Ultime notizie

Home / news

La crisi di Governo non fermi gli interventi a sostegno dell’editoria

28 Luglio 2022

Editori e giornalisti fanno appello alle forze politiche affinché la crisi di Governo in atto non blocchi gli interventi già approvati a sostegno dell’editoria.

Con una nota diramata al termine della riunione del Consiglio generale del 27 luglio scorso, la FIEG chiede che “il Governo completi, nel disbrigo degli affari correnti, l’attività di definizione delle misure per l’utilizzo delle risorse già stanziate e disponibili del Fondo straordinario per l’editoria del 2022 e proceda nell’attuazione degli interventi di sostegno al settore già decisi da tempo (credito carta e distribuzione)”.

Inoltre gli editori sottolineano “i buoni risultati ottenuti insieme all’Anci con la campagna “Educazione alla cittadinanza” per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole” e annunciano di voler avviare “agli inizi di settembre una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini per la partecipazione attiva al voto, con l’invito ad informarsi sui giornali, on-line e cartacei, mezzi di informazione attendibili e di qualità”.

Una dichiarazione quest'ultima che coinvolge direttamente anche la rete delle edicole, che sono il principale canale di diffusione della carta stampata.

Anche dal sindacato dei giornalisti è arrivato un analogo appello. In un’intervista a Radio Radicale il segretario generale della FNSI, Raffaele Lorusso, ha sollecitato le forze politiche ad utilizzare i fondi già stanziati. «Credo già oggi si possa, e anzi si debba, parlare della distribuzione delle risorse stanziate con la legge di Stabilità 2022 (90 milioni per quest'anno e 140 per il 2023) e che, come da norma, avrebbero dovuto essere ripartite su tutta la filiera dell'editoria. Questo – ha dichiarato Lorusso – non è ancora avvenuto. Noi crediamo che, se ci fosse la volontà politica, anche a Camere sciolte, sarebbe sufficiente un Dpcm che potrebbe dare qualche ristoro al settore. Non risolverebbe la crisi, ma sarebbe una boccata di ossigeno».

«Riteniamo – ha aggiunto Lorusso – che, in una fase di crisi strutturale duratura, lasciare inutilizzate queste risorse sarebbe delittuoso. Nel periodo che manca alle elezioni si potrebbe adottare un provvedimento di ripartizione, sostenendo sia la transizione digitale, sia l'occupazione stabile, e prestando anche attenzione al contrasto al precariato e al lavoro povero, un'emergenza per l'intero Paese e un tratto distintivo di questo settore, con intere generazioni di giovani giornalisti condannati a una precarietà senza fine».

Anche Assocarta chiede un intervento delle forze politiche per affrontare la grave situazione in cui si trova il settore a causa dell’aumento della materia prima e dei costi energetici. “Chiediamo immediata chiarezza circa l’uso dei crediti di imposta del secondo trimestre ed auspichiamo l’estensione urgente degli stessi per la restante parte dell’anno, che si prospetta molto più complicata del secondo trimestre stesso, oltre ogni immaginazione e aspettativa imprenditoriale” ha affermato di recente Lorenzo Poli, Presidente di Assocarta.

Carta, prezzi nove volte più alti rispetto a un anno fa

22 Luglio 2022

Il costo della carta continua a crescere e “nei prossimi giorni, saranno inevitabili fermate produttive delle cartiere italiane”. È il nuovo allarme lanciato qualche giorno fa dal Presidente di Assocarta, Lorenzo Poli, preoccupato per l’incertezza legata ai costi energetici ma anche relativa a inflazione, crescita dei tassi d’interesse e calo dei consumi.

“La situazione è ancor più grave del mese di marzo, se è possibile, in cui ai picchi sono seguiti momenti di ribasso del prezzo. Ora invece, da qualche settimana, i costi crescono costantemente, senza sosta, su un livello di 180 Euro/Mwh, 9 volte di più rispetto al giugno 2021”, ha detto Poli attraverso un comunicato stampa.

