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FIEG si appella al Governo mentre continua anche a marzo il calo delle vendite di quotidiani

11 Maggio 2022

“Definire con la massima sollecitudine possibile le misure per l’utilizzo delle risorse già stanziate e disponibili del Fondo straordinario per l’editoria del 2022 che dovevano essere individuate entro la fine dello scorso mese di marzo”. Nel giorno della pubblicazione dei dati ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) sulla diffusione dei quotidiani in marzo, che mostrano un’ulteriore flessione, gli editori della FIEG sollecitano il Governo a intervenire a sostegno del settore dell’editoria.

La crisi si aggrava, urgente intervenire

“Gli editori - si legge in una nota della FIEG - sottolineano l’ulteriore aggravarsi della crisi dell’editoria giornalistica anche a seguito dei rilevanti incrementi dei costi di produzione (carta ed energia) e, esprimendo soddisfazione per la pubblicazione della lista per l’accesso al beneficio del credito d’imposta per la carta acquistata nel 2019 e nel 2020, auspicano che in tempi rapidi si proceda alla presentazione delle domande per il credito della carta acquistata nel 2021 e per il credito sulle spese di distribuzione sostenute nel 2020 che, previsto dal decreto-legge sostegni bis del giugno 2021, a distanza di dodici mesi è tuttora in attesa di attuazione”.

Rimonta Il Corriere, ancora più giù Repubblica

Intanto i dati ADS fotografano un altro mese di vendite in contrazione per i quotidiani cartacei in edicola, con poche eccezioni. Nemmeno la guerra in Ucraina, iniziata il 24 febbraio scorso, è riuscita a smuovere la domanda di informazione cartacea, anche se una manciata di testate ha registrato un incremento di vendite rispetto al mese precedente, come accaduto per Il Corriere della Sera, il Manifesto, Italia Oggi e Avvenire considerando i quotidiani a diffusione nazionale.

Come si diceva, tra le testate in controtendenza, continua a risalire la china Il Corriere della Sera con 153.090 copie vendute a marzo, circa 500 in più rispetto al mese precedente. Resta però negativo il bilancio rispetto a un anno prima: -2,6% se confrontato con le 157.271 copie del marzo 2021.

Nessun recupero, invece, per la Repubblica che continua a perdere copie anche a marzo, scese a 87.645. Per la prima volta le vendite del quotidiano che un contempo contendeva al Corriere della Sera il primato di quotidiano più letto dagli italiani sono scese sotto le 90.000 copie con un calo del 6,76% rispetto a febbraio e di quasi il 22% rispetto alle 112.207 copie vendute a marzo 2021.

Avvenire in controtendenza

Restando tra i quotidiani del gruppo GEDI, tiene meglio La Stampa. A marzo le copie vendute in edicola sono state 69.370, il 2,9% in meno rispetto al mese precedente e il 2,58% rispetto a un anno fa. Il Messaggero si ferma invece a 46.237 copie, quasi il 6% in meno rispetto a febbraio e quasi il 10% in meno rispetto a un anno fa. Si muove in controtendenza Avvenire, con un aumento del 2,4% delle copie rispetto a febbraio scorso e un valore invariato alle 5.562 copie rispetto a un anno fa.

Flessioni contenute, rispetto al mese precedente, anche per i tre quotidiani del gruppo QN: -1,2% Il Resto del Carlino con 62.656 copie, -2,46% La Nazione con 41.386 copie, -1,9% Il Giorno con 18.894 copie. Su base annua, invece, le flessioni percentuali salgono a doppia cifra: -10,9% Il Resto del Carlino, -12,82% la Nazione, -11,33% Il Giorno.

Economici e sportivi: le performance migliori

Tra i quotidiani economici, da segnalare il rimbalzo di vendite per Italia Oggi che, rispetto al mese precedente, vede un aumento di quasi il 60% passando da 3.431 a 5.457 copie vendute in edicola mentre nel raffronto con marzo 2021 il bilancio resta negativo con un segno meno del 25%. Vendite quasi stabili per Il Sole 24 Ore rispetto al mese precedente, mentre su base annua la flessione si attesta sul 28%.

Passando agli sportivi, si segnala un incremento marginale rispetto a febbraio per La Gazzetta dello Sport, che a marzo si conferma attorno alle 83.250 copie, in aumento anche rispetto a un anno fa ( 36%) quando le copie erano 59.570. Fa un passo indietro, invece, Il Corriere dello Sport, che rispetto a febbraio cede il 6,68% pur mantenendo un bilancio attivo rispetto a un anno prima (2,58%). Duemila copie in meno per Tuttosport, sia rispetto a febbraio scorso che a marzo 2021.

Scricchiolii per La Verità

La novità più sorprendente è la flessione di copie per La Verità. A marzo il giornale fondato e diretto da Maurizio Belpietro registra vendite in edicola per 28.111 copie, quasi il 6% in meno rispetto al mese precedente. Una flessione che interrompe una lunga serie di incrementi mensili e che comunque lascia ampiamente positivo il bilancio rispetto a marzo 2021: +15% di copie cartacee vendute.

Arretrano Il Giornale e Libero fanno un passo indietro su base mensile, con una flessione di circa 2,5% rispettivamente a 30.556 e a 18.770. Rispetto a un anno fa la flessione diventa molto più marcata: -18% per Il Giornale e -12% per Libero. Tiene bene, invece, Il Manifesto, che guadagna circa 170 copie in più rispetto a febbraio arrivando a 7.272 copie vendute in edicola, valore leggermente superiore anche a quelle del marzo 2021.

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