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Mattarella ringrazia le imprese del commercio per l’impegno durante la pandemia

17 Giugno 2024

Nel suo atteso e apprezzato intervento all’Assemblea di Confcommercio, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto ricordare quello che il “commercio ha fatto nei momenti più duri del la pandemia, con i negozi aperti diventati in quei giorni presidi della resilienza collettiva”. Il Capo dello Stato ha quindi rivolto al settore del commercio un commosso ringraziamento: “ grazie per quello che avete fatto allora, grazie per quello che siete ”, parole che hanno suscitato un prolungato e sentito applauso tra i presenti.

Il Commissario SNAG Giovanni Da Pozzo si unisce ai ringraziamenti del Capo dello Stato che “erano certamente diretti anche alle edicole, che proprio nei giorni più duri della pandemia si sono dimostrate “presidi della resilienza collettiva”. Gli edicolanti - aggiunge - devono essere orgogliosi del ruolo e della funzione di servizio pubblico essenziale che hanno rivestito nel periodo pandemico e che - in verità - rivestono ogni giorno ”.

A nome della Confcommercio - prosegue il Commissario SNAG - non posso che mostrare gratitudine nei vostri confronti , ed anche di tutte le altre categorie che sono rimaste operative nelle varie fasi pandemiche, ed estenderla a quelle associazioni di settore - come lo SNAG - che in quei giorni hanno lavorato alacremente e assistito la rete  di vendita in quel difficile percorso, facendo scelte coraggiose di cui oggi tutti abbiamo ancora memoria e riconoscenza. Concludendo, permettetemi di unirmi alle parole del Presidente della Repubblica: “grazie per quello che avete fatto allora, grazie per quello che siete”".

Oltre all’impegno del commercio durante la pandemia, più in generale, Mattarella ha sottolineato l’importanza del commercio quale “motore decisivo, imprescindibile, dell’economia ”. “Il commercio - ha dichiarato - è libertà di scambio. Libertà di impresa. Di scelta per i consumatori. È innovazione. Circolazione di consumi, di costumi, di idee”.

Non solo. Il commercio è anche “ palestra per l’integrazione , come testimonia la presenza, significativa, di aziende guidate da immigrati, e palestra per la legalità ”, ha osservato Mattarella riservando parole di apprezzamento per “il progetto legalità sviluppato da Confcommercio, per combattere ogni forma di criminalità, contro la contraffazione, contro l’abusivismo e per combattere l’usura”.

Parlando dei buoni risultati economici dell’Italia, che si è “collocata, per crescita economica, subito dopo Stati Uniti e Canada nel G7, davanti a Francia e Germania”, il Presidente della Repubblica ha rammentato che “ il terziario di mercato conta per quasi il 50% del valore aggiunto del nostro Paese e concorre, nella stessa misura, ai livelli occupazionali dell’Italia ”, concludendo che “il commercio è protagonista del divenire d’Italia”.

Anche in ambito europeo il commercio gioca un ruolo da protagonista. Al riguardo il Capo dello Stato ha sottolineato che “l’iniziativa assunta dal Parlamento di Strasburgo e Bruxelles di promuovere, sull’esempio di esperienze in altri settori, la designazione di una “Capitale europea del commercio e del commercio al dettaglio locali”, per sostenere i cambiamenti necessari, merita apprezzamento e va salutata con favore assieme all’avvio di una campagna, attraverso il marchio “commercio locale dell’Unione europea”, a sostegno degli operatori al dettaglio”.

Le luci della città sono spesso le luci dei negozi, delle loro insegne. Preziose anche ai fini della sicurezza”, ha evidenziato Mattarella, notando che gli esercizi commerciali di prossimità, oltre che presidi economici, sono anche agenzie sociali: luoghi di incontro, di relazione, di amicizia ”.

Esprimendo la propria preoccupazione per “la perdita di oltre centodieci mila attività negli ultimi dieci anni” Mattarella ha inoltre valutato positivamente il Progetto CiTIES avviato da Confcommercio “con l’obiettivo di definire soluzioni per il contrasto alla desertificazione e per la rigenerazione delle comunità urbane e rurali ”. “Sarebbe grave - ha aggiunto - se ci rassegnassimo a un declino senza prospettive delle piccole e medie imprese commerciali nelle città e nei borghi italiani, oltre alla rarefazione del presidio di alcuni servizi, che sono solo parzialmente surrogabili dalla strategia digitale”.

Soddisfazione di SNAG Confcommercio per l’incremento delle risorse per il Bonus edicola

31 Maggio 2024

COMUNICATO STAMPA - Con il D.P.C.M. 30 aprile 2024, sono state aumentate le risorse destinate alle misure di sostegno delle edicole (cd. Bonus edicola), utilizzando le somme residue, destinate alle edicole e non utilizzate nel 2022, complessivamente pari a euro 10.718.000.

