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SNAG Imperia entra in Confcommercio

08 Settembre 2022

Lo SNAG di Imperia è entrato a far parte di Confcommercio. Grazie a questa decisione, d’ora in poi gli associati della struttura SNAG di Imperia, guidata dalla presidente provinciale Tatiana Locchi, potranno beneficiare delle agevolazioni legate all’appartenenza alla Confcommercio provinciale, tra cui un’ampia gamma di servizi essenziali per la loro attività come assistenza fiscale, gestione del personale, consulenza e assistenza su credito, finanziamenti e bandi, corsi di formazione e molto altro.

Commenta il Presidente nazionale dello SNAG, Andrea Innocenti: “Sono soddisfatto per questa decisione, che va nella direzione auspicata dalla Presidenza SNAG fin dal suo insediamento. Specie in questa fase di grandi difficoltà per le edicole, è importante rafforzare il dialogo costruttivo con Confcommercio, in un’ottica di maggiore collaborazione e comunanza d’intenti, nella tutela degli interessi dei nostri associati”.

Sottolinea il Presidente provinciale della Confcommercio di Imperia Enrico Lupi: “L’ingresso dello SNAG nella nostra struttura, oltre ad essere motivo di grande soddisfazione, è la conferma della continua crescita di Confcommercio e di come la stessa sia divenuta, grazie all’impegno di tutti i suoi componenti, un punto di riferimento importante e ben radicato per tutte le imprese commerciali del territorio”.

Dice Tatiana Locchi, Presidente provinciale dello SNAG di Imperia: “Ero in precedenza presidente dello Snag provinciale e ora sono stata rieletta anche in seno alla Confcommercio e non posso che ringraziare i colleghi per la fiducia che hanno riposto nella mia persona. Ulteriore soddisfazione è dettata da questa unione fra lo SNAG e la Confcommercio, che apre alla nostra categoria la possibilità di accedere ad una serie di servizi aggiuntivi di assistenza e incrementa ulteriormente la rilevanza del nostro settore, considerato il fatto che la Confcommercio è una realtà consolidata ed un punto di riferimento per le imprese commerciali. Da parte mia non verrà mai meno l’impegno a sostegno delle esigenze della categoria”.

Salviamo l'identità delle edicole

14 Luglio 2022

Il Corriere della Sera ha pubblicato lo scorso 13 luglio un intervento del Presidente provinciale SNAG di Milano, Alessandro Rosa, volto a difendere l’identità delle edicole milanesi dal comportamento di chi vorrebbe espropriarle del loro ruolo principale, la vendita della carta stampata, trasformandole in una sorta di “chiringuito”.

Le edicole di Milano associate a SNAG offrono già molti servizi alla cittadinanza: dai certificati anagrafici alla prenotazione dei libri delle biblioteche. Il modello di sviluppo per il rilancio delle edicole passa infatti da qui, ossia dalla trasformazione delle rivendite in centri di servizio per i cittadini, in collaborazione con la Pubblica Amministrazione, in linea con quanto definito nel recente Procollo Anci-FIEG ed edicolanti, mantenendo la centralità del loro ruolo di rivendita di quotidiani e riviste.

Riportiamo di seguito l’articolo apparso sulle pagine del Corriere della Sera.

Si parla talmente tanto di crisi delle edicole che oramai i “grandi imprenditori” che vogliono salvare l’editoria eliminando i giornali per mettere biscotti, tortellini, fiori, caffè e vino…non si contano più.

Questi stessi imprenditori poi si accorgono che…non si può fare, e che con i biscotti e le acciughe non paghi nemmeno la luce!!! Poi si arrabbiano con il Comune, con la Regione, con le Associazioni, con il mercato e mai con il loro avvocato che li ha consigliati male o con sé stessi che hanno preso una grande cantonata e hanno completamente sbagliato il modello di business.

Bisogna capire che se gli edicolanti (in chiosco), in questo momento non hanno trasformato la loro attività in un chiringuito per fare pane e salame o similari…c’è un motivo.

