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Il fumetto traina le vendite di libri

23 Maggio 2022

Sbaglia chi pensa che il fumetto non abbia sufficiente dignità letteraria per essere paragonato a un buon libro. Si tratta di un genere che non conosce crisi e che ha avvicinato alla lettura tanti giovani, e meno giovani, con prodotti di qualità e di raffinata bellezza.

Vendite di fumetti in crescita nei primi 4 mesi dell'anno

L’anno scorso nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione sono state vendute 11,543 milioni di copie di fumetti, corrispondenti ad un valore, a prezzo di copertina, di poco più di 100 milioni di euro (100,245 milioni per l’esattezza), secondo i dati forniti dall’Associazione Italiana Editori (AIE). Raffrontando tali dati con quelli del 2019, anno pre-pandemia, si scopre che le copie vendute sono quasi triplicate (256%) e il valore del venduto è quasi raddoppiato ( 175%).

La passione degli italiani per il fumetto continua. Nei primi quattro mesi dell’anno sono state vendute 3,586 milioni di copie (erano 2,862 milioni nel’anno precedente) per un valore, a prezzo di copertina, di 31,3 milioni di euro (24,8 milioni nell’anno precedente).

Boom per i manga: vendite quintuplicate rispetto al 2019

Naturalmente, non si può generalizzare quando si parla di fumetto. Degli oltre 100 milioni di euro spesi l’anno scorso in fumetti nelle librerie e nei supermercati, l’AIE fa sapere che oltre la metà, ossia 58,3 milioni (il 58,1%) sono stati spesi per l’acquisto di manga, che sono un po’ la novità che ha trainato il mercato. Basti pensare che nel 2019 le vendite erano pari a 11,2 milioni di euro. In pratica, in un paio d’anni le vendite in valore di manga in Italia sono più che quintuplicate. Sempre con riferimento al 2021, altri 29,7 milioni (il 29,7%) sono stati spesi in graphic novel, fumetti e comic strip e 12,2 milioni (il 12,2%) in fumetti per bambini e ragazzi.

I dati sono stati presentati in occasione dellA 34esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che ha chiuso i battenti con numeri da record in termini di visitatori (168.732, battuto il record di ottobre) e editori presenti, a conferma dell'interesse che l'editoria libraria sta riscuotendo. Si tratta inoltre della prima volta che l'AIE diffonde inumeri che definiscono il mercato del fumetto in Italia, un'inziativa condotta in collaborazione con il programma Eudicom finanziato dalla Commissione Europea attraverso Europa Creativa.

Freno tirato per i libri nei primi quattri mesi dell'anno

Inizia invece con una flessione il 2022 per il mercato dei libro. In base ai dati comunicati dall'AIE, nei primi quattro mesi sono stati venduti 32 milioni di libri nei canali trade (librerie fisiche e online e grande distribuzione) per 469 milioni di euro di valore a prezzo di copertina, in flessione rispettivamente del 2,5% e del 3,7% rispetto i primi quattro mesi dell’anno precedente. Ma rispetto al 2019, ossia l’anno pre-pandemia, il risultato è positivo: 17% in termini di copie vendute e 16% in termini di valore di copertina.

Gli italiani riscoprono le librerie fisiche

Da notare, in particolare, che si interrompe la crescita dell’online che proseguiva ininterrotta dal 2019, mentre le librerie fisiche continuano a recuperare terreno dopo il crollo nel 2020 a causa delle chiusure dovuta alla pandemia. A livello di quote, le librerie superano la metà delle vendite con il 52,4%, l’online si ridimensiona al 43%, la grande distribuzione cala ancora fino al 4,6%.

Gli acquirenti che nelle loro scelte dichiarano di essere stati influenzati “molto” o “abbastanza” da quanto letto, visto o ascoltato sui social network sono il 59% nel 2021, erano il 50% nel 2019. La crescita di questa influenza si rispecchia nella top 10 dei primi quattro mesi. Ma la lista dei primi dieci libri più letti dà solo un’idea parziale di come si muove il mercato.

FIEG si appella al Governo mentre continua anche a marzo il calo delle vendite di quotidiani

11 Maggio 2022

“Definire con la massima sollecitudine possibile le misure per l’utilizzo delle risorse già stanziate e disponibili del Fondo straordinario per l’editoria del 2022 che dovevano essere individuate entro la fine dello scorso mese di marzo”. Nel giorno della pubblicazione dei dati ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) sulla diffusione dei quotidiani in marzo, che mostrano un’ulteriore flessione, gli editori della FIEG sollecitano il Governo a intervenire a sostegno del settore dell’editoria.

La crisi si aggrava, urgente intervenire

“Gli editori - si legge in una nota della FIEG - sottolineano l’ulteriore aggravarsi della crisi dell’editoria giornalistica anche a seguito dei rilevanti incrementi dei costi di produzione (carta ed energia) e, esprimendo soddisfazione per la pubblicazione della lista per l’accesso al beneficio del credito d’imposta per la carta acquistata nel 2019 e nel 2020, auspicano che in tempi rapidi si proceda alla presentazione delle domande per il credito della carta acquistata nel 2021 e per il credito sulle spese di distribuzione sostenute nel 2020 che, previsto dal decreto-legge sostegni bis del giugno 2021, a distanza di dodici mesi è tuttora in attesa di attuazione”.