Il Commissario SNAG Nazionale Giovanni Da Pozzo ha rilasciato il seguente commento: “Non posso che ringraziare, a nome degli edicolanti, il Governo, ed in particolare il Sottosegretario Barachini, per aver raddoppiato le somme destinate al bonus edicola 2023, tenuto conto dell’elevato numero di domande pervenute da parte della rete di vendita.

Un segnale importante che dimostra l’attenzione del Governo per le edicole e che conferma quanto queste misure di sostegno siano indispensabili per conservare una rete di vendita dedicata all’informazione diffusa sul territorio e per garantire il diritto dei cittadini di accedere all’informazione a mezzo stampa.

Allo scopo di garantire l’effettiva tutela del diritto di informare e di ricevere informazioni a mezzo stampa, diritto costituzionalmente riconosciuto dall’art. 21 della Costituzione, nonché di sostenere l’abitudine alla lettura, di promuovere la crescita culturale e di perseguire una efficace politica di contrasto alla disinformazione e alle fake news, è essenziale assicurare un livello di accesso all’informazione adeguato, riducendo le asimmetrie, fra le aree geografiche e fra le persone, attraverso una rete dedicata alla vendita della stampa quotidiana e periodica “capillare” e “diffusa” sul territorio.

In questi ultimi anni, grazie alle varie misure di sostegno delle edicole, si è arginato il trend di chiusure dei punti vendita esclusivi che, al netto delle nuove aperture, è passato dal -13,3% del 2019 ad una media del -3,9% annuo nel periodo 2020-2023 (vedi slide allegata).

Particolare apprezzamento deve essere espresso anche per la formulazione tecnica del bonus edicola elaborato dal Dipartimento, che coniuga incentivi per investimenti tecnologici, ammodernamento e servizi innovativi e contributi per le spese di gestione dei punti vendita, con una attenzione particolare alle aree interne (dove la rete di vendita è più fragile ma ancora più essenziale per garantire la diffusione della stampa).

Auspico - ha concluso Da Pozzo - che misure di tale tenore possano essere riproposte anche in previsione della prossima Legge di Bilancio”.

Crisi delle edicole: reinventarsi non basta, servono interventi di sostegno

11 Aprile 2024

RASSEGNA STAMPA - Si riporta l'intervista apparsa sul numero di aprile 2024 della rivista 50&Più, a firma di Francesca Cutolo, al Presidente SNAG Andrea Innocenti.

LA CRISI DELLE EDICOLE- REINVENTARSI NON BASTA SERVONO INTERVENTI DI SOSTEGNO

Crollo del 26% negli ultimi cinque anni. Oltre 2.000 Comuni sono senza una rivendita di giornali e altrettanto a rischio desertificazione. Le storie di chi ce l'ha fatta e di chi ha abbassato la serranda per l'ultima volta.

Tra tutte le serrande che si abbassano, forse quelle delle edicole lasciano più di altre una sensazione di desolazione. Un’edicola che chiude raramente risorge, il più delle volte è per sempre.

Dal 2018 ad oggi si registra una riduzione del 26% dei punti vendita esclusivi: nel corso degli ultimi cinque anni hanno chiuso 4.005 edicole. Oggi sono poco più di 11.000 e, di queste, quasi la metà svolge ulteriori attività rispetto alla vendita di quotidiani e periodici che resta comunque prevalente. Tra il 2021 e il 2022 le edicole hanno registrato una contrazione del 3,5%, ma nel 2023 si è arrivati ad un saldo negativo su base annua del 5,6%.

Il trend negativo si è comunque fortemente attenuato rispetto agli ultimi anni, anche grazie alle misure di sostegno al settore, come spiega Andrea Innocenti, presidente degli edicolanti Snag Confcommercio - Sindacato Autonomo Nazionale Giornalai: «Gli interventi degli ultimi anni in termini di bonus e crediti d’imposta hanno avuto un impatto estremamente positivo sulla rete di vendita delle edicole e hanno quasi arrestato il processo di desertificazione, aiutando la rete a mantenere la propria capillarità. Il problema più grande è che per il 2024 siamo al momento privi di qualsivoglia stanziamento pubblico di sostegno. Rischiamo di tornare ai tassi di chiusura ante Covid e di perdere altre 2.000 edicole. Il che vuol dire che tanti comuni, tanti quartieri e tante zone del territorio rimarranno senza stampa. Già oggi i comuni senza edicole sono oltre 2.000 e altrettanti sono a rischio desertificazione perché hanno un solo punto vendita attivo».

Consapevoli del loro ruolo culturale e sociale, le edicole stanno resistendo cercando di rimanere sul mercato «ma servono - continua Innocenti - forme di sostegno per rilanciare la rete distributiva. Bisogna poi tutelare i punti vendita contro gli abusi dei distributori locali e rivedere le condizioni economiche di vendita. Ma non basta. Va incentivata la lettura dei giornali cartacei tra i più giovani e va agevolata la trasformazione delle edicole in centri di servizi, creando le condizioni per nuove collaborazioni, sia con le amministrazioni locali che con i privati. Anche gli editori devono fare la loro parte nel dare sostegno alla rete di vendita, che continua a garantire l’80% dei loro fatturati».