Ci sono delle regole nel settore. Togliere i giornali per mettere su baracchini senza riferimento e identità…per poi chiuderli, vuol dire solo rovinare ancora di più tutte quelle logiche che rendono importanti il nostro settore. Mettere dei ragazzi a lavorare che durano poche settimane al lavoro, perché capiscono anche loro che non c’è futuro nel vendere il sugo in edicola, continua a sottrarre valore alla rete commerciale.

Raccontare la favola dell’importanza delle edicole per vendere poi i tortellini, vuol dire non conoscere il valore che sa esprimere un soggetto commerciale dedicato all’informazione, alla cultura e al valore sociale che questa specializzazione può offrire. Se da tre anni le edicole in Italia hanno un’agevolazione e una totale esenzione dal pagamento del canone suolo pubblico è perché anche il mondo politico ha preso coscienza di questi valori, ma certamente mettere sul banco di vendita vino e biscotti invece di un assortimento tra i 3420 titoli ( dato aggiornato al 01/07/2022 ) che oggi Milano può offrire fa solo male a Milano, al cittadino, al lettore e a tutta la filiera editoriale…non si parli più allora di crisi dell’editoria, ma di crisi di identità. Se volete comprare le edicole, siete i benvenuti, meno favole e più lavoro, ma prima di tutto fatevi delle domande e smettete di comprare edicole per chiuderle, abbiamo tanti problemi e avere imprenditori che non hanno mai letto un giornale in vita loro farsi avanti per salvare l’editoria…fa veramente ridere.

Appuntamento per recarsi all’anagrafe: a Milano puoi prenotarlo in edicola

06 Maggio 2022

Si fa sempre più stretta la collaborazione tra il Comune di Milano e le edicole grazie ad un nuovo servizio che va a rafforzare la convenzione in atto e che si muove nel solco tracciato dal Protocollo siglato da Anci, FIEG e Organizzazioni Sindacali degli edicolanti e che tende a trasformare le edicole in centri di servizi per il cittadino e a consolidare la cooperazione con le amministrazioni comunali.

I cittadini milanesi potranno infatti rivolgersi direttamente a una delle 30 edicole aderenti all’iniziativa per prendere appuntamento per l’erogazione di servizi anagrafici e di stato civile presso gli sportelli dell’amministrazione comunale, secondo le modalità attualmente assicurate tramite accesso al sito web e al call center 020202 del Comune.

L’Anagrafe di via Larga e le tredici delegazioni territoriali restano infatti accessibili solo su appuntamento, fatti salvi i casi di comprovate emergenze e categorie particolari, come caregiver, a cui viene sempre garantito accesso e assistenza. Una prassi maturata nel periodo della pandemia, che resta attualmente in vigore al fine di evitare i picchi di affluenza e le code.

Complice la pubblicazione, nel gennaio scorso, di una mappa geo-referenziata che consente ai cittadini di visualizzare in modo più agile e veloce non solo le 14 sedi anagrafiche ma anche gli esercizi commerciali convenzionati dislocati nei nove Municipi, le richieste presso gli sportelli di quartiere hanno registrato un vero e proprio boom. Durante tutto il 2021 sono stati in totale circa 72mila i cittadini che si sono rivolti a questi spazi: una cifra che potrebbe decuplicare nel corso di quest'anno considerando che solo nei primi tre mesi del 2022 si sono registrati oltre 195mila accessi.

Un segnale positivo che testimonia una proficua collaborazione fra Comune ed esercizi commerciali, come edicole, cartolibrerie e tabacchi, che già supportano i cittadini nel rilascio automatico di alcuni certificati (anagrafico, di matrimonio, di nascita, di unione civile, di cancellazione anagrafica, di cittadinanza, di contratto di convivenza, di esistenza in vita, di residenza/in convivenza, di stato civile, di stato di famiglia, di stato di famiglia con rapporti di parentela, di stato di famiglia e di stato civile, di stato libero, storico di cittadinanza, storico di residenza), e che adesso sono pronti ad aiutare coloro che hanno meno dimestichezza con la tecnologia a prendere l’appuntamento per quelle pratiche che richiedono una presenza fisica presso gli sportelli di via Larga o delle sedi decentrate, come per esempio CIE, estratti di nascita, matrimonio, decesso.