Rimonta Il Corriere, ancora più giù Repubblica

Intanto i dati ADS fotografano un altro mese di vendite in contrazione per i quotidiani cartacei in edicola, con poche eccezioni. Nemmeno la guerra in Ucraina, iniziata il 24 febbraio scorso, è riuscita a smuovere la domanda di informazione cartacea, anche se una manciata di testate ha registrato un incremento di vendite rispetto al mese precedente, come accaduto per Il Corriere della Sera, il Manifesto, Italia Oggi e Avvenire considerando i quotidiani a diffusione nazionale.

Come si diceva, tra le testate in controtendenza, continua a risalire la china Il Corriere della Sera con 153.090 copie vendute a marzo, circa 500 in più rispetto al mese precedente. Resta però negativo il bilancio rispetto a un anno prima: -2,6% se confrontato con le 157.271 copie del marzo 2021.

Nessun recupero, invece, per la Repubblica che continua a perdere copie anche a marzo, scese a 87.645. Per la prima volta le vendite del quotidiano che un contempo contendeva al Corriere della Sera il primato di quotidiano più letto dagli italiani sono scese sotto le 90.000 copie con un calo del 6,76% rispetto a febbraio e di quasi il 22% rispetto alle 112.207 copie vendute a marzo 2021.

Avvenire in controtendenza

Restando tra i quotidiani del gruppo GEDI, tiene meglio La Stampa. A marzo le copie vendute in edicola sono state 69.370, il 2,9% in meno rispetto al mese precedente e il 2,58% rispetto a un anno fa. Il Messaggero si ferma invece a 46.237 copie, quasi il 6% in meno rispetto a febbraio e quasi il 10% in meno rispetto a un anno fa. Si muove in controtendenza Avvenire, con un aumento del 2,4% delle copie rispetto a febbraio scorso e un valore invariato alle 5.562 copie rispetto a un anno fa.

Flessioni contenute, rispetto al mese precedente, anche per i tre quotidiani del gruppo QN: -1,2% Il Resto del Carlino con 62.656 copie, -2,46% La Nazione con 41.386 copie, -1,9% Il Giorno con 18.894 copie. Su base annua, invece, le flessioni percentuali salgono a doppia cifra: -10,9% Il Resto del Carlino, -12,82% la Nazione, -11,33% Il Giorno.

Economici e sportivi: le performance migliori

Tra i quotidiani economici, da segnalare il rimbalzo di vendite per Italia Oggi che, rispetto al mese precedente, vede un aumento di quasi il 60% passando da 3.431 a 5.457 copie vendute in edicola mentre nel raffronto con marzo 2021 il bilancio resta negativo con un segno meno del 25%. Vendite quasi stabili per Il Sole 24 Ore rispetto al mese precedente, mentre su base annua la flessione si attesta sul 28%.

Passando agli sportivi, si segnala un incremento marginale rispetto a febbraio per La Gazzetta dello Sport, che a marzo si conferma attorno alle 83.250 copie, in aumento anche rispetto a un anno fa ( 36%) quando le copie erano 59.570. Fa un passo indietro, invece, Il Corriere dello Sport, che rispetto a febbraio cede il 6,68% pur mantenendo un bilancio attivo rispetto a un anno prima (2,58%). Duemila copie in meno per Tuttosport, sia rispetto a febbraio scorso che a marzo 2021.

Scricchiolii per La Verità

La novità più sorprendente è la flessione di copie per La Verità. A marzo il giornale fondato e diretto da Maurizio Belpietro registra vendite in edicola per 28.111 copie, quasi il 6% in meno rispetto al mese precedente. Una flessione che interrompe una lunga serie di incrementi mensili e che comunque lascia ampiamente positivo il bilancio rispetto a marzo 2021: 15% di copie cartacee vendute.

Arretrano Il Giornale e Libero fanno un passo indietro su base mensile, con una flessione di circa 2,5% rispettivamente a 30.556 e a 18.770. Rispetto a un anno fa la flessione diventa molto più marcata: -18% per Il Giornale e -12% per Libero. Tiene bene, invece, Il Manifesto, che guadagna circa 170 copie in più rispetto a febbraio arrivando a 7.272 copie vendute in edicola, valore leggermente superiore anche a quelle del marzo 2021.

Vendite quotidiani cartacei: -8,8% nel 2021

05 Maggio 2022

Anche nel 2021 si è confermato l’andamento negativo delle vendite di quotidiani cartacei. In base ai dati dell’ultimo Osservatorio sulle Comunicazioni dell’AGCOM, l’anno scorso è stata venduta una media giornaliera di 1,7 milioni di copie (cartacee digitali), in flessione del 6,9% rispetto al corrispondente valore 2020 e del 30,9% rispetto ai livelli di vendita del 2017. In pratica, nel 2021 si è venduto circa un terzo in meno di quotidiani rispetto a quelli venduti nel 2017.