Credito d'imposta e prezzo dell'energia: intervenga il Governo

Come se ciò non bastasse, la recente vicenda dell’introduzione del “de minimis” sui crediti d’imposta, aumenta l’incertezza. “Su questo punto, chiediamo immediata chiarezza circa l’uso dei crediti di imposta del secondo trimestre ed auspichiamo l’estensione urgente degli stessi per la restante parte dell’anno, che si prospetta molto più complicata del secondo trimestre stesso, oltre ogni immaginazione e aspettativa imprenditoriale” ha affermato Poli.

A questa difficoltà, come sottlinea il Presidente di Assocarta, si aggiunge quella di “definire i contratti di fornitura gas per il prossimo anno termico dato che i principali fornitori - non sapendo quanto gas arriverà dalla Russia - non si impegnano a garantire contrattualmente la consegna del gas. Purtroppo, noi industriali stiamo invece già prendendo impegni commerciali con i nostri clienti, anche nel prossimo trimestre, assumendoci di conseguenza un rischio elevato”.

L'Italia diventa il secondo produttore di carta in Europa

I prossimi mesi si prospettano dunque particolarmente complessi per l’industria cartaria italiana, reduce da un 2021 in netta crescita. Lo scorso anno il settore ha realizzato un aumento della produzione del 12,5% con un fatturato che ha raggiunto gli 8 miliardi di euro consentendo all’Italia di diventare il secondo produttore di carta in Europa e anche il secondo riciclatore.

“Nel 2021 – ha sottolineato Poli lo scorso giugno durante l’assemblea annuale di Assocarta – la produzione italiana di carte e cartoni si attesta a oltre 9,6 milioni di tonnellate (più 12,5% dopo il meno 4,1 % del 2020) che, per la prima volta, pone l’Italia al secondo posto in Europa, dopo la Germania”.

Italia seconda in Europa per riciclo della carta

Tali obiettivi economici sono stati conseguiti insieme a quelli ambientali, fanno sapere da Assocarta. Il settore usa infatti al 90% fibre vergini certificate PEFC e FSC, ed è il secondo riciclatore in Europa, dopo la Germania, avendo ridotto le emissioni di CO2 del 30% dagli anni '90.

Merito anche della sensibilità del Paese verso l'importanza del riciclo. La conferma arriva dal 27esimo rapporto Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) sulla raccolta differenziata di carta e cartone in Italia: l’anno scorso nei Comuni italiani sono stati raccolti oltre 3,6 milioni di tonnellate di imballaggi post consumo, superando per la prima volta il tetto dei 60 kg per abitante.

 

Libri: crescono le vendite in libreria, calano quelle online

21 Luglio 2022

Calano le vendite di libri (romanzi e saggi) nei primi sei mesi dell’anno, come era d’altro canto prevedibile dopo i numeri record del 2021, un anno difficilmente eguagliabile. Quello che invece non era del tutto previsto è che gli italiani hanno nettamente preferito fare acquisti nelle librerie fisiche invece che in quelle online, con queste ultime che hanno registrato una netta flessione di ordini.

Sei mesi in frenata: 3,6% di copie in meno

Secondo le nuove stime dell’AIE, l’Associazione Italiana Editori, su rilevazioni Nielsen BookScan, tra gennaio e giugno sono stati venduti 46 milioni di libri, il 3,6% in meno (pari a 1,7 milioni di copie) rispetto all’analogo periodo del 2021, che era però stato un anno eccezionale per l’editoria libraria. La pandemia ha contribuito infatti ad avvicinare gli italiani alla lettura dei libri, con ricadute molto positive sul settore. Infatti, rispetto all’analogo periodo 2019, anno pre-pandemia, anche le vendite dei primi sei mesi del 2022 continuano a mostrare un trend al rialzo, con un incremento del 14,5%.

