltre condiviso la necessità di coinvolgere nella trattativa il Governo che, come ha ricordato la Segretaria della FNSI Alessandra Costante, “deve fare la sua parte nella difesa del giornalismo professionale, come succede in tutta Europa”.
Anche copyright e IA tra i temi da affrontare
Tantissimi i temi su cui occorrerà aprire un dibattito, probabilmente in più tavoli dedicati. Al primo posto c’è ovviamente la contrattazione economica oltra alla stabilizzazione dei precari e al riconoscimento contrattuale di nuove figure professionali. Ci sono però anche altre tematiche che vanno discusse e regolate come ad esempio quelle riguardanti il copyright e l’Intelligenza artificiale.
Tajani: “Il sostegno all’editoria è un sostegno alla democrazia”
In una recente intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, il Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha rassicurato che “il governo e il mio partito si sono impegnati a ripristinare il pieno sostegno all’editoria” sottolineando che “le misure straordinarie erano state introdotte per sostenere la crisi pandemica e sono state sospese alla fine della pandemia, ma è evidente che le difficoltà non sono terminate e che un nuovo sistema di sostegni dovrà essere valutato dal Governo. Il sostegno all’editoria è un sostegno alla democrazia italiana”.
“Il nostro Paese – ha precisato ancora Tajani nell’intervista – ha un valido sistema di sostegni economici al mondo dell’editoria: ci sono aiuti diretti e indiretti che abbiamo confermato anche in presenza di un momento complesso dei conti pubblici. Certamente oggi i nuovi scenari, la forza preponderante del mondo digitale e degli "Over the Top", assieme con la riduzione degli introiti pubblicitari ci portano a dover rivedere alcuni parametri per tutelare il nostro sistema nazionale dell’informazione e per non far arretrare il nostro sistema democratico”.
Mollicone: “Fieg presto in audizione in Commissione Cultura”
Lo scorso 15 aprile, il deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione cultura ed editoria della Camera Federico Mollicone pare che abbia accolto i ripetuti appelli lanciati dalla Fieg, sempre più preoccupata per la tenuta del settore.
In una chiacchierata con un cronista dell’Adnkronos, Mollicone ha sottolineato che “in Commissione presto tratteremo questo tema con una risoluzione che affronterà le urgenze dell’editoria e chiameremo in audizione tutta la filiera Fieg: l’obiettivo - ha precisato - è coniugare le esigenze finanza pubblica con la tutela di un indotto imprescindibile per una democrazia".

Primo trimestre in calo per gli investimenti pubblicitari sulla carta stampata. Secondo i dati resi noti da FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità, il fatturato netto nel periodo gennaio-marzo ha registrato una contrazione del 9,6% rispetto all’analogo ad un anno prima, attestandosi a 105,62 milioni di euro, oltre 10 milioni in meno rispetto ai 116,85 milioni dell’analogo periodo 2023.
Calo a doppia cifra per i quotidiani
Nello specifico, i ricavi pubblicitari dei quotidiani hanno superato i 78 milioni di euro, con una flessione di fatturato su base annua dell’11,3% rispetto agli 88 milioni dell’analogo periodo 2023, a fronte del calo del 6% degli spazi.
In flessione tutte le singole tipologie di pubblicità e in particolare quella Legale che segna una contrazione del 40,5% e continua a risentire della decisione del Governo di rinunciare alla pubblicità legale sulla carta stampata. La FIEG valuta mancati introiti attorno ai 40-45 milioni di euro l’anno - pari al 12% degli introiti complessivi per l’editoria - che vanno a colpire soprattutto i quotidiani finanziari.
In calo del 9% la pubblicità Commerciale Nazionale mentre appare più resistente quella Commerciale locale che limita la flessione al 2,2%. Segni negativi dell’1,3% per la pubblicità Finanziaria e dell’8% per quella Classified.
Segno positivo per la pubblicità sui mensili
Il fatturato pubblicitario sui periodici registra nel complesso una contrazione del 4,3% attestandosi a 27,2 milioni, a parità di spazi pubblicitari, rispetto ai 28,4 milioni dell’analogo periodo 2023.
In particolare si segnala l’incremento dei ricavi per la pubblicità sui mensili, saliti nel primo trimestre 2024 del 3,6% a 11,12 milioni, con un piccolo aumento (più 0,4%) anche degli spazi.
Si confermano invece in contrazione gli investimenti sui settimanali, che segnano un calo del 7,6% in termini di fatturato a 7 milioni. Soffrono soprattutto gli investimenti sui mensili, scesi in fatturato del 31,2% rispetto a un anno fa a parità di spazi pubblicitari.