Scorporando il dato, si nota che le copie vendute quotidianamente in formato cartaceo sono ammontate a 1,48 milioni, evidenziando una riduzione dell’8,8% rispetto al 2020, e del 34,8% nei confronti del corrispondente valore del 2017.

Al contrario, i quotidiani venduti in formato digitale hanno registrato una crescita su base annua dell’8,1% rispetto al 2020 e del 15% rispetto al 2017, rimanendo attorno ad una media di 220.000 copie giornaliere, contro le 210.000 del 2020 e le 190.000 del 2017.

Le copie digitali non decollano

Quello che emerge dall'analisi di questi numeri è un rallentamento nel calo delle vendite di quotidiani cartacei. Il 2020, anno dello scoppio della pandemia, si era chiuso con una contrazione ‘a doppia cifra’ delle vendite di quotidiani cartacei, calate di oltre il 15% rispetto all’anno precedente. Con il 2021 la flessione è ritornata ‘a una cifra’, evidenziando un calo dell’8,8% rispetto all’anno precedente, in linea con le flessioni già viste nel 2019 e nel 2018.

Passando all’altra faccia della medaglia dell’informazione, ossia il digitale, emerge invece che i quotidiani online non riescono a sfondare e a fare il grande salto. Le copie crescono, ma in maniera limitata, e continuano a rappresentare una percentuale molto piccola (anche in termini economici) rispetto al totale delle copie vendute. Per alcune categorie, come per esempio i quotidiani sportivi e i quotidiani economici, la vendita di copie digitali è addirittura diminuita fortemente negli ultimi 5 anni - di oltre un terzo per i primi e quasi dimezzata per i secondi - lasciando intendere che per queste tipologie di testate il modello di business online non funziona in maniera efficace.   

Resistono gli sportivi, male gli economici

In relazione ai diversi generi editoriali, i 5 principali quotidiani nazionali “generalisti” - L’Avvenire, Il Corriere della Sera, Il Messaggero, La Repubblica, La Stampa - vedono nel 2021 una flessione su base annua del 10,2% nella vendita di copie cartacee, superiore quindi alla media (-8,8%). Allo stesso tempo, tuttavia, registrano una consistente crescita nella vendita giornaliera di copie in formato digitale: 14,2% su base annua e 19,5% rispetto al 2017, in questo caso sopra la media (rispettivamente 8,1% e 15%).

I quotidiani sportivi in formato cartaceo (rispetto ai quali i volumi del formato digitale sono marginali), al contrario, sono quelli che nel corso del 2021 hanno mostrato una riduzione minore, pari a -3,3%, seppure, rispetto al 2017, siano quelli che hanno maggiormente sofferto dimezzando le vendite (-49,3%).

Soffrono anche i quotidiani economici: le vendite cartacee sono diminuite l’anno scorso del 13,5%, mentre la flessione arriva al -43,1% nel raffronto con il dato del 2017. Per questa categoria di quotidiani appaiono in forte flessione anche le vendite di copie digitali: -18% nel 2021 e -43,6% nel periodo 2017-2021.

Con riferimento, infine, alla distribuzione territoriale, i dati dell’Agcom evidenziano la migliore tenuta delle testate locali: su base annua le vendite giornaliere hanno registrato l’anno scorso una contrazione del 6,7% contro il calo del 7,1% delle testate nazionali. Un trend che viene confermato anche dall’analisi dei dati degli ultimi anni: rispetto al 2017 la contrazione delle vendite delle testate locali si attesta al 25,6% contro il -35,8% delle testate nazionali.

In arrivo nuovi Bandi a sostegno del commercio al dettaglio

04 Maggio 2022

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione delle imprese che svolgono in via prevalente attività di commercio al dettaglio, e quindi anche delle edicole, un nuovo FONDO PER IL RILANCIO DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE DI COMMERCIO AL DETTAGLIO.

Il Fondo è volto a contrastare gli effetti negativi derivanti dall'emergenza Covid-19 e ad offrire specifiche misure di sostegno alle attività maggiormente danneggiate dalla pandemia.Le domande per accedere al Fondo - che prevede la concessione di aiuti in forma di contributo a fondo perduto - possono essere inoltrate a partire dal 3 maggio e fino alle ore 12:00 del 24 maggio.

Ricordiamo a tutti gli Associati SNAG che possono trovare i requisiti per partecipare al bando e i dettagli sulle modalità di adesione accedendo all'Area Riservata, sezione BANDI, del nostro sito. Cliccando sulla Regione di appartenenza compaiono, infatti, non solo i bandi regionali e provinciali ma anche quelli nazionali.

Tra gli altri bandi a livello nazionale rivolti al sostegno del settore del commercio - anch'essi disponibili nell’Area Riservata del nostro sito - segnaliamo il FONDO IMPRESA FEMMINILE finalizzato a promuovere il rafforzamento dell'imprenditoria femminile. Istituito dal Ministero dello Sviluppo, il Fondo prevede finanziamenti, della durata massima di 8 anni, a tasso zero e senza necessità di garanzie. Tale agevolazione è indirizzata alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese femminili e anche allo sviluppo e al consolidamento delle imprese femminili già costituite da almeno 12 mesi. Ne possono beneficiare anche le lavoratrici autonome con partita Iva.