“Abbiamo deciso di mantenere l'appuntamento perché – dichiara l’assessora ai Servizi civici e Generali Gaia Romani – sebbene significhi aspettare il giorno prestabilito, una volta in sede si avrà subito il servizio senza code e senza assembramenti. Tuttavia non ci vogliamo dimenticare di tutti quei cittadini che hanno difficoltà a prenotare tramite sito e call center. In quest'ottica abbiamo colto l'occasione della collaborazione proficua con gli sportelli commerciali. Un'esperienza risultata soddisfacente sia per le edicole che per l'amministrazione, premiata anche dalle persone che, specie dopo l'emergenza pandemica e l'isolamento, hanno dimostrato di prediligere il contatto umano, in una Milano che andrà sempre più verso un modello di città a 15 minuti. Stiamo lavorando per offrire servizi sempre più efficienti e per la diminuzione delle attese, ma anche per rafforzare i presidi territoriali attraverso punti informativi e di supporto per i più fragili”.

Il nuovo servizio sarà sponsorizzato anche da una campagna di comunicazione ad hoc del Comune di Milano.

Ad Alessandria certificati anagrafici in edicola

29 Marzo 2022

Da oggi anche nelle edicole di Alessandria sarà possibile stampare i certificati anagrafici grazie a una convenzione siglata tra alcuni edicolanti e l’amministrazione comunale.

In mattinata, alla presenza del Sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, e dell’Assessore ai Servizi Demografici, Cinzia Lumiera, è stato dato il via ufficiale al nuovo servizio presso l’edicola nel sobborgo di San Michele, alle porte di Alessandria, che, insieme all’edicola di Corso Acqui, sono state le prime ad aderire all’iniziativa.

“Siamo estremamente soddisfatti per aver raggiunto questo traguardo, che avrà una valenza molto importante per i cittadini alessandrini e dei sobborghi”, ha spiegato il Sindaco. L’operazione consente inoltre di valorizzare le edicole che possono diventare punti di riferimento per la popolazione trasformandosi in “una rete di servizio territoriale”. “A piccoli passi ci avviamo verso la grande realtà della ‘Smart City’, la Città Intelligente che fornirà ai cittadini servizi digitali integrati sempre più efficienti”, ha aggiunto il primo cittadino di Alessandria.

L’assessore ai Servizi Demografici, Cinzia Lumiera, ha invece sottolineato che il coinvolgimento delle edicole, dopo quello delle tabaccherie, consente di ampliare ulteriormente la platea degli sportelli di quartiere a disposizione dei cittadini per la richiesta di certificati anagrafici snellendo le code agli uffici comunali e agevolando quindi la popolazione.

Regione Lombardia investe sui Distretti del Commercio: bando da 43 milioni

29 Marzo 2022

La Giunta della Regione Lombardia ha lanciato – su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico, Guido Guidesi – un nuovo bando da oltre 40 milioni di euro a sostegno dei Distretti del Commercio lombardi.

Come ha spiegato lo stesso Assessore in un incontroinsieme ai rappresentanti di ANCI, Confcommercio e Confesercenti (sorpa un'immagine della conferenza stampa), con il nuovo Bando per i Distretti del Commercio 2022/2024 la Regione si pone un duplice obiettivo: da un lato, consolidare la ripresa delle economie locali nei Distretti del Commercio lombardi, dall’altro, premiare i Distretti più innovativi e strutturati in grado di mettere a fuoco una strategia di medio termine di sviluppo del territorio.

Un bando condiviso con Associazioni di categoria e Comuni

E per farlo la Regione ha deciso di raddoppiare le risorse finanziarie messe a disposizione, che passano da 20 milioni di euro a quasi 43 milioni (42.850.000). Un segnale concreto della volontà di “fare tutto il possibile per tutelare i negozi di vicinato”, ha dichiarato Guidesi, sottolineando che il bando è frutto di “un lavoro importante condiviso con le Associazioni di categoria e con i Comuni” volto a sostenere concretamente “i commercianti che stanno ancora duramente pagando le conseguenze della pandemia sanitaria, della pandemia energetica e della difficoltà del reperimento di materie prime”.