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Pubblicità sulla carta stampata: in flessione del 13,5% a gennaio

Marzo è stato un altro mese di contrazione delle vendite per i quotidiani in edicola. In base ai dati comunicati da ADS-Accertamenti Diffusione Stampa, la flessione è stata dell’1% rispetto al mese precedente e del 9% rispetto a un anno prima con un totale di 1,085 milioni di copie vendute, una cifra ben inferiore rispetto ai quasi 1,185 milioni di copie di marzo 2023.
Il Corriere della Sera , principale quotidiano nazionale generalista, ha venduto in edicola 121.373 copie, l’1% in più rispetto alle 120.725 copie del mese precedente ma il 9% in meno rispetto alle 133.160 di un anno prima. Ancora migliore è stata la performance de La Repubblica con 69.932 copie, il 2% in più rispetto al mese precedente a fronte di una flessione del 7% rispetto alle 75.457 copie. Soffre invece La Stampa , l’altro quotidiano del gruppo GEDI, con vendite in calo dell’1% rispetto al mese precedente e del 12% rispetto ad un anno prima.
Restando tra i quotidiani generalisti, le vendite de Il Messaggero sono diminuite di 1.000 copie rispetto al mese precedente e di quasi 3.800 copie rispetto ad un anno prima. Una riduzione di copie, sia a livello mensile che nel raffronto su base annua, ha interessato anche le testate del gruppo QN : Il Resto del Carlino (rispettivamente meno 1% e meno 9%), La Nazione (meno 1%, meno 10%) e Il Giorno (meno 3%, meno 13%).
I due principali quotidiani economici mostrano invece un andamento divergente: Il Sole 24 Ore ha incrementato le vendite in edicole del 3% tornando a 21.147 copie, in flessione però dell’11% rispetto a marzo 2023. Soffre invece Italia Oggi che vede le vendite in calo del 2% rispetto al mese precedente e del 53% su base annua.
Male anche le testate sportive. La Gazzetta dello Sport scende sotto le 70.000 copie con un calo dell’1% su base mensile e del 5% su base annua. Flessione del 3% mensile per il Corriere dello Sport che scende sotto le 31.000 copie e del 4% su base annua mentre Tuttosport si porta sotto le 17.000 copie con una flessione del 2% mensile e dell’11% annuo.
Passando ai quotidiani politicamente, mostrano tutti una lieve flessione a livello mensile ad eccezione de
La Verità
. Passando alle variazioni annue, però, il quadro cambia:
Il Giornale
ha perso in un anno il 4%,
Libero
il 14% e
La Verità
il 16%. Male anche
Il Fatto Quotidiano
(meno 7%) e
Il Manifesto
(-7%).
Ultimi preparativi per il Salone Internazionale del Libro, che apre i battenti a Torino il 9 maggio e radunerà nella cornice del Lingotto, fino a lunedì 13 maggio, addetti ai lavori e appassionati.
Dal 1988 la più importante fiera dell’editoria italiana torna puntuale tra numerosi appuntamenti, interviste, convegni e presentazioni. Per i lettori, il Salone rappresenta un grande festival internazionale della cultura dove poter incontrare 2.000 ospiti da ogni parte del mondo - tra cui le autrici e gli autori che hanno fatto la storia della letteratura del Novecento e del nostro secolo - per un totale di 1.200 eventi.
Quest’anno la XXXVI edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino è dedicata alla Vita immaginaria, quella che troviamo nei libri e che ci aiuta a fantasticare sulla nostra esistenza e quella altrui, stimolando l’immaginazione e mettendo al centro l’importanza della lettura. Un messaggio che durante questo mese sarà trasmesso anche da altre importanti manifestazioni come Il Maggio dei Libri, un’iniziativa del Centro per il libro e la lettura (Ministero della Cultura) in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, per suggerire la lettura quale forma di libertà e condivisione libera a cui accedere organizzando iniziative in presenza e in digitale da svolgere tra il 23 aprile – Giornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d’autore – e il 31 maggio.
Un evento diffuso che porta i libri e gli autori del Salone in tutte le circoscrizioni della città di Torino tra scuole, biblioteche, musei, teatri, ospedali, case popolari, strade, botteghe e parchi. Una grande festa che ha superato i confini cittadini, raggiungendo tutte le province piemontesi.
Una sezione del Salone è inoltre dedicata al mondo della scuola e ai ragazzi, sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, con un’offerta continuativa di attività per gli studenti di tutta Italia. Tra queste, il più longevo è Adotta uno scrittore, che da 21 anni porta a scuola e in carcere i più importanti autori contemporanei. Ai docenti sono dedicati i corsi di Educare alla lettura, al Salone e - durante l'anno - on line, per formare i lettori di domani.