Per chi vuole avviare una micro-impresa o ampliare quella esistente, è disponibile lo SPORTELLO ON NUOVE IMPESE A TASSO ZERO, rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni e alle donne. Finanzia le imprese con progetti di investimento che puntano a realizzare nuove iniziative o ad ampliare, diversificare o trasformare attività esistenti nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo. Le agevolazioni prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto che può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili.

C’è poi il VOUCHER CONNETTIVITÀ, operativo dal 1° marzo 2022, che ha come finalità quella di incentivare la digitalizzazione delle imprese. Una misura rivolta alle micro, piccole e medie imprese, incluse le edicole, che intendono attivare una connessione internet più veloce e potente. Sono previsti contributi da 300 euro fino 2.500 euro, sotto forma di sconto in bolletta, per abbonamenti a internet ultraveloce. Per inoltrare le domande c’è tempo fino al 15 dicembre, e comunque fino ad esaurimento dei fondi a disposizione.

Ricordiamo a tutti gli Associati SNAG l’importanza di valutare con attenzione la possibilità di partecipare a tali bandi, qualora in possesso dei requisiti per l'adesione. Essi rappresentano un’imperdibile occasione per finanziare – attraverso contributi a fondo perduto o tassi agevolati – l’ammodernamento o l’ampliamento della propria attività, specie in previsione di una trasformazione delle edicole in un centro di servizi per il cittadino, come auspicato dal recente Protocollo d’Intesa sottoscritto da Anci, FIEG e Organizzazioni Sindacali degli edicolanti.

Libertà di stampa sotto attacco

02 Maggio 2022

Per celebrare la Giornata mondiale della libertà di stampa, che ricorre come ogni anno il 3 maggio, quest’anno FNSI, Amnesty International e Articolo21 hanno deciso di promuovere un sit-in nei pressi dell’Ambasciata della Federazione Russa, per protestare contro l’invasione dell’Ucraina e il bavaglio ai media indipendenti russi e bielorussi.

Un bavaglio ai giornalisti scomodi

Ad oltre due mesi dall’inizio della guerra in Ucraina, che come tutti i conflitti è anche una guerra di propaganda, è quanto mai di attualità parlare di libertà di stampa, ossia del diritto dei giornalisti di fare il loro lavoro in autonomia e senza condizionamenti e del diritto dei cittadini ad essere informati in maniera veritiera e attendibile su quanto sta realmente accadendo attorno a loro.

Resta emblematico l’assassinio di Anna Politkovskaja, la giornalista dissidente russa ritrovata morta nel 2006 nell'ascensore della sua abitazione a Mosca, uccisa con un colpo di proiettile alla testa. Da allora poco è cambiato. Sono ancora numerosi i Paesi dove i giornalisti rischiano il carcere o addirittura di essere assassinati nell’esprimere opinioni critiche o scomode agli interessi di chi è al potere.

La libertà di stampa peggiora in Europa

Anche in Europa il quadro è peggiorato. L’anno scorso le minacce alla libertà di stampa sono aumentate del 41% rispetto all’anno precedente e per minacce non si intendono solo aggressioni fisiche e verbali nei confronti dei giornalisti. Rientrano anche le querele, le leggi che limitano l’indipendenza della stampa e pure l’assassinio, con ben 6 giornalisti uccisi l’anno scorso in Europa, secondo quanto emerge dal rapporto annuale redatto dalle varie Associazioni che gestiscono la piattaforma per la protezione dei giornalisti del Consiglio d’Europa.

… e anche in Italia

Passando all’Italia, la situazione non apparemigliore. Anche il rapporto annuale del Ministero dell’Interno fotografa un aumento delle minacce alla libertà di stampa.

In particolare, l’anno scorso sono stati 232 gli episodi di intimidazione nei confronti dei giornalisti, il 42% in più rispetto al 2020 quando gli atti intimidatori erano stati 163. Di questi 232 atti di intimidazione, quasi la metà, 113 per l’esattezza, sono riconducibili a contesti politico/sociali (49%), 93 sono riferibili ad altre fattispecie (40%) e 26 sono riconducibili a contesti di criminalità organizzata (11%).

Sempre più spesso gli attacchi ai giornalisti arrivano dal web attraverso i social o le mail. Ma non sono mancate nemmeno le aggressioni fisiche: ci ricordiamo tutti quelle rivolte ai giornalisti durante le manifestazioni di protesta contro le misure restrittive prese dal Governo per contenere la pandemia.

Moles: "la buona informazione è un diritto del cittadino"

“Difendere, tutelare e sostenere la libertà di stampa, che è il pilastro di ogni democrazia, è un dovere quotidiano di ciascuno. La buona informazione è un diritto del cittadino ed è essenziale nel contrasto alla disinformazione imperante", ha dichiarato in una nota il Sottosegretario per l'Editoria Giuseppe Moles. "In questa giornata - ha aggiunto - il mio pensiero è rivolto in particolare a quanti operano in contesti complessi, anche mettendo a repentaglio la loro stessa vita, per raccontare ciò che accade, svolgendo un servizio fondamentale”.