I Comuni sono i beneficiari diretti

A beneficiare del bando in maniera diretta saranno i Comuni, le Comunità Montane e le Unione dei Comuni aderenti ad uno dei Distretti già riconosciuti. Spetterà a loro il compito di distribuire le risorse a quelle Pmi e a quegli aspiranti imprenditori che vorranno avviare una nuova attività commerciale o valorizzare quella esistente.

Nel ringraziare Regione Lombardia, Confcommercio e Confesercenti “per il grande spirito collaborativo che ha caratterizzato lo sviluppo del bando”, Maurizio Ballabio, Presidente Dipartimento Attività Produttiva e Commercio ANCI Lombardia, ha voluto sottolineare che “la condivisione degli obiettivi rappresenta un buon viatico per finalizzare al meglio le risorse finanziarie messe in campo”.

Cosa finanzia il bando

Il bando consente di finanziare l’apertura di nuove attività come i negozi di vicinato o la riqualificazione e il rilancio di attività esistenti. Possono essere finanziati anche interventi realizzati dai Comuni per la qualificazione e l’adeguamento dell’area del Distretto e la realizzazione di servizi comuni per le imprese del Distretto.
 

Edicole da reinventare

22 Febbraio 2022

Le edicole hanno un unico modo per contrastare il continuo calo delle vendite di quotidiani e periodici, quello di diversificare la loro attività aprendosi a nuovi servizi per i cittadini e a nuove attività. In altre parole, devono reinventarsi.

Questo il tema conduttore di un articolo che giovedì 17 febbraio La Prealpina ha dedicato al mondo delle edicole intervistando il Presidente SNAG di Busto Arsizio e Valle Olona, Maria Rosa Naso (nella foto in alto), che, insieme al marito Alessandro Tagliabue, ha raccolto il testimone del mitico suocero Peppino, portando avanti l’edicola di famiglia e anche l’impegno nel sindacato.

Oggi tutte le edicole “cercano servizi per guadagnare qualcosa in più. Certo, bisogna essere all’avanguardia, anche a livello informatico. Non tutti lo sono. Ora per gestire quotidiani e settimanali devi avere un computer, la spunta a mano è impossibile. Devi essere veloce”, afferma Maria Rosa Naso.

Tra i nuovi servizi c’è la possibilità di stampare certificati in edicola grazie ad un accordo con l’Anagrafe comunale. Una sfida che a Busto Arsizio hanno raccolto nove edicole sulle 21 rimaste: di recente sono scomparsi due chioschi in città e altri cinque resistono.

In scadenza il bando per le imprese storiche della Regione Lombardia

15 Febbraio 2022

Ancora pochi giorni prima della scadenza - alle ore 16:00 del 28 febbraio 2022 - del bando “Imprese storiche verso il futuro 2022” proposto dalla Regione Lombardia e Unioncamere per sostenere le attività storiche e di tradizione che investono per:
• ricambio generazionale e trasmissione di impresa
• riqualificazione dell’unità locale di svolgimento dell’attività
• restauro e conservazione
• innovazione

Per scaricare e consultare il bando e le FAQ: Bando Imprese storiche verso il futuro

Chi può partecipare

Il bando si rivolge a Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) iscritte nell’elenco regionale delle attività storiche e di tradizione di cui all’articolo 148 ter della legge regionale 6/2010: negozi storici, locali storici e botteghe artigiane storiche.

Il bando mette a disposizione 4 milioni di euro, di cui:
• 3 milioni di euro a favore delle imprese del commercio
• 1 milione di euro a favore delle imprese dell’artigianato.

È previsto un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese considerate ammissibili, fino a un importo massimo pari a 30.000 euro. L’investimento minimo è di 5.000 euro.

Il contributo è concesso a fronte di un budget di spesa liberamente composto da spese in conto capitale e spese di parte corrente, con un minimo di spese in conto capitale pari al 50% del totale.

Come partecipare

Le domande devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica con firma digitale sul sito http://webtelemaco.infocamere.it dalle ore 10:00 del 15 dicembre 2021 alle ore 16:00 del 28 febbraio 2022.

Le domande saranno selezionate tramite procedura valutativa a graduatoria.

Ciao Vincenzo!