Stessa fotografia per quanto riguarda il valore del venduto: nei primi sei mesi dell’anno la flessione è stata del 4,2% rispetto all'analogo periodo 2021 per un valore complessivo di 670 milioni di euro. Rispetto al 2019, però, il valore del venduto segna un aumento del 14,7%.

Negli ultimi tre anni il settore un visto forti oscillazioni (foto a lato) ma rispetto al 2019 il valore del venduto evidenzia un aumento dell'86%.

Da notare, inoltre, che nonostante il forte rialzo del prezzo della carta e dell’energia, gli editori sono riusciti a non ritoccare i prezzi al pubblico: il prezzo medio del venduto nei primi sei mesi dell’anno è stato pari a 14,66 euro, in calo dello 0,6% rispetto al 2021 e dell’1,1% rispetto al 2019.

Calano le vendite nelle librerie online

Nel commentare i dati dei primi sei mesi dell'anno, il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi, ha sottolineato che il calo di copie e in valore del venduto è da imputare "alla flessione delle vendite nei canali online, solo in parte controbilanciato dal recupero delle librerie fisiche. La congiuntura - ha aggiunto - è difficile ma gli editori, nonostante l’inflazione che cresce e l’emergenza carta che continua, non hanno ritoccato i prezzi”.

Per quanto riguarda la distribuzione, le librerie online hanno venduto nei primi sei mesi libri per 284,8 milioni a prezzo di copertina evidenziando una flessione di 43 milioni rispetto all’anno precedente. Ne hanno approfittato le librerie fisiche, le cui vendite sono cresciute a 353,8 milioni di euro, 21 milioni in più rispetto a un anno prima. La grande distribuzione è scesa a 31,5 milioni, perdendo oltre 6 milioni di euro.

Di conseguenza, le librerie online hanno ridimensinato dal 47% al 42,5% la loro quota di mercato, mentre quelle fisiche hanno consolidano la loro posizione di testa salendo dal 47,8% al 52,8% con la Grande distribuzione al 4,7%.

Continua la crescita dei fumetti

Non si ferma la "fame" di fumetti. Il segmento ha continuato a crescere con un aumento, in valore, del 23,7% rispetto all’anno precedente e addirittura del 245,4% rispetto al pre-pandemia.

Tra gli altri generi, bene anche la narrativa straniera, cresciuta del 4,8% rispetto al 2021 e del 26,2% rispetto al 2019. Tra i segmenti di mercato che hanno fatto meglio in questi primi sei mesi (rispetto al 2021) meritano una citazione le guide turistiche (più 100%), i romanzi d’amore e chick lit (più 60%), i fumetti per bambini ( 41%) e le biografie ( 39%).

Da notare che, rispetto al 2019, tutti i generi sono in aumento, con un incremento di oltre il 16% per la fiction italiana e i libri per bambini.

Cartaceo web: parte la rivoluzione (estiva) di Repubblica

14 Luglio 2022

Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, firma un breve articolo per annunciare quella che viene definita come una "rivoluzione" per la fruizione dei contenuti offerti dal quotidiano.

Da domani, infatti, acquistando l'edizione cartacea, i lettori potranno leggere, fino alle ore 24:00 dello stesso giorno, anche le pagine del sito web riservate agli abbonati del giornale digitale. Per farlo, basterà inquadrare con lo smartphone l'apposito QR code pubblicato giornalmente sul quotidiano cartaceo.

L'offerta durerà tutta l'estate e rappresenta un unicum nel panorama editoriale italiano, dove gli editori sono alla continua ricerva di alchimie in gardo di rivitalizzare gli acquisti sia di copie cartacee (in flessione) che digitali (in espansione, ma a ritmi troppo lenti).

Per incentivare gli uni e gli altri, Repubblica ha deciso di sperimentare questa speciale abbinata. In pratica, al prezzo del solo quotidiano cartaceo viene concessa al lettore la possibilità di leggere anche le notizie online risevate agli abbonati digitali (obbligando così anche i lettori del cartaceo ad iscriversi al sito per acedere ai contenuti online).