È ormai risaputo che il problema di questo settore è soprattutto il riflesso della crisi delle vendite della stampa quotidiana e periodica, che a sua volta nasce da una rivoluzione in atto nell’accesso all’informazione: «I lettori - spiega ancora Innocenti - si sono progressivamente allontanati dalla carta stampata privilegiando le notizie reperite in modo gratuito e in grande quantità in rete e sui social. Si è così passati dal picco di 6 milioni di quotidiani venduti mediamente al giorno nel 2000 ai circa 1,3 milioni di quotidiani venduti nel 2023». Qual è la ricetta allora, sempre che ce ne sia una, per salvare il settore? «L’unico modo è cambiare. Chi vuole cercare di farcela - spiega il presidente dello Snag - deve trasformarsi, aprendosi ad altre attività, commercializzando più prodotti e servizi e diventando di fatto uno sportello di quartiere al servizio del cittadino. Quest’evoluzione è già in atto e moltissimi colleghi stanno rinnovando il loro modello di business.

Oggi si entra in edicola per ritirare certificati anagrafici o i pacchi di Amazon, per pagare le bollette o fare lo Spid, per consegnare un libro della biblioteca o noleggiare una bici elettrica, per chiedere informazioni turistiche».

Un esempio virtuoso di chi è riuscito a cambiare pelle, lo incontriamo nellaperiferia di Torino dove, da oltre 30 anni, Piero Aiello resiste con il suo chiosco di giornali: «Sono rimasto un amante del mio mestiere, anche se adesso non facciamo più i numeri da capogiro degli inizi. Pensi che 30 anni fa vendevo ogni giorno 250 copie de La Stampa, oggi sì e no riesco a venderne la metà. Per sopravvivere ho dovuto aprire ad altri servizi: inizialmente informatizzando l’edicola per offrire servizi di copisteria. Ora ci siamo organizzati per la consegna e ritiro pacchi e a servizi postali. Ma non ci siamo fermati qui. Grazie ad accordi con il comune di Torino possiamo distribuire i certificati elettorali ai neomaggiorenni e anche le certificazioni anagrafiche. Tutto questo è molto apprezzato dalla clientela e ha un buon ritorno. Ma l’anima che ci tiene viva la passione per questo lavoro è l’editoria».

Non sempre però il reinventarsi si rivela la strada verso la salvezza. «Nonostante la forte passione per il mio lavoro, dopo sette anni ho dovuto chiudere la mia attività», sono le parole di Marinella Portolani, con alle spalle un passato di 32 anni da edicolante con un’ottima edicola di quartiere per 26 anni e poi, per 6 anni, in centro a Forlì. «Il mio ultimo chiosco di giornali e souvenir non ce l’ha fatta. Negli ultimi 6 anni di edicola, nonostante mi fossi convertita alla vendita anche di souvenir, ceramica, prodotti locali e mi impegnassi come infopoint e altri progetti e servizi in collaborazione con l’amministrazione, non riuscivo a pagare neppure i bollettini per i contributi che ho saldato grazie al credito di imposta. Non mi ha aiutato nemmeno la location che, pur centrale, ha pagato la vicinanza di altre attività concorrenziali riguardo all’offerta di servizi, tipo tabaccherie. Ho chiuso appena ho potuto perché l’attività, penalizzata anche dal periodo Covid, non era assolutamente più redditizia. Così come nella mia città Forlì, solo all’interno delle mura, hanno chiuso nove edicole».

Le edicole si sostengono anche avvicinando i giovani alla lettura dei giornali

11 Ottobre 2023

RASSEGNA STAMPA - I bonus e gli sgravi fiscali a sostegno delle edicole sono fondamentali per sostenere la rete di vendita della carta stampata, che rappresenta un importante presidio per la collettività oltre che strumento di garanzia per la diffusione di un’informazione pluralista su tutto il territorio. Altrettanto importante, tuttavia, è assicurare un ricambio generazionale di lettori stimolando, avvicinando, soprattutto i più giovani, alla lettura dei giornali, abituandoli ad andare in edicola dove possono trovare una proposta di pubblicazioni molto ampia in grado di soddisfare ogni loro interesse. Sono questi alcuni dei temi trattati dal Presidente di SNAG-Confcommercio, Andrea Innocenti, che lunedì 9 ottobre 2023 ha incontrato alcuni edicolanti di Grosseto e provincia, a cui ha illustrato il recente bonus edicole 2023 (nella foto il Presidente Innocenti con Gabriella Orlando, direttore Confcommercio Grosseto).