Senza libertà di stampa è a rischio la democrazia

“L’informazione libera e indipendente è un pilastro fondamentale delle democrazie, per costruirle, per farle vivere e rimanere autentiche”: ce lo ha ricordato di recente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al Consiglio d’Europa.

Un pensiero riaffermato anche inoccasionedella Giornata mondiale della Libertà di Stampa.  " La libertà di stampa, insieme alla libertà di essere informati, è il termometro della salute democratica di un Paese. Ce lo insegnano in questi giorni i drammatici avvenimenti della guerra in Ucraina. È compito della comunità internazionale ai vari livelli rendere effettivi questi diritti", ha affermato in una nota il Capo dello Stato.  “Si tratta - ha aggiunto - di un prezzo altissimo pagato da chi è chiamato a onorare con coerenza la professione: essere testimoni di verità, attraverso le parole, le immagini”.

E anche il Papa domenica in piazza San Pietro ha voluto rivolgere alcune parole in difesa della libertà di stampa: “rendo omaggio ai giornalisti che pagano di persona per servire questo diritto. L’anno scorso nel mondo 47 sono stati uccisi e più di 350 incarcerati. Un grazie speciale a quanti di loro con coraggio ci informano sulle piaghe dell’umanità”, ha detto il Santo Padre ai fedeli.

 

L'Avanti! torna in edicola

28 Aprile 2022

Il costo della carta vola alle stelle mettendo in ulteriore difficoltà gli editori ma questo non scoraggia iniziative di nuove pubblicazioni.

L’Avanti! di nuovo in edicola da domenica 30 aprile

Torna in edicola l’Avanti!, storico quotidiano del Partito Socialista Italiano (PSI). Il primo numero uscì il giorno di Natale del 1896 sotto la direzione di Leonida Bissolati. Per decenni fu la voce del Partito Socialista, fino al 1993 quando la testata fu chiusa. Nel 2012 l’Avanti! torna a vivere ma solo in formato digitale, sempre come testata ufficiale del Partito Socialista. Ora il ritorno in edicola, dove uscirà solo la domenica insieme a Il Riformista, a partire dal 30 aprile.

“Una grande responsabilità perché torna in edicola il giornale politico più antico d’Italia. Un giornale che ha raccontato la storia d’Italia e le grandi conquiste di modernità”, ha detto il segretario del Psi, Enzo Maraio, che assume il ruolo di Direttore politico del settimanale, che definisce “un giornale libero che vuole dare voce all’Italia degli ultimi e contribuirà al dibattito culturale e politico fra le forze di centrosinistra”.

“É un’operazione editoriale coraggiosa – ha aggiunto Giada Fazzalari in veste di vice direttore responsabile – soprattutto in un momento storico in cui i giornali di carta stampata vivono purtroppo una profonda crisi. Ed è un’operazione singolare perché il Psi è l’unico partito che torna in edicola con un giornale in forma cartacea. Abbiamo l’ambizione di creare dibattito con contributi di livello sui temi che ci stanno a cuore, a cominciare da lavoro e giustizia, e di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’Italia fragile”.

Domino in vendita solo su Amazon. Anzi no, anche in edicola

“Da oggi (a grande richiesta) anche nelle edicole”. Sono bastate queste poche parole scritte qualche giorno fa da Enrico Mentana sul suo profilo Instagram, per annunciare la decisione di distribuire Domino, la nuova rivista mensile dedicata agli scenari geopolitici e al mondo che cambia, anche nella rete di vendita della carta stampata.

Rivista da collezione con grafica e rilegatura di alto profilo diretta da Dario Fabbri e edita da Enrico Mentana, Domino ha debuttato lo scorso 19 aprile in vendita a 10 euro solo online su Amazon. A distanza di pochi giorni, però, è arrivato l’annuncio che la distribuzione avverrà anche nel canale fisico delle edicole. Una conferma che la rete di vendita della carta stampata si rivela essenziale per raggiungere e soddisfare le esigenze del maggior numero di lettori.

Cresce l’allarme carta, sempre più cara e scarsa

L'Avanti! e Domino rappresentano iniziative editoriali ancora più apprezzabili considerando l’impennata del prezzo della carta e il fatto che inizia a scarseggiare. In effetti sono almeno un paio d’anni che il prezzo della carta cresce a fronte di un costante aumento della domanda di materia prima utilizzata soprattutto per imballaggi per via dell’espansione dell’e-commerce e del progressivo utilizzo di imballaggi in cartone al posto di quelli in plastica. Negli ultimi tempi, però, con l’aumento della bolletta energetica, i prezzi della carta sono schizzati ulteriormente verso l’alto essendo quello cartario un settore fortemente energivoro.

