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Un Fondo per l'Editoria a disposizione di tutta la filiera

22 Dicembre 2021

Il Governo accelera sul rilancio del settore editoriale. Un settore che va considerato come un “bene primario”, un “interesse nazionale” e quindi, in quanto tale, “deve essere difeso, tutelato, sostenuto e aiutato a crescere” come ha spiegato ieri il Sottosegretario per l’Editoria Giuseppe Moles in occasione della presentazione dello studio Il sostegno all’editoria nei principali Paesi d’Europa,realizzato a cura del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria (clicca qui per scaricare il documento in PDF).

L'Editoria è un bene primario e va aiutata a crescere

“Solo una corretta informazione fatta da persone che non solo si assumono la responsabilità di un prodotto, ma anche che sono dotati di una professionalità superiore, può essere un bene primario di una democrazia liberale”, ha aggiunto Moles, ricordando che “nella manovra, oltre agli strumenti classici, c’è anche un Fondo straordinario per l’Editoria: questo sta a significare la volontà del Governo di tornare a investire” in questo settore.

Non solo parole, quindi, ma fatti. Anzi, in questo caso, fondi. La legge di Bilancio 2022 ha disposto infatti la creazione di un nuovo Fondo straordinario per il sostegno all'Editoria mettendo a disposizione un budget di 90 milioni per il prossimo anno e di 140 milioni per il 2023.

Troppi? Non sembrerebbe proprio considerando lo studio comparativo sul sostegno all’Editoria nei paesi europei illustrato ieri. Prendendo come parametro il rapporto tra popolazione e risorse dirette investite dallo Stato, si scopre infatti che l’Italia occupa la penultima posizione con sostegni pari a 1,49 euro a persona, contro i 9,59 euro della Danimarca che spicca in vetta alla classifica europea. Il nostro Paese risale però al terzultimo posto, con 3,89 euro a persona, considerando anche gli aiuti legati alla pendemia. 

Fondo straordinario a disposizione dell'intera filiera 

A questo riguardo, in una recente intervista audio all’agenzia Italpress, Moles ha precisato che “la crisi nel settore dell’informazione non nasce con il Covid, ma con la pandemia è stata accentuata” e per questo motivo il Governo “è intervenuto inizialmente con alcuni provvedimenti di sostegno, che si possono definire spot, per cercare di sostenere il più possibile, dovunque possibile e per quanto possibile, tutta l’intera filiera”.

Si è trattato di un pacchetto “di provvedimenti inizialmente inseriti nel Decreto sostegno 2, pari all’incirca a 130 milioni, che hanno ristorato l’intera filiera, ma rischiavano di restare provvedimenti spot”, ha ricordato Moles. Per questo motivo, ha aggiunto, è stato creato in manovra il “Fondo straordinario per l’Editoria, che in totale per due anni ammonta a 230 milioni”, e che, come ha ulteriormente precisato il sottosegretario per l’Editoria, “sarà a disposizione di tutta l’intera filiera editoriale, per l’occupazione, per nuove professionalità, per software e per hardware e per tutto ciò che è necessario”. Il Fondo, ha aggiunto il Sottosegretario, sarà messo a disposizione attraverso "stanziamenti con decreto del Dipartimento dell'Editoria che potrà variare, in base alle esigenze del sistema, di anno in anno, una serie di risorse consistenti".

Da queste ultime dichiarazioni del sottosegretario Moles pare dunque di capire che anche le edicole - ultimo anello della filiera editoriale, luogo fisico per eccellenza dove trova realizzazione l’incontro tra domanda e offerta di carta stampata - possano avere accesso alle risorse del Fondo straordinario per l'Editoria per il biennio 2022-2023, come peraltro espressamente richiesto dallo SNAG e dalle altre Associazione di categoria.

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