Riportiamo integralmente l’articolo a firma di Nicole Terribile apparso su Il Tirreno del 10 ottobre e disponibile anche sul sito al seguente link, dove sono riportate anche le preoccupazioni e le proposte di alcuni edicolanti della zona.


GROSSETO Spesso, sono il faro che illumina la notte. Mentre i più mattinieri si preparano per andare a lavorare, gli edicolanti sono già lì, nel loro chiosco, intenti a sistemare giornali “caldi” appena stampati. Ma negli ultimi anni, purtroppo, di edicole aperte se ne vedono sempre meno. Molte chiudono perché i guadagni non bastano per arrivare a fine mese. Per parlare dei problemi che affliggono la categoria, ma anche per cercare di trovare risposte, tutti insieme, ieri pomeriggio alcuni edicolanti della provincia hanno incontrato il presidente nazionale di Snag-Confcommercio, il sindacato nazionale autonomo giornalai, Andrea Innocenti, il quale ha illustrato agli edicolanti il nuovo bonus al quale potranno accedere le edicole esclusive (quindi che si occupano solo della vendita di giornali, riviste e così via non quelle che, a esempio, fanno anche da bar).

Il bonus

«Oggi, con il 18,62 per cento di aggio non si può creare un guadagno che ti permette di mantenere una famiglia: tra l’altro, lavorando 13 ore al giorno, anche il sabato e la domenica». Durante la pandemia, quando le edicole erano uno dei pochissimi presidi sul territorio rimasti aperti, Innocenti ha iniziato a lavorare con le istituzioni per ottenere dei bonus che permettessero loro di andare avanti, nonostante le difficoltà. «Il 2023 non era coperto dal credito d’imposta né da altri bonus – continua il presidente di Snag – Ma ad agosto siamo riusciti ad averlo». Si tratta di un fondo di 10 milioni di euro che il Governo, attraverso il dipartimento dell’editoria e dell’informazione, ha destinato al fondo straordinario per l’editoria al sostegno della rete di vendita delle edicole. Gli edicolanti (ma, appunto, solo quelli che hanno punti vendita esclusivi) potranno ricevere un contributo forfettario di 2mila euro per progetti di consegna a domicilio di giornali e riviste, progetti di aperture domenicali, di consegna di riviste e giornali alle attività commerciali limitrofe. Contributo che può salire fino a 3mila euro per le edicole che si trovano nei Comuni delle aree interne.

«Le edicole sono tutte in sofferenza – continua Innocenti – Ma nei piccoli centri l’edicola è un presidio. E se chiude, i cittadini si trovano privi di qualsiasi informazione. E se chiude l’edicola, in uno di questi piccoli centri, significa che prima ha chiuso lo sportello bancario, quello postale e dell’Asl, perciò sono lasciati soli».

Ai contributi forfettari si aggiunge anche un contributo che potrà andare a coprire il 50 per cento delle spese sostenute per Imu, Tasi, Tari, Cosap e Tosap. Manca però il decreto attuativo. Il bonus, secondo il presidente, potrebbe diventare effettivo tra novembre e gennaio. «La categoria deve tornare ad avere il suo ruolo. Non fosse altro per il suo ruolo di presidio territoriale e capillare che porta avanti. Bisogna combattere per le edicole», dice la direttrice di Confcommercio Grosseto, Gabriella Orlando. L’obiettivo dell’associazione di categoria è realizzare un documento condiviso da presentare alle istituzioni nel quale racchiudere tutte le richieste degli edicolanti.

All’incontro prende parte anche il referente di Confcommercio nazionale, Riccardo De Vito Franceschi. Secondo Innocenti, per cercare di far tornare le persone in edicola – e aumentare le vendite – è fondamentale riaccendere la passione per la lettura, partendo dai bambini e dai ragazzini, organizzando incontri o iniziative per cercare di avvicinarli al mondo della lettura e dell’informazione.

«Abbassiamo i prezzi»

«I problemi sono gli stessi un po’ ovunque. La nostra è una catena molto delicata. Noi siamo gli ultimi, per questo siamo i più svantaggiati», dice Cesare Guazzi dell’edicola di via Fattori. L’edicolante racconta che negli ultimi tempi vende più che altro giornali e riviste, ma sempre meno gadget. «Siamo fuori mercato – continua –. Ci mandano dvd con prezzi alle stelle, macchine da costruire con uscite settimanali che alla fine ti vengono a costare quasi 1.000 euro. Prima, i libri in edicola costavano meno che in libreria. Per poter andare avanti dovrebbero riabbassare i prezzi». Per lui, però, l’edicola rappresenta ancora un punto di aggregazione ottimale: «Alle persone piace molto venire da noi e scambiare quattro chiacchiere».