C’è poi un altro problema, descritto bene in un recente articolo online del Post: “In Italia non si produce più la carta per quotidiani, che viene importata tutta dall’estero, in gran parte dalle multinazionali che hanno gli stabilimenti nel Nord Europa (Finlandia, Svezia, Irlanda). L’ultima cartiera italiana che produceva carta per quotidiani, l’impianto di Mantova della Burgo, è stata riconvertita a fine 2020 alla produzione di imballaggi, come in precedenza anche quelle di Avezzano, in Abruzzo, e Verzuolo, in Piemonte. La produzione dei fogli per i giornali infatti è più costosa, perché richiede più energia, e crea meno profitti, risultando sostenibile solo su larga scala e solo per i produttori nordeuropei, che godono del vantaggio sostanziale dato dall’accesso diretto alla materia prima, cioè la cellulosa ottenuta dagli alberi”.

Un allarme che il settore editoriale lancia ormai da tempo. “Produrre informazione di qualità e diffonderla sta diventando sempre più difficile e senza interventi fortemente a rischio”: scriveva in una nota a metà marzo la FIEG unendosi all'allarme lanciato da Assocarta e Assografici, e appellandosi “al Governo, al Parlamento e alle Forze politiche” per ottenere un sostegno immediato per il settore.

Ricordiamo che il Governo aveva già introdotto un credito di imposta per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite per gli anni 2020 e 2021. Una misura che è stata rinnovata anche per gli anni 2022 e 2023 con un’agevolazione triplicata essendo passato il contributo dal 10% al 30% delle spese sostenute, e con un limite massimo di spesa di 60 milioni per ciascun anno, raddoppiato rispetto ai 30 milioni per ciascun anno stanziati nel biennio 2020-2021.

23 aprile: Giornata Mondiale del Libro. In Italia inizia “Il Maggio dei Libri”

22 Aprile 2022

In coincidenza con la Giornata Mondiale del Libro, che si celebra sabato 23 aprile, numerose sono le iniziative dedicate ai lettori e al mondo dei libri promosse in tutta Italia. A Ivrea, Capitale italiana del libro 2022, prende il via ufficialmente "IlMaggio dei Libri", la campagna ideata dal Centro per il libro e la lettura (Cepell) del Ministero della Cultura che invita a realizzare attività per promuovere la lettura.

Alla banca dati del Cepell sono già pervenute 1.800 iniziative, che quest’anno ruotano attorno al tema istituzionale ContemporaneaMente.Leggere per comprendere. Un tema che a sua volta verrà sviluppato attorno a tre differenti filoni: “Leggere per comprendere il passato”, “Leggere per comprendere il presente” e “Leggere per comprendere il futuro”.

Il Maggio dei Libri terminerà il 31 maggio ad Assisi con il Convegno nazionale dei Patti per la Lettura dove saranno chiamati a confronto i rappresentanti delle Conferenze Stato-Regioni e l’ANCI. Sarà inoltre l’occasione per presentare la nuova banca dati aggiornata delle Città che leggono, l’iniziativa messa a punto insieme all’Associazione dei Comuni per promuovere e valorizzare quelle amministrazioni comunali impegnate a svolgere con continuità sul proprio territorio politiche pubbliche di promozione della lettura.

Ancora più ricco di eventi il Salone del Libro (19-23 maggio)

Cuori selvaggi è il tema della XXXIV edizione del Salone del Libro, che torna a Torino dal 19 al 23 maggio con un calendario ancora più denso di eventi, appuntamenti, conversazioni, spettacoli, letture e concerti.

Dopo il successo dell’edizione di ottobre, il Salone propone un ulteriore ampliamento degli spazi con l’introduzione della Casa della Pace, un laboratorio di riflessione e approfondimento in un momento di violenza e conflittualità che si credeva superato in Europa, e il Bosco degli Scrittori, realizzato da Aboca Edizioni, un anfiteatro naturale di 200 metri quadri composto da oltre 1000 alberi: un luogo pensato per immergersi fisicamente nel verde e un punto di riferimento per le iniziative legate alla sostenibilità.

Vendite di libri in frenata nel primo trimestre

Dopo un 2021 in forte crescita, il 2022 parte con il freno tirato per le vendite di libri. In base ai dati rielaborati dall'ufficio studi dell’AIE (Associazione Italiana Editori) su rilevazioni di Nielsen BookScan, i primi tre mesi dell’anno vedono una flessione delle vendite di romanzi e saggi nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione.

Rispetto all’analogo periodo 2021, il calo è del 3,7% a valore per un ammontare di 364,7 milioni di euro e del 2,3% per numero di copie vendute scese a 24,332 milioni. Dati che per ora non preoccupano più di tanto gli addetti ai lavori. In confronto ai primi tre mesi del 2019, le vendite di libri sono in crescita del 18,9% a valore e del 19,5% a numero di copie, in un mercato che resta vivace.

AIE e Amazon insieme per la formazione sul canale eCommerce

In particolare, è appena partita una storica collaborazione, impensabile solo qualche anno fa, tra l’Associazione Italiana Editori e Amazon, che ha come tema centrale la formazione degli editori italiani in ambito eCommerce (il primo webinar gratuito è in calendario il 26 aprile).