In base ai dati comunicati dall’Associazione Italiana Editori (AIE), l’anno scorso l’industria del libro ha registrato una tenuta sostanziale, con vendite nel trade pari a 1,697 miliardi di euro a prezzo di copertina, in crescita dello 0,8% rispetto all’anno precedente e una crescita de 14,1% sul 2019, ossia prima del covid. Le copie sono state invece 111,85 milioni, in flessione dello 0,7% sull’anno precedente ma in progresso del 12,6% rispetto al 2019.
Inoltre l'anno scorso le librerie e i canali fisici in Italia hanno recuperato terreno. Le librerie fisiche si sono confermate il primo canale di vendita per i libri, dove è passato il 54,7% (53,5% nel 2022) di tutto il mercato trade nel 2023, più di un punto percentuale dell’anno precedente ma 10 punti sotto i valori pre-pandemia. L’online si è attestato al 40,7% (41,9% nel 2022), mentre è rimasta stabile la grande distribuzione al 4,6%.
Si è inoltre registrato un aumento per l’ebook e l’audiolibro, anche se nel caso dei libri gli italiani preferiscono la carta. Nel 2023 le vendite di e-book sono cresciute del 2,5%, arrivando a 81 milioni, gli abbonamenti per l’ascolto di audiolibri del 12%, raggiungendo i 28 milioni. Ma gli italiani continuano in massima parte a preferire la carta: ebook e audiolibri pesano su un mercato complessivo (trade di copie a stampa più digitale) di 1,806 miliardi solo il 6%.

La classifica annuale di Reporter Senza Frontiere (RSP) sulla libertà di stampa in 180 Paesi del mondo vede l’Italia perdere cinque posizioni passando dal 41 esimo al 46 esimo posto. Un peggioramento rispetto al 2023 quando il nostro Paese aveva recuperato ben 17 posizioni rispetto al 2022 salendo dal 58 esimo posto al 41 esimo posto.
Con riferimento all’Italia nel suo report annuale diffuso lo scorso 3 maggio, in occasione della Giornata mondiale per la libertà di stampa, RSP parla anche di “un parlamentare della maggioranza sta cercando di acquisire la seconda agenzia di stampa, l'AGI”, della quale si parla da settimane di un possibile passaggio al gruppo Angelucci.
Libertà di stampa in difficoltà nel mondo
In generale RSF parla di “un numero crescente di governi e autorità politiche” che “non stanno adempiendo al proprio ruolo di garanti del miglior ambiente possibile per il giornalismo e del diritto del pubblico a notizie e informazioni affidabili, indipendenti e diversificate” sottolineando “un preoccupante calo del sostegno e del rispetto per l’autonomia dei media e un aumento della pressione da parte dello Stato o di altri attori politici”.
Nel dettaglio, RSF nota che in 138 Paesi gli intervistati hanno riferito che gli attori politici sono spesso coinvolti in disinformazione e propaganda, e ciò è sistematico in 31 Paesi.
Norvegia al primo posto, Eritrea all’ultimo
La Norvegia resta al primo posto della classifica - seguita da Danimarca e Svezia - con l'Eritrea scesa in ultima posizione al posto della Corea del Nord.
Tra i cali più significativi figurano quelli dell'Argentina del neoeletto presidente Javier Milei, come pure Afghanistan e Siria, con quest'ultima tra gli ultimi 10 Paesi insieme a Cina, Iran e Corea del Nord.
La regione più difficile rimane il Medio Oriente e il Nord Africa, dove la situazione è "molto grave" in quasi la metà dei Paesi, con il Qatar che al momento è l'unico in cui la situazione non è stata classificata né come "difficile" né "molto grave".
Al contrario, l'Europa è stata l'unica regione a includere Paesi classificati come "buoni". Qui la peggiore è la Grecia (88esima), dietro all'Ungheria e alla Polonia: Atene sconta l'incapacità di gestire lo scandalo relativo alle intercettazioni dei giornalisti da parte dei servizi segreti e l'omicidio del veterano di cronaca nera Giorgos Karaivaz nel 2021.
Barachini: l’informazione è un bene fragile
In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa, il Sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini ha ribadito l’importanza fondamentale di tutelare l’informazione come un bene fragile. “Oggi lavorare per la libertà di stampa è un compito sempre arduo e difficile perché siamo soggetti anche a pressioni internazionali, di disinformazione, fake news, deepfake. L'informazione è un bene fragile, da tutelare e lo dobbiamo fare giorno per giorno”.