«Purtroppo – dice Michelangelo Dominici che ha il chiosco in viale Einaudi – i soldi sono sempre meno, e la gente da qualche parte deve tagliare». In generale, le vendite per lui sono calate di un 40 per cento negli ultimi anni, anche se il lavoro non manca. Tant’è che fa orario continuato: «Dalla mattina alle sei fino alle 20 la sera. La gente viene anche durante la pausa pranzo e il pomeriggio». Per far fronte al cambio di clientela è diventato quindi necessario adattare gli orari di apertura. Anche perché Dominici ha molti piccoli clienti: «Vengono molti bambini a comprare i giochini». Anche secondo lui, però, sarebbe necessario incentivare la lettura: «Il Comune o lo Stato dovrebbero comprare quotidiani o riviste da distribuire nelle scuole per farle leggere ai giovani durante l’orario scolastico, così da far capire loro l’importanza dell’informazione e aiutarli a imparare le cose».

Ipotesi e soluzioni

Spese troppo alte e guadagni ridotti al minimo sono i grandi grattacapi per gli edicolanti Fabio Linucci e Luciana Nicodemo. «Le collezioni e le collane vanno ancora», racconta Nicodemo. Anche se i clienti non acquistano tutte le uscite. Secondo loro, infatti, le collane sono troppo costose e ci sono troppe uscite per completare il set. «Purtroppo i bambini e i ragazzi non vengono più – raccontano – I fumetti non li vendiamo a loro: sono i nonni che glieli comprano». Per loro c’è solo un modo per “salvare” gli edicolanti: «Dovremmo avere un fisso mensile».

«Luce accesa da oltre 70 anni»

Tra i partecipanti all’incontro anche la “figlia d’arte” Cristina De Dominicis. Suo padre Alvaro aprì l’edicola a Porto Ercole, nel comune di Monte Argentario, 72 anni fa. Da più di 20 anni la gestisce col marito. «Con la fine dell’estate il paese va in letargo. Ci rimangono pochi clienti – racconta –. Durante l’estate, invece, capita che mi manchino copie dei quotidiani, che vanno ancora tanto. Servirebbe maggiore collaborazione tra tutta la filiera». Secondo lei, l’edicola è un presidio fondamentale in una realtà come Porto Ercole: «Facciamo da ufficio turistico, cambiamo i soldi per il parcheggio, facciamo addirittura da pronto soccorso, perché in estate capita che le persone svengano per il caldo e noi le aiutiamo. L’altro giorno a una signora si è fermata la macchina e gliel’abbiamo fatta ripartire. In inverno vedi sempre la nostra luce. Ci siamo per qualsiasi cosa».

Innocenti: soddisfazione per il Bonus edicole 2023 e per le novità che introduce

22 Settembre 2023

COMUNICATO STAMPA - In merito alla ripartizione del Fondo Straordinario per l’Editoria relativo al 2023 e alla decisione di destinare alla rete di vendita delle edicole un ammontare pari a 10 milioni di euro attraverso l’assegnazione di un nuovo Bonus edicole, il Presidente SNAG Andrea Innocenti dichiara:

Devo esprimere grande soddisfazione per la destinazione di una quota del Fondo Straordinario per l’Editoria alla rete di vendita delle edicole. Ringrazio il Governo, ed in particolare il Sottosegretario Barachini e tutto il Dipartimento - con i quali abbiamo avuto un confronto estremamente costruttivo e positivo - per lo sforzo compiuto nel cercare di sostenere la rete di vendita delle edicole. Esprimo soddisfazione anche per la formulazione tecnica del bonus, che viene ripartito tra una quota forfettaria di incentivo per nuove attività di consegna e una quota strutturata sulle spese gestionali e di ammodernamento dei punti vendita. Mi sembra una soluzione che coniuga incentivo allo sviluppo e sostegno all’attività, con un’attenzione particolare alle edicole delle aree interne del Paese”.

Innocenti precisa inoltre che “Il sostegno pubblico è essenziale per arginare il trend di chiusure di edicole e per promuoverne il rilancio, la modernizzazione e l’efficienza diffusionale della stampa. La strada è giusta e con il Fondo Straordinario abbiamo l’occasione di porre un “altro tassello” per salvare la rete di vendita della stampa”.

Devo tuttavia esprimere preoccupazione per il 2024 - osserva il Presidente di SNAG - poiché al momento non è previsto alcun sostegno per la rete delle edicole. Mi auguro che il Governo confermi anche in Legge di Bilancio l’attenzione e la sensibilità verso la rete di vendita delle edicole considerata la rilevanza di questa rete che è una “rete strategica” per garantire una diffusione capillare della stampa su tutto il territorio, in favore di tutte le fasce della popolazione, incluse quelle prive di competenze digitali”.

Innocenti ricorda infine che “Grazie a misure come la conferma del Fondo Straordinario e del bonus per le edicole e del tax credit per gli edicolanti, il saldo negativo di chiusure di punti vendita (al netto delle nuove aperture) è sceso al 3,5% quando nel 2019 era superiore al 13%. Attendiamo i risultati del 2023, ma è chiaro che le forme di sostegno pubblico hanno funzionato e non c’è ragione per non confermarle anche per 2024”.