Le librerie fisiche restano importanti, l’anno scorso il 51,5% dei libri cartacei sono stati acquistati in una libreria fisica, ma gli acquisti di libri online, come pure di audiolibri ed ebook, sono in continua crescita e per gli editori diventa importante approfondire la conoscenza anche questo canale distributivo.

In crescita la pirateria: grave danno per il settore

Nell’anno della pandemia è cresciuto in Italia il fenomeno della pirateria di libri a stampa, ebook e audiolibri. Un ricerca condotta dall'Ipsos calcola che nel 2021 si sono compiuti 322.000 atti di pirateria al giorno, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente. Il fenomeno coinvolge più di un italiano su tre sopra i 15 anni (il 35%), il 56% dei professionisti (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti e altri) e l’81% degli studenti universitari.

E' enrome il danno per il settore, con una stima di 771 milioni di euro in termini di mancato fatturato, pari al 31% del mercato complessivo (escludendo il settore scolastico e l’export). Per il sistema Paese la perdita è di 1,88 miliardi, per il fisco 322 milioni ogni anno. Valori che si traducono in una mancata occupazione per 5.400 persone nella filiera, 13.100 posti con l’indotto.

Il coraggio di combattere l'usura

20 Aprile 2022

In un momento di doppia crisi, quella legata alla pandemia e quella che scaturisce dalla sanguinosa guerra che si sta combattendo in Ucraina, c’è un problema insidioso da cui le imprese del commercio devono confrontarsi: la diffusione dell’usura che, anche a causa della pandemia, è diventata la piaga principale per le imprese.

"Nonostante l’usura sia il reato maggiormente diffuso tra le imprese del commercio, della ristorazione e della ricettività e nonostante quasi il 60% degli imprenditori ritenga la denuncia il primo indispensabile passo di fronte all’usura, questo è uno di quei reati che emergono con maggiore difficoltà”, ha affermato il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli inaugurando “Legalità, ci piace!”, la nona edizione della giornata di Confcommercio dedicata alla legalità che si è svolta oggi a Roma.

30.000 piccole aziende del commercio a rischio usura

Da una ricerca di mercato condotta da Confcommercio risulta che sono circa 30mila le piccole aziende del commercio e dei pubblici esercizi ad essere oggi ad elevato rischio usura (e altri eventi criminali). Inoltre, tra i vari crimini – furti, rapine, estorsione, usura – l’usura è quello percepito in maggiore aumento nell’ultimo anno, specie nelle grandi città, al Sud e nel commercio no food. Un crimine che ha anche un costo molto elevato: le perdite complessive annuali sono stimate in una percentuale del 6,3% del fatturato mettendo potenzialmente a rischio 195mila posti di lavoro.

Serve l'impegno delle imprese per contrastare le mafie

“Sappiamo bene che la percezione delle imprese sulla criminalità non deve mai essere sottovalutata", ha affermato nel suo intervento il Sottosegretario agli Interni, Ivan Scalfarotto, sottolineando che nel 2021 i numeri del Ministero indicano un decremento dei reati di usura del 34% e un aumento delle estorsioni del 19%.

Certo è che “per contrastare questi fenomeni resta essenziale la collaborazione delle vittime, serve un cambio di passo culturale" ha dichiarato il Sottosegretario, ribadendo che “il vero contrasto alle mafie deve fondare le proprie radici nella società, è dunque essenziale l’impegno delle imprese” perché "l'infiltrazione delle organizzazioni criminali favorisce il lavoro irregolare e senza tutele”. e in questo momento “le ingenti risorse del PNRR fanno gola alle mafie”.

Confcommercio al fianco delle imprese in difficoltà

Per contrastare questo fenomeno criminoso ci vuole coraggio: “il coraggio di chiedere aiuto, il coraggio di denunciare, il coraggio di combattere, il coraggio di credere che possiamo sempre fare qualcosa”, aggiunge Sangalli sottolineando che oggi più che mai le imprese “hanno bisogno del nostro sostegno, della nostra prossimità operosa, una prossimità “concreta” come fanno tante Confcommercio nel nostro Paese”.

A proposito di prossimità di Confcommercio agli Associati in difficoltà, SNAG ricorda la possibilità - in occasione della prossima dichiarazione dei redditi - di devolvere il 5XMILLE alla Fondazione Giuseppe Orlando , ente senza fini di lucro costituito nel 2000 da Confcommercio per dare sostegno a imprenditrici e imprenditori colpiti da calamità naturali o da fenomeni malavitosi come l’usura. Chi volesse donare in favore della Fondazione Giuseppe Orlando può utilizzare il seguente codice fiscale: 97246640581.

Louis Vuitton rilancia le edicole di Venezia

19 Aprile 2022

Louis Vuitton ha deciso di riportare sei chioschi di Venezia alla loro originale bellezza trasformandoli in un punto di richiamo per i visitatori che sbarcheranno in questi giorni nella città lagunare più famosa al mondo in occasione della Biennale Arte, che apre i battenti domani 20 aprile (23 aprile per il pubblico) e che durerà fino al 27 novembre.