La speranza, come si augura il mondo delle edicole, è quella di incentivare gli acquisti del cartaceo dopo che anche gli ultimi dati di maggio resi noti da ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) hanno confermato la fase di forte difficoltà in edicola del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari (di cui proprio oggi è stata annuciata la morte, all'età di 98 anni). A maggio il quotidiano che fa capo a GEDI ha venduto in edicola poco più di 81.500 copie, quasi la metà rispetto alle oltre 145.000 copie del Corriere della Sera a cui un tempo contendeva il titolo di quotidiano più letto dagli italiani.  

L'iniziativa, scrive Molinari, "nasce dalla consapevolezza che le abitudini della lettura oramai sommano più piattaforme, seguono le nostre abitudini quotidiane e si adattano ai nostri tempi. C’è chi inizia la giornata sfogliando il quotidiano cartaceo e poi continua a seguire il ciclo delle notizie attraverso il web, e chi invece preferisce la strada opposta aggiornandosi con le news digitali per poi approfondire analisi, personaggi e retroscena leggendo la carta. Avere il QR code stampato sul giornale consente, agli uni come agli altri, di restare aggiornati su grandi fatti nazionali, internazionali e cronache locali potendo giovarsi di una flessibilità, nel tempo e modo di lettura, senza precedenti. Il tutto al prezzo di una singola copia del giornale".

"È un’iniziativa che va incontro alle nuove abitudini dei lettori, di ogni età, genere ed estrazione, che chiedono al loro giornale di raggiungerli dove sono", prosegue il direttore di Repubblica sottolineanche che in questo modo il lettore può "provare l’emozione di trovarsi, in tempo reale, di fronte ad una notizia pubblicata sulla carta che muta sul web nell’arco di pochi minuti" entrando in "un mondo intero: quello delle news che non finiscono mai".

Bruxelles sblocca i fondi stanziati per la distribuzione dei giornali

13 Luglio 2022

Buone notizie per la carta stampata e, di conseguenza, per le edicole. La Commissione europea ha dato il via libera all’utilizzo di 60 milioni di euro di aiuti di Stato che l’Italia aveva stanziato, sotto forma di credito d’imposta, a supporto della distribuzione di giornali e riviste.

Una boccata d’ossigeno per gli Editori che ora potranno contare su un credito d’imposta per un importo pari fino al 30% dei costi di distribuzione sostenuti nel 2020 e che sarà applicato per l’anno fiscale 2021.

Soddisfatto il Sottosegretario all’Editoria Giuseppe Moles. “Queste risorse – ha affermato in una nota – permetteranno agli editori di ammortizzare i costi di distribuzione grazie al credito di imposta fino al 30% e garantire così a tutti i cittadini, e soprattutto agli abitanti dei piccoli comuni, l'accesso all'informazione di qualità”.

Gli aumenti del carburante registrati in quest’ultimo periodo, uniti ai rincari energetici e del prezzo della carta, rendono infatti le risorse sbloccate ancora più importanti per sostenere la distribuzione dei giornali, specie nelle aree interne del Paese e nei piccoli comuni dove portare la carta stampata è già da tempo anti-economico.

“Si tratta – ha ancora osservato Moles – di una ulteriore ed importante misura, molto attesa, a supporto del settore editoriale e del diritto all'informazione, fondamentale in un momento così complesso caratterizzato del caro energia e da un aumento generalizzato dei costi per la stampa e la distribuzione”.

A conferma dell’importanza del settore dell'informazione, una recente disposizione legislativa ha ridefinito i poteri speciali (golden power) dello Stato in settori ritenuti strategici per il Paese, inserendo tra questi ultimi anche l’Editoria.