Precisazioni SNAG sul progetto di destinazione di risorse del Fondo straordinario

22 Giugno 2023

COMUNICATO STAMPA - SNAG precisa di valutare, condividere e sostenere il cosiddetto “progetto delivery” presentato alle OO.SS. dal Sinagi e di essere pronto a firmarlo al fine di consentire alla categoria degli edicolanti di intercettare la quota di risorse del Fondo Straordinario per l'Editoria 2023 destinate alla rete di vendita e pari a 15 milioni di euro.

Se tale proposta di destinazione delle risorse non è ancora stata firmata dalle Organizzazioni Sindacali, lo si deve unicamente ad una diatriba sorta tra Sinagi e Fenagi in merito alla platea degli aventi diritto al Bonus edicole 2023. Il Fenagi avrebbe infatti voluto concedere anche alle edicole non esclusive la possibilità di accedere al Bonus, una proposta non condivisa invece dal Sinagi che considera prioritario il sostegno alle edicole esclusive.

Pur di non perdere l’occasione di portare altri soldi alla categoria dei giornalai in una fase di mercato sempre più difficile, SNAG sarebbe stato favorevole ad entrambe le soluzioni, sentendosi tuttavia più vicino alla posizione del Fenagi.

Il nostro Sindacato non ha dunque posto alcuna resistenza e non ha creato alcun ostacolo all’approvazione del documento. Al contrario, quanto fatto da SNAG nelle ultime settimane è stato un tentativo di mediazione e di riavvicinamento delle posizioni di Sinagi e Fenagi nell’interesse della categoria, in modo che le sigle sindacali potessero presentarsi unite alla firma del documento, considerando che, come espressamente richiesto dal Governo, “il progetto” deve essere firmato da almeno due tra le maggiori sigle sindacali degli edicolanti.

Un intervento di mediazione da parte di SNAG che il Presidente del Sinagi, a quanto si apprende da un suo recente intervento sui social, non avrebbe particolarmente gradito ma che nella nuova versione del documento di destinazione delle risorse ha portato all’estensione del Bonus a quelle edicole, anche se non esclusive, che risiedono nei piccoli centri dove rappresentano l’unica rivendita, oltre naturalmente alle persone fisiche e alle società di persone che gestiscono punti vendita esclusivi.

La richiesta del Fenagi, mediata da SNAG, sarebbe tuttavia stata quella di estendere il Bonus anche a tutti quei punti vendita che hanno un fatturato da prodotti editoriali pari al 30%, proposta non recepita dal Sinagi.

Si precisa infine che la proposta di destinazione delle risorse presentata lo scorso 13 giugno dal Sinagi – e da quest’ultimo ribattezzata “progetto delivery” – è sostanzialmente quella già condivisa dalle OO.SS. e sottoposta alla FIEG lo scorso aprile: un documento che la Presidenza SNAG aveva discusso e approvato a maggioranza in una riunione lo scorso 17 aprile e che SNAG aveva contribuito a riscrivere in varie parti dopo un incontro a Roma con il Sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini.

Pertanto, SNAG è sempre stato favorevole a firmare il documento in questione e si respinge al mittente ogni illazione circa una sua presunta contrarietà.

SNAG in soccorso delle edicole alluvionate di Forlì

16 Giugno 2023

COMUNICATO STAMPA - Nella giornata odierna il Presidente di SNAG, Andrea Innocenti, ha trasferito i fondi promessi alle edicole di Forlì gravemente colpite dall’alluvione in Romagna dello scorso maggio.

“SNAG non poteva rimanere indifferente di fronte a colleghi che hanno perso merce, arredi e strumenti di lavoro sotto il fango. La decisione – afferma Innocenti – di sospendere l’uscita di giugno della nostra rivista Azienda Edicola News e devolvere il corrispondente costo di stampa e distribuzione ai colleghi danneggiati è stato un atto di solidarietà doveroso verso chi, oltre alla crisi dell’editoria, ha dovuto subire un danno economico, ma anche emotivo, così rilevante”.

A “ritirare” simbolicamente i fondi per conto degli edicolanti di Forlì danneggiati dall’alluvione è stata Marinella Portolani, Presidente SNAG Forlì, in un incontro avvenuto presso la sede milanese dello SNAG Nazionale.

“Dobbiamo ringraziare il nostro Presidente Andrea Innocenti – afferma Portolani – per questa azione di solidarietà e di generosità. Durante i giorni più duri dell’alluvione è sempre rimasto in contatto per conoscere la situazione delle edicole della zona facendoci sentire la sua vicinanza. É in frangenti come questi che si manifesta la grande famiglia del Sindacato. É la conferma che quando un Associato si trova in difficoltà, SNAG c’è”.

I ringraziamenti degli edicolanti

Parole di ringraziamento per l’iniziativa dello SNAG sono arrivate dagli edicolanti destinatari dei fondi.