Dal 20 al 25 aprile nei sei chioschi selezionati sarà possibile trovare – oltre ai giornali – anche tre collezioni di libri di lusso che la maison francese dedica ai viaggi: Travel Books, City Guides e Fashion Eye. Si tratta di un’iniziativa che rientra nel progetto Librarie Éphémère che Louis Vuitton ha già realizzato l’anno scorso nelle edicole e nelle librerie di alcuni arrondissement di Parigi.

Un evento che richiama quello dello scorso anno a Milano, quando a settembre, in occasione della settimana milanese della moda, Valentino ha scelto di sviluppare un innovativo progetto con l’edicola di via dei Giardini dandole una nuova veste grafica contrassegnata dall’iconica V della casa di moda e arricchendola con le immagini della sua ultima campagna pubblicitaria. Anche in quell’occasione, presso l’edicola milanese era posto in vendita, in anteprima, un volume dedicato alla maison Valentino: VLogo signature vol. II.

Due tra le più prestigiose case di moda internazionali hanno dunque deciso di puntare per le loro iniziative di marketing sui chioschi che vendono giornali, riconoscendo in maniera esplicita l’enorme potenziale che la loro ubicazione privilegiata nei punti più belli e ambiti delle nostre piazze e delle nostre città, può offrire in termini comunicativi. Un potenziale che ci auguriamo possa essere colto sempre più spesso con l’obiettivo di valorizzare edicole e chioschi, specie oggi che molti rischiano di chiudere sopraffatti dalla crisi della carta stampata.

Dal 30 giugno scattano le multe per chi non accetta pagamenti elettronici

14 Aprile 2022

Il Governo accelera sulle riforme per rispettare gli impegni relativi al PNRR e, nell’ambito delle misure anti-evasione, ha deciso di anticipare di sei mesi l’introduzione delle multe per i commercianti che rifiutano pagamenti elettronici.

L’obbligo di dotarsi di un POS era stato introdotto dal 2013 ma fino ad ora non erano previste sanzioni per chi ne fosse sprovvisto o per chi, pur avendolo, respingesse una transazione con strumenti elettronici.

Tutto è destinato a cambiare tra poco più di un paio di mesi. Con un decreto legislativo l’esecutivo di Mario Draghi ha introdotto, a partire dal 30 giugno, una multa per i commercianti che non accettano pagamenti elettronici. La sanzione sarà pari a 30 euro, maggiorata di una quota variabile corrispondente al 4% del valore della transazione respinta.

Confcommercio: "le sanzioni non aiutano, bisogna ridurre le commissioni"

Confcommercio ribadisce la propria contrarietà alle sanzioni e afferma nuovamente che la strada per contrastare l'evasione fiscale passa dall'abbattimento di commissioni e costi sui pagamenti elettronici in carico a imprese e consumatori.

"La diffusione dei pagamenti elettronici - si legge in una nota - va perseguita mettendo in campo scelte decise di abbattimento delle commissioni e dei costi a carico di consumatori e imprese, a partire dal potenziamento dello strumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dall’esercente e prevedendo la gratuità dei cosiddetti micropagamenti. Puntare asimmetricamente sulle sanzioni non giova ai processi di modernizzazione del sistema dei pagamenti, peraltro già in pieno sviluppo”.

"L'introduzione delle sanzioni non spaventa le nostre imprese", sostiene ancora Confcommercio confermando che la categoria dei commercianti "è ormai pronta ad un utilizzo sempre maggiore della moneta elettronica, ma ciò non toglie che le commissioni siano ancora troppo alte e gravino sulle spalle delle imprese. Questo oggi non è più sostenibile".

Bandi, voucher e convenzioni possono alleggerire la spesa

Molti edicolanti dovranno dunque affrontare un ulteriore costo legato all'urgenza di dotarsi di un POS e di attivare un servizio bancario e un collegamento internet. E questo avviene in un momento in cui l’economia rallenta, soffocata dal rialzo dei prezzi dell’energia e delle materie prime, e soprattutto in un periodo in cui le edicole vedono i ricavi assottigliarsi mese dopo mese a causa di vendite di quotidiani e periodici in continua frenata.

Oggi più che mai è il momento di guardare con attenzione alle opportunità offerte da bandi, agevolazioni e voucher che possono venire incontro alle esigenze degli edicolanti alleggerendo le spese da sostenere per la loro attività (vi invitiamo a consultare l’apposita sezione BANDI nell’Area Riservata del nostro sito).

In particolare, ricordiamo il voucher connettività, che consente di chiedere, direttamente agli operatori di telecomunicazioni accreditati, un contributo (da 300 a 2.500 euro) per abbonamenti a internet ultraveloce. Ricordiamo anche che molte Camere di Commercio hanno messo a disposizione un voucher digitalizzazione per incentivare l’utilizzo di nuove tecnologie, tra cui i pagamenti digitali, nell’ambito dei progetti “Punto Impresa Digitale” (PID) volti a promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle Micro, Piccole e Medie Imprese.

Agli Associati SNAG-Confcommercio consigliamo infine di verificare le convenzioni attive che prevedono offerte vantaggiose per l’attivazione del POS, tra cui quelle proposte da Unicredit, IntesaSanpaolo e SumUp.


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