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Quotidiani in ediciola: vendite giù del 9% nel 2023

19 Febbraio 2024

Il 2023 è stato un altro anno di contrazione per la carta stampata ed è giusto interrogarsi su come rilanciare il settore e, di conseguenza, la rete di vendita della carta stampata considerando la rilevanza della comunicazione per il Paese e considerando che la carta stampata è l’unica barriera contro il dilagare di notizie false e un baluardo a difesa della democrazia del Paese garantendo il pluralismo dell’informazione.

Nel raffronto anno su anno, i dati di dicembre 2023 rilasciati da ADS-Accertamento Diffusione Stampa sono inesorabili: per quanto riguarda i quotidiani, gli unici segni postivi sono quelli delle testate sportive, mentre i due maggiori giornali generalisti, Il Corriere della Sera e La Repubblica, mostrano un calo del 10% delle vendite in edicola rispetto a dicembre 2022. C’è un dato ulteriore, però, su cui riflettere: rispetto al mese di novembre le vendite complessive di quotidiani in edicola sono rimaste pressoché invariate e il numero di testate, specie quelle locali, che hanno incrementato le vendite è molto maggiore di quelle che hanno visto un calo in edicola.

In generale, nel raffronto tra le vendite di dicembre 2023 e quelle di dicembre 2022 emerge una contrazione del 9% con circa 115.000 quotidiani in meno venduti per una cifra complessiva di 1.118.355 copie vendute. L'unica consolazione, si fa per dire, è che il dato simile è simile a quello di novembre.

Nel dettaglio, passando alle principali testate, Il Corriere della Sera vede un calo del 10% delle vendite e passa dalle quasi 138.000 copie di un anno fa alle 124.000 di dicembre 2023, un dato stabile rispetto a novembre 2022. Per La Repubblica il calo su base annua è dell’11% passando dalle 80.000 copie di un anno fa alle 70.300 di dicembre 2023, che cifra in crescita del 3% rispetto al mese precedente.
Caduta su base annua del 14% per le vendite de La Stampa che passa in un anno da 63.800 a quasi 55.000 copie, evidenziando un aumento dell’1% rispetto al mese precedente.

Restando tra i maggiori quotidiani generalisti, Il Messaggero vede un calo del 9% delle vendite su base annua e una contrazione dell’1% rispetto a novembre, mentre per le testate del Gruppo QN la flessione annua è del 10% per Il Resto del Carlino e La Nazione, che però vedono un aumento delle vendite dell’1% rispetto a novembre. Il Giorno, invece, evidenzia un calo su base annua del 12% e una variazione nulla rispetto a novembre.

Le uniche testate con un bilancio positivo in edicola nel 2023 sono quelle sportive, ad eccezione però de La Gazzetta dello Sport. Il quotidiano sportivo più letto dagli italiani presenta una flessione del 12% su base annua e del 2% su base mensile. Al contrario, le testate concorrenti sono in crescita: Il Corriere dello Sport vede un aumento del 5% su base annua e addirittura del 23% su base mensile, mentre Tuttosport presenta una variazione nulla su base annua e un aumento del 9% rispetto al mese precedente.

Tra gli economici soffre Italia Oggi, che registra un calo del 34% su base annua e del 28% su base mensile scendendo a dicembre a 4.257 copie, mentre Il Sole 24 Ore cede il 7% in termini di copie su base annua con un incremento però della stessa entità rispetto al mese precedente e vendite per 22.300 copie.

Bilancio negativo anche per le testate politicamente schierate: Libero e La Verità nel 2023 perdono il 15% in termini di vendite in edicola mentre rispetto il dato di dicembre rapportato a quello di novembre evidenzia vendite invariate per la prima e in aumento del 7% per la seconda. Il Giornale chiude l’anno con una contrazione del 7% rispetto a dicembre 2022 e un calo dell’1% rispetto a novembre. Perdite su base annua rispettivamente del 5% e del 7% per Il Fatto Quotidiano e Il Manifesto con variazione negativa dell’1% per la prima e positiva dell’1% per il secondo.

Passando alla stampa locale, sono molte le testate che evidenziano un incremento di vendite rispetto a novembre. In particolare si segnala il progresso dell’11% di Altoadige e Dolomiten. Discorso diverso quando guardano i dati su base annua: in questo caso le variazioni sono fortemente in ribasso con cedimenti del 22% per Il Tirreno e Il Giornale di Vicenza, il 19% per L’Arena, il 17% per Il Giornale di Brescia.

 



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