Ciò significa che, al fine di garantire la libertà dei media e il pluralismo dell’informazione, il Governo si prende il potere di difendere le imprese editoriali italiane in caso di scalate ritenute ostili da parte di gruppi o concorrenti stranieri.

A maggio buona tenuta di vendite per i quotidiani locali

07 Luglio 2022

Aumentano le vendite degli sportivi, perdono quota i big nazionali, migliorano i quotidiani locali. È questa la sintesi che emerge dai dati ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) di maggio (analizzati sul mese precedente) riguardanti le vendite individuali cartacee di quotidiani.

Beneficiando dell’interesse suscitato dalle ultime partite del campionato di calcio di serie A, a maggio le vendite della Gazzetta dello Sport sono aumentate del 6,5% rispetto ad aprile, quelle del Corriere dello Sport del 9,7% mentre Tuttosport si è limitato ad un incremento marginale dello 0,78%.

Nessun segnale di recupero, invece, per le maggiori testate nazionali. Scende a 145.552 copie Il Corriere della Sera che perde il 2,1% rispetto ad aprile e il 6,48% rispetto a maggio 2021. Non c’è alcuna ripresa per La Repubblica, che scivola sempre più in basso assestandosi a 81.750 copie, quasi la metà di quelle del Corriere della Sera a cui un tempo (sempre più lontano) contendeva il primato di quotidiano più letto dagli italiani. Rispetto ad aprile Repubblica ha perso il 6,4% ma il dato che spaventa di più è il raffronto con maggio di un anno fa, quando le copie cartacee vendute erano 108.126: in questo caso la flessione è del 24%. A parte Il Messaggero che si è mosso in controtendenza, tutte le altre testate nazioni presentano segni negativi. Continua a perdere quota anche La Verità.

Le sorprese positive sono arrivate invece dalla stampa locale. Come si diceva, a maggio molti giornali locali sono riusciti a migliorare le vendite rispetto al mese precedente, in alcuni casi anche solo di una manciata di copie ma si tratta comunque di una rassicurante tenuta di lettori. Il Mattino, Il Tirreno, Il Tempo, Il Corriere Adriatico, L’Adige, La Gazzetta del Sud, Il Giornale di Sicilia, Il Nuovo quotidiano di Puglia, Corriere dell’Umbria, Il Centro, Editoriale Oggi sono tra le testate “virtuose”.

A queste se ne devono aggiungere altre che mostrano variazioni negative rispetto al mese precedente talmente lievi da essere quasi trascurabili. È il caso per esempio de La Nuova Ferrara, La Nuova Venezia, Il Mattino di Padova, il Giornale di Vicenza, La Sicilia, L’Unione Sarda, La Tribuna di Treviso. Il Corriere delle Alpi, Il Corriere delle Alpi.

Tra i quotidiani economici, Italia Oggi riesce a vendere qualche decina di copie in più rispetto ad aprile portandosi a 6.755 copie, 2.000 in meno, però, rispetto alle 8.707 del maggio 2021.Il Sole 24 Oreinvece perde circa 200 copie rispetto ad aprile attestandosi attorno alle 24.520 copie, quasi 10.000 in meno rispetto alle 33.416 di un anno prima.

Pubblicità sulla carta stampata. Segnali di ripresa per i quotidiani

01 Luglio 2022

Tiene la pubblicità sulla carta stampata. I primi 5 mesi dell’anno vedono solo una lieve flessione dello 0,2% per gli investimenti pubblicitari, che in valore si assestano nel complesso a 222,8 milioni di euro, dai 223,2 milioni del periodo gennaio-maggio 2021. Questa la fotografia che emerge dai dati diffusi dall’Osservatorio Stampa Fcp (Federazione Concessionarie Pubblicità).

Nonostante la frenata dell’economia, il surriscaldamento dell’inflazione e l’impennata dei costi energetici e nonostante le incertezze geopolitiche innescate dal protrarsi e dall’inasprimento della guerra in Ucraina, la pubblicità sulla carta stampata sembra per ora mostrare una buona tenuta e una buona resilienza, dopo aver archiviato il 2021 con una crescita del 4%.