12 Gennaio 2022

È deceduto, domenica 9 gennaio, Vincenzo Palmeri, tra i fondatori dello SNAG Nazionale. Il nostro affetto e le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia e anche ai tanti amici e colleghi che in queste ore ne piangono la scomparsa.

Per molti anni ha gestito l’edicola in via Orbassano a Torino, seguendo con passione e dedizione le problematiche della rete di vendita del Nord Ovest, diventando un punto di riferimento importante per gli Associati SNAG di quest’area.

Sempre presente e attivo nel nostro sindacato, Vincenzo si era ritagliato uno spazio importante nella nostra associazione diventando componente della Giunta Nazionale e del Consiglio Nazionale dello SNAG.


Ciao Vincenzo, grazie per il tuo impegno e la tua amicizia. Ci mancherai e sarai insostituibile!

A Bergamo sparite un terzo delle edicole. Il Comune allunga una mano

06 Dicembre 2021

Da tempo sono sempre meno gli italiani che vanno in edicola a compare un giornale. L’informazione passa da altri mezzi, in particolare internet e i social. Non è una novità ma una tendenza inarrestabile come evidenziato anche nell’ultima indagine del Censis.

In Provincia di Bergamo quasi metà dei Comuni non ha un'edicola

Le edicole stanno pagando un prezzo elevato alla crisi della stampa. Esemplare, su questo fronte, è quello che accade a Bergamo. Dove, come scrive Luca Samotti su Bergamonews, i punti vendita con codice ATECO 47.62.10, ossia aventi come attività principale quella di “Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici”, nel terzo trimestre 2021 risultano essere 213 in base ai dati della Camera di Commercio di Bergamo: “ben 63 in meno rispetto allo stesso periodo del 2016 (erano 276) e 92 in meno dal 2011 (305)”.

Per sintetizzare, si può dire che in dieci anni sono scomparse circa un terzo delle edicole sul territorio di Bergamo e Provincia. E va precisato che dei 213 punti vendita rimasti, non tutti sono rivendite esclusive di giornali (alcuni esercizi hanno un’attività secondaria come la vendita di tabacchi o quella di cibi e bevande).

Di queste 213 edicole ancora operative, 49 sono a Bergamo, 7 a Seriate, 5 a Treviglio. In gran parte degli altri Comuni le edicole presenti sul territorio sono 2 o 3, molto più spesso una sola. E questi sono i Comuni più fortunati. In tantissimi altri, oltre un centinaio sui 244 che compongono la Provincia di Bergamo, non esiste più nemmeno una rivendita di giornali.

Questione di sopravvivenza

Una situazione allarmante se si considera che le edicole sono un presidio di democrazia e uno strumento che preserva e alimenta la pluralità dell’informazione. Le edicole chiudono perchè spesso manca un ricambio generazionale. Quello dell’edicolante è un lavoro pesantissimo che oggi in pochi si sentono di affrontare: apertura tutti i giorni, festività comprese, dall’alba (per ricevere i giornali da esporre) fino a sera. Un’attività che un tempo - ormai sempre più lontano - assicurava buone entrate e consentiva ad un’intera famiglia di vivere più che decorosamente. Ma oggi, purtroppo, non è più così. Le edicole, dunque, chiudono perchè non hanno più la convenienza economica a restare aperte.

Premesso che la crisi della carta stampata è irreversibile, l’unica soluzione possibile è fare in modo che le rivendite possano diversificare la loro attività diventando un centro di servizi per la cittadinanza. È una trasformazione che sta già avvenendo - basti pensare ai certificati anagrafici che sono sbaracati nelle rivendite - ma che deve essere sostenuta, incoraggiata e ampliata. E su questo punto il Comune di Bergamo si sta rivelando particolarmente sensibile.

Il Comune di Bergamo agevola le edicole ad ingrandire la loro struttura

Per agevolare il passaggio verso un’edicola dove la vendita di giornali resta al centro ma dove trovano posto anche altre merceologie e altri servizi, lo scorso luglio il Comune aveva approvato una delibera per consentire alle edicole di ampliare le proprie dimensioni anche attraverso “strutture diverse da quelle indicate nell’abaco allegato al piano”, sia “per dimensioni" che per "tipo" e "colore”, il tutto “previa valutazione da parte dell’’Amministrazione comunale".