Fnsi: «La libertà di stampa va difesa ogni giorno»
In occasione della Giornata mondiale per la libertà di stampa, la Segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana, Alessandra Costante parlando da Conselice (Ravenna), dove è ospitato l'unico Monumento alla libertà di stampa in Italia, ha sottolineato che “nel nostro Paese l'informazione rischia l'orbanizzazione, stretta come si ritrova tra gli effetti della riforma Cartabia, l'eterna tentazione di prevedere la pena del carcere per i cronisti, la situazione della governance Rai, il conflitto di interessi, le ingerenze della politica».
Costante rileva anche un altro pericolo. “Sulla base del conformismo - ha ricordato - cent’anni fa ci siamo ritrovati il fascismo, quando i giornali non potevano dare le notizie per non trasmettere insicurezza agli italiani. Oggi non siamo a quel livello di conformismo, ma è comunque importante ribadire che la democrazia va difesa, che la libertà di stampa va difesa ogni giorno».
Non si arresta il declino della editoria quotidiana, a conferma che gli italiani scelgono altri mezzi per restare informati. Secondo i dati contenuti nell’Osservatorio sulle Comunicazioni relativo all’intero 2023 pubblicato dall’Agcom, in media sono state vendute 1,41 milioni di copie di quotidiani (cartacee e digitali), in flessione su base annua dell’8,8%. Nel raffronto con il 2019 - quando in media le vendite erano poco oltre i 2 milioni di copie - la flessione sale al 32,8%.
Copie cartacee: -37,2% rispetto al 2019
Le copie vendute giornalmente in formato cartaceo sono state pari a 1,20 milioni, evidenziando un calo del 10% rispetto all’anno precedente, quando risultavano pari a 1,33 milioni. Rispetto al 2019, quando le copie erano pari a 1,91 milioni, il calo si attesta al 37,2%.
Le prime cinque testate generaliste - ossia Corriere della Sera, La Repubblica, La Gazzette dello Sport, La Stampa e Avvenire - nel 2023 hanno venduto 373.000 copie (meno 11,1% rispetto al 2022), pari al 33,6% delle copie di quotidiani complessivamente vendute, contro le 608.000 copie vendute nel 2019.
Copie digitali, crescono solo quelle dei maggiori quotidiani generalisti
I quotidiani venduti in formato digitale continuano a non incontrare il favore del mercato: non hanno registrato variazioni di particolare rilievo su base annua (con una media di circa 210 mila copie giornaliere) e risultano in crescita non particolarmente rilevante ( 13,3%) rispetto al corrispondente valore (180 mila unità giornaliere) del 2019.
La vendita di copie digitali è maggiormente concentrata rispetto a quella cartacea: nel 2023 le prime cinque testate del segmento digitale - Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24Ore, Il Fatto quotidiano e La Stampa - rappresentano infatti il 60,4% delle copie complessivamente vendute.
Soffre anche la stampa locale
Suddividendo la distribuzione tra testate nazionali e locali, con riferimento all’intero periodo analizzato (2019-2023), le vendite si sono ridotte in misura equivalente evidenziando una flessione del 33,3% per le copie nazionali e del 32,1% per le locali. Su base annua, invece, i quotidiani locali hanno registrato una riduzione leggermente maggiore rispetto a quelli nazionali: meno 9,2% verso meno 8,4%.
Corriere della Sera vende più di La Repubblica e Stampa insieme
L’analisi per gruppi editoriali in termini di copie complessivamente vendute vede, nel 2023, GEDI confermarsi quale maggiore gruppo editoriale con il 18,9% del mercato grazie a 6 testate al 31 dicembre, tra cui La Repubblica e La Stampa.
Seguono Cairo/RCS (18,4% che include Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport), Caltagirone Editore (Il Messaggero, il Mattino e altre tre testate) e Monrif Group (che sotto il marchio “QN-Quotidiano Nazionale” comprende Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione) rispettivamente con il 9,0% ed il 7,9%.
In riferimento all’andamento delle vendite complessive (in formato cartaceo e digitale), lo scorso anno quelle del Corriere della Sera (64,7 milioni di copie) sono risultate superiori alla somma delle vendite delle altre due principali testate generaliste (La Repubblica e La Stampa), pari a 63,1 milioni. Il Corriere della Sera risulta la principale testate con il 12,6% di quota di mercato, seguita da La Repubblica (7,2%), La Gazzetta dello Sport (5,8%) e La Stampa (5,1%).