“Colgo l’occasione – dichiara Marika Sampaoli, titolare dell’edicola in via Gorizia n. 240 nel quartiere San Benedetto – per ringraziare il Presidente Innocenti per l'interessamento e la rara sensibilità dimostrata, oltre che per l’ulteriore sostegno pratico e morale per i danni subìti, e ringrazio per l’assistenza sindacale ed umana la Presidente di SNAG Forlì, sig.ra Marinella Portolani”.

“Ho apprezzato – afferma Fabio Bonavita, titolare dell’edicola in Via Sapinia n. 11 nel quartiere Romiti – la vicinanza e la solidarietà del Sindacato, che in questo momento è stata per noi fondamentale. Anche questa ulteriore iniziativa, in verità inaspettata, ha dimostrato l’impegno e la disponibilità dello SNAG nei confronti della nostra categoria”.

Silvia Graziani, dell’edicola in via Pelacano n. 25, nel centro di Forlì, ringrazia il Presidente Innocenti e la sig.ra Portolani per “aver compreso quanto quelle giornate di alluvione abbiano devastato le nostre attività e le nostre certezze” e per aver “continuato ad appoggiarci con questo ulteriore sostegno, del quale possiamo solo essere immensamente grati”.

Tra i beneficiari dei fondi anche l’edicolante Luca Penni di Rocca San Casciano e Davide Albonetti in località Tredozio, entrambi in provincia di Forlì, che sono stati costretti a tenere chiuse le loro edicole per 8 giorni.

Da SNAG fondi alle edicole alluvionate

31 Maggio 2023

COMUNICATO STAMPA - Il Presidente dello SNAG, Andrea Innocenti, ha deciso di sospendere la pubblicazione del n. 5 di Azienda Edicola News, la rivista semestrale a cura del nostro Sindacato che viene distribuita gratuitamente agli Associati.

In segno di solidarietà con i colleghi delle aree alluvionate, il Presidente Innocenti ha infatti deciso di devolvere il corrispondente importo dei costi di stampa e distribuzione della rivista alle edicole dell’Emilia-Romagna che hanno segnalato gravi danni a seguito delle inondazioni che hanno devastato la Regione.

Aggiornamenti e notizie riguardanti lo SNAG, la categoria e in generale il settore dell’editoria saranno come sempre disponibili sul sito SNAG e attraverso l’invio delle Circolari.

Servono sostegni strutturali per salvare le edicole

10 Maggio 2023

RASSEGNA STAMPA - “Se non vogliamo che le edicole diventino tutte simili a cabine telefoniche abbandonate” è necessario che le misure di sostegno proposte negli ultimi anni siano “mantenute e incrementate”, meglio ancora se si andasse verso un “sostegno permanente” che garantisca la sopravvivenza e il rilancio della rete di vendita della carta stampata. È quanto afferma in un’intervista su Economy Andrea Innocenti, Presidente di SNAG, il sindacato dei giornalai aderente a Confcommercio.

I giornalia sono un presidio di civiltà e di cultura che va difeso e "siccome - incalza Innocenti - la vendita dei giornali cartacei è necessaria per la liberta di stampa che fa parte dell’art. 21 della Costituzione, così come viene dato ad alcuni editori un sostegno permanente, anche noi vorremmo arrivare ad un credito d’importa strutturale” in grado di arginare l’emorragia in atto.

Le edicole in Italia erano 15.243 nel 2018 e nel 2022 si sono ridotte a 11.904 ma sarebbero state molte meno se dal 2019 in poi non fossero state erogate forme di sostegno diretto alla rete di vendita. Tali misure hanno contribuito in maniera sostanziale a frenare il trend di chiusure ma non ad arrestarlo. Senza sostegni, precisa il Presidente di SNAG, “nel giro di pochi anni si va a far sparire centinaia di edicole, ognuna delle quali occupa in media due persone”.

Il pericolo di desertificazione è concreto. Il 25% dei comuni italiani già oggi non ha un’edicola mentre il 30%, pari a circa 2.500 comuni, ne ha solo una e questo porta ad una generale mancanza di servizi per i cittadini. Per esempio, evidenzia Innocenti, “tanti comuni dell’Appennino sono completamente sguarniti. Manca il servizio postale, quello bancario, le Asl: è un bel dire che si vuole ripopolare i borghi, ma se non si portano i servizi, i giovani scappano”.

Certo è che la categoria ha bisogno di rinnovarsi: “dobbiamo ristrutturare i manufatti, investire in tecnologia, rendere le edicole più moderne per farne punti di aggregazione per i cittadini”, sottolinea il Presidente di SNAG. Non solo: oltre ai giornali le edicole “devono vendere anche altri prodotti e in particolare dare servizi inclusi certificati anagrafici e catastali. Stiamo lavorando - anticipa Innocenti - anche con alcune Asl per attivare le prenotazioni delle visite mediche in alcune città, in via sperimentale”.