Constatato, però, che, per la loro ubicazione, molte edicole non avevano la possibilità di aumentare la loro struttura, a fine novembre il Comune ha varato una nuova delibera che consente di ricollocare le edicole in aree limitrofe (purché venga rispettata una certa distanza da altre rivendite esclusive) previo parere vincolante dell’Amministrazione comunale.

Senza gli spazi adeguati, è impossibile per un'edicola (che può essere anche solo di pochi metri quadrati) poter ampliare le categorie mercologiche da esporre in vetrina. Il primo passo, dunque, è mettere le rivendite in condizioni di poter accogliere al loro interno nuovi merci e servizi attraverso cui diversificare l'offerta. Figurine e libri possono non essere più sufficienti. E' tempo di fare spazio sui banconi anche per altro. 

 

Il Corriere di Como non è più in edicola

17 Novembre 2021

La chiusura di un quotidiano porta sempre con sé un sentimento di delusione e tristezza. Il pluralismo informativo perde una voce e i lettori perdono una fonte di informazione. È una sconfitta per tutto il sistema editoriale. Ecco perché martedì 16 novembre è stato un giorno triste per l’Editoria, è stato il giorno in cui Il Corriere di Como – edito dalla società Editoriale Srl, controllata dalla Cooperativa Editoriale Lariana – ha mandato in edicola il suo ultimo numero congedandosi dai lettori.

La prima uscita risale al 19 ottobre 1997, quasi un quarto di secolo fa. Undici persone tra giornalisti e poligrafici, più i collaboratori, restano senza un lavoro e una città resta senza un giornale che fin dalla sua nascita è stato punto di riferimento e un attento osservatore di quanto stava avvenendo sul territorio, cogliendone gli aspetti più significativi.

“Purtroppo si è giunti all’attuale realtà dopo anni di sacrifici da parte dei lavoratori che hanno accettato, per il bene del giornale, riduzioni di stipendio, taglio dell’anzianità e pagamenti effettuati con estremo ritardo. Da giorni stiamo lavorando al freddo visto che non è stato pagato il fornitore”, hanno scritto in una nota i dipendenti.

Che hanno provato, ma senza successo, ad opporsi alla chiusura: “Abbiamo chiesto a più riprese al liquidatore di conoscere nel dettaglio chi facesse parte di Cooperativa Editoriale Lariana, chi negli anni passati ha investito cifre nel giornale e se qualcuno avesse pensato a progetti di rilancio. Nessuna risposta chiara ci è mai stata fornita”.

In una nota affidata all’Ansa, l’editore ha parlato di “impegno insostenibile” a causa della pandemia e del “tracollo dei ricavi pubblicitari che ne è conseguito” precisando che ad oggi “non è emerso nessun percorso capace di raggiungere tali obiettivi” di salvaguardia e continuità della testata.

Per l’Editoria in generale, e per la categoria degli edicolanti in particolare, la chiusura de Il Corriere di Como, che segue di qualche mese quella deLa Gazzetta del Mezzogiorno (che non è ancora riuscita a tornare in edicola), è l’ennesimo segnale della profonda crisi che sta vivendo il settore della carta stampata, specie quello della stampa locale, incalzato dall’avanzata del digitale da una parte e, dall’altra, dal procrastinarsi di un’adeguata riforma di rilancio.

I finanziamenti pubblici da soli sono spesso insufficienti per tenere in vita un giornale di provincia, che il più delle volte non può contare sul paracadute di un grande editore. Vendite e pubblicità, entrambe colpite ulteriormente dal diffondersi della pandemia, da sole non bastano a garantire la sostenibilità.

Lo scenario resta sempre più preoccupante, come annunciato qualche mese fa da FILE, l’associazione che raggruppa i piccoli editori. Di fronte al protrarsi dello stato di crisi della stampa locale, e della mancanza di attenzione da parte delle forze politiche e di Governo, File ha lanciato un appello per salvare quelle centinaia di testate che oggi rischiano di fare la stessa "fine ingloriosa" de Il Corriere di Como.


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