Cresce la pubblicità sui quotidiani

In particolare, nei primi cinque mesi dell'anno gli investimenti pubblicitari sui quotidiani hanno messo a segno un incremento dell’1,2% rispetto all'analogo periodo 2021, raggiungendo i 164,7 milioni di euro. A fare da traino sono quelli riferiti al Commerciale nazionale (più 5,8%) insieme al Legale (più 2,2%) e al Commerciale locale (più 1,6%).

Soffrono invece i periodici: nel complesso gli investimenti sono calati del 3,9% rispetto ai primi cinque mesi del 2021 attestandosi attorno ai 58 milioni di euro. In questo caso i mensili hanno fatto peggio dei settimanali con flessioni rispettivamente del meno 7,4% e del meno 2,6% mentre le Altre Periodicità (che hanno però un valore molto modesto in termini di fatturato complessivo, pari a 2 milioni di euro) hanno registrato un incremento del 19,8%.

Dal 30 giugno scattano le sanzioni per chi non accetta pagamenti con carta e bancomat

26 Giugno 2022

Ultimissimi giorni per mettersi in regola prima dell’entrata in vigore, giovedì 30 giugno, delle sanzioni amministrative per quei commercianti (ma anche artigiani e professionisti) che non accetteranno pagamenti elettronici.

Gli edicolanti non sono esonerati dalla norma e devono quindi mettere la clientela in condizione di poter pagare giornali e riviste anche con carte di debito o credito tramite Pos.

Chi non si mette in regola rischia di essere multato con un’ammenda pari a 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale è stato rifiutato il pagamento elettronico.

Inizialmente le sanzioni dovevano entrare in vigore a inizio 2023, ma il Governo ha deciso – con il Decreto legge 36 del 30 aprile 2022 approvato dal Consiglio dei ministri (“Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Pnrr”) di anticipare di sei mesi, al 30 giugno 2022, la loro introduzione nel rispetto delle riforme contro l’evasione fiscale legate ai fondi del PNRR.

Applaudono le Associazioni dei consumatori, che chiedevano da tempo un inasprimento della legislazione. L’obbligo per i negozianti di dotarsi del POS risale infatti al giugno 2014 ma, in assenza di sanzioni per chi non accettava pagamenti con carta e bancomat, molti commercianti non si sono mai preoccupati di adeguarsi alla normativa. Dal 30 giugno, però, tutto cambia.

Tuttavia, sono sempre le stesse Associazioni di consumatori a spezzare una lancia in favore dei commercianti sollecitando l’abolizione delle commissioni sui micropagamenti in modo da incentivare l’utilizzo di carte e bancomat sempre e comunque, senza più scuse da parte dei negozianti. Una richiesta condivisa anche da molti negozianti e che interessa in particolare gli edicolanti considerando il costo modesto di un giornale.

Chiarissima, su questo punto, anche la posizione espressa da Confcommercio: “La diffusione dei pagamenti elettronici va perseguita mettendo in campo scelte decise di abbattimento delle commissioni e dei costi a carico di consumatori ed imprese. A partire dal potenziamento dello strumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dall’esercente, e prevedendo la gratuità dei cosiddetti micropagamenti. Puntare asimmetricamente sulle sanzioni non giova ai processi di modernizzazione del sistema dei pagamenti: processi, peraltro, già in pieno sviluppo”.

Pubblicità in frenata dopo il boom del 2021. Stampa sempre più marginale

17 Giugno 2022

Gli investimenti pubblicitari in Italia hanno raggiunto nel 2021 un valore di 9,3 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 18% rispetto all’anno precedente. Una percentuale che si traduce in un aumento rispetto all’anno precedente di circa 1,4 miliardi di euro.