L’obiettivo è incrementare le entrate delle edicole, che di soli giornali non riescono più a vivere. Dalla vendita di un giornale l’edicolante guadagna “il 18,62% lordo, che al netto diventa l’11-12%. Senza sostegni diventa molto dura. Anche perché - aggiunge Innocenti - bisogna considerare che l’andamento dell’economia è quello che è, prima di spendere 1,70 euro per un giornale, tanti magari preferiscono prendere il pane, per poi sbirciarlo gratis al supermercato”.

Tra le priorità dello SNAG c'è anche quella di portare i ragazzi in edicola e avvicinarli alla lettura dei giornali cartacei. “Diamo un sostegno anche di tipo economico a questa attività - esorta Innocenti - per cercare di riportare i giovani a informarsi su carta e meno su smartphone e tablet. Anche perchè l'attenzione dei ragazzi è scesa molto: in un'ora il ragazzo ha un'attenzione pari a 15-16 minuti, una cosa molto grave" conclude il Presidente di SNAG.

Il Presidente SNAG incontra Papa Francesco

20 Gennaio 2023

COMUNICATO STAMPA - Giornata indimenticabile e ricca di emozioni quella di mercoledì 18 gennaio per il nostro Sindacato. Una ristretta delegazione si è recata in Vaticano per partecipare all’Udienza di Papa Francesco, al termine della quale il Presidente di SNAG Confcommercio, Andrea Innocenti, ha incontrato il Santo Padre e gli ha consegnato personalmente la Preghiera del Giornalaio, incisa a mano da un artigiano fiorentino su un’antica pergamena.

La Preghiera, che invoca la Madonna dell’Aiuto come protettrice di tutti gli edicolanti e delle loro famiglie, è stata composta da Monsignor Silvano Provasi, attuale Arciprete del Duomo di Monza, ed è stata fortemente voluta da Peppino Tagliabue, deceduto a novembre 2020, dirigente e tesoriere dello SNAG di lungo corso, persona molto attiva oltre che nel nostro Sindacato anche in diverse associazioni di volontariato di Busto Arsizio.

“Incontrare il Papa – afferma Innocenti – è stata un’enorme emozione. Accompagnato da mio nipote Ludo e da Lauretta, la nipotina di Peppino, ho avuto la possibilità di consegnare al Santo Padre, a nome di tutto il Sindacato, il quadro raffigurante la Preghiera del Giornalaio, sottoponendo all’attenzione di Sua Santità le difficoltà che stanno attraversando gli edicolanti a causa della crisi della carta stampata”.

“È stato ancor più emozionante – aggiunge Innocenti – perché con questo gesto ho tenuto fede alla promessa fatta anni fa all’amico Peppino contribuendo a realizzare il suo più grande sogno: portare una delegazione dello SNAG dal Santo Padre e consegnare nelle mani del Papa la Preghiera del Giornalaio”. Peppino non ha potuto farlo di persona, ma il suo desiderio è stato esaudito alla presenza, in Vaticano, dei suoi figli e in particolare Alessandro con la moglie Maria Rosa Naso, Presidente dello SNAG di Busto Arsizio.

Durante l’Udienza il Papa ha esortato ad agire con “un cuore pastorale” come quello di Gesù che è stato “un Buon Pastore” accogliendo tutti senza mai lasciare indietro nessuno: un principio di collaborazione e di tutela, specie nei confronti di coloro che sono in difficoltà, a cui SNAG si ispira da sempre, con costanza e spirito di servizio, ben consapevole del ruolo che svolge nei confronti della categoria che rappresenta.

Una categoria di “umili servitori di notizie” come la Preghiera definisce i giornalai, ma con una missione ben precisa: “Sia il nostro lavoro umile e significativa azione per l’affermarsi di una informazione più vera, più libera e capace di leggere e di comunicare quegli avvenimenti che sono segni reali della nostra storia e della storia della salvezza”, sottolineando così quella funzione fondamentale delle edicole, e quindi degli edicolanti, come centri di diffusione della corretta informazione e, come tali, aggiungiamo noi, soggetti da proteggere e da sostenere.

La scelta della Madonna dell’Aiuto come protettrice degli edicolanti non è casuale. La famiglia Crespi, tra i fondatori del maggiore quotidiano d’Italia, Il Corriere della Sera, ha creato dal nulla il villaggio industriale “Crespi d’Adda”, diventato dal 1995 patrimonio Unesco in quanto “il più completo e meglio conservato” tra i villaggi operai del Sud Europa. Nella città-fabbrica del bergamasco è stata riprodotta la Chiesa di S. Maria di Busto Arsizio con l’effige della Madonna dell’Aiuto, scelta e proposta come patrona degli edicolanti e della loro famiglia nella Preghiera del Giornalaio.

(Credit foto: Vatican Media - Produzione Fotografica)


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