Un risultato ampiamente positivo, che trova sostegno nella crescita eccezionale che ha caratterizzato l’anno scorso la nostra economia (più 6,6% la crescita del Pil italiano) e che ha consentito al settore di recuperare per intero la flessione dell’8% con cui il mercato aveva archiviato il 2021, l’anno dello scoppio della pandemia.

Sono alcuni dei dati di sintesi rilasciati dall’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano. Che prevede però, per il 2022, un rallentamento con una crescita degli investimenti pubblicitari che dovrebbe attestarsi attorno al 3% arrivando a 9,6 miliardi di euro.

Andando ad analizzare più da vicino l’andamento del settore nel 2021, emerge che la quota maggiore di investimenti pubblicitari viene assorbita da internet. L’anno scorso la pubblicità sul web è aumentata del 24% raggiungendo la cifra di 4,3 miliardi di euro e ora assorbe il 46% del mercato pubblicitario.

Si tratta di quasi la metà del mercato pubblicitario ma è bene ricordare che tale cifra va quasi interamente a beneficio dei grandi gruppi tecnologici che dominano internet e che raccolgono quasi l’80% della pubblicità che veicola sul canale online.

In questo ambito, inoltre, si registra la buona crescita del mobile advertising. Gli investimenti su smartphone l’anno scorso sono aumentati del 27% raggiungendo i 2,4 miliardi di euro.

Subito dopo internet viene la tv, con investimenti in aumento del 14% e una quota di mercato pari al 40%. In crescita, infine, anche se di pochissimo, la pubblicità sulla carta stampata, aumentata del 4% rispetto al 2020 attestandosi su una quota di mercato che appare sempre più marginale, pari al 7% del totale.

Il 2021 è stato un anno di raccolta positiva anche per la radio. Il canale radiofonico rappresenta una quota di mercato del 4% e l’anno scorso ha registrato una crescita del 10%. Bene, infine, anche il canale Out of Home (OOH) che rappresenta appena il 3% del mercato con un incremento che l’anno scorso è stato pari al 16%.

Arriva in edicola L'Identità

16 Giugno 2022

Debutta oggi in edicola un nuovo quotidiano, L’Identità. L’editore è una cooperativa di giornalisti, la Società Cooperativa Giornalisti Europei, che ha deciso di lanciare la nuova iniziativa editoriale affidandosi al progetto del direttore Alessandro Sansoni, analista e opinionista sui temi della politica interna e internazionale e con un passato come giornalista nelle agenzie di informazione.

Il quotidiano sarà "indipendente, conservatore e libertario", come lo definiscono gli stessi ideatori. Inoltre, "intende promuovere i valori della persona, del lavoro e dell’impresa, puntando sulla cultura profonda dei popoli europei, con un particolare sguardo rivolto al Mezzogiorno e alla vocazione mediterranea dell’Italia, e al suo ruolo geopolitico e manifatturiero".

Massima attenzione sarà data agli sviluppi dello scenario internazionale ma anche alle notizie locali, perchè "è essenziale avere uno sguardo sul territorio", oltre che alla cultura che è ciò che delinea l'identità di ogni persona.

Oltre al quotidiano cartaceo di 24 pagine, in edicola dal martedì al sabato, la testata sarà presente anche online e sui principali social. A capo della redazione c’è Alessio Postiglione, ex addetto stampa di numerose istituzioni italiane ed europee, e già collaboratore di varie testate nazionali.

In questa fase di crisi della stampa, specie di quella cartacea, non possiamo che apprezzare la nuova iniziativa che va a rafforzare il pluralismo dell’informazione arricchendo l’offerta editoriale.


Risultati 1 - 10 su 107
Pagine: [1]   2  3  4  5  6  Successiva     »|
SNAG - Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai
Codice Fiscale 80108230154
Via San Vito, 24 - 20123 Milano
0286984413
0280298390
@ segreteria@snagnazionale.it

Seguici su: