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Libri: crescono le vendite in libreria, calano quelle online

21 Luglio 2022

Calano le vendite di libri (romanzi e saggi) nei primi sei mesi dell’anno, come era d’altro canto prevedibile dopo i numeri record del 2021, un anno difficilmente eguagliabile. Quello che invece non era del tutto previsto è che gli italiani hanno nettamente preferito fare acquisti nelle librerie fisiche invece che in quelle online, con queste ultime che hanno registrato una netta flessione di ordini.

Sei mesi in frenata: 3,6% di copie in meno

Secondo le nuove stime dell’AIE, l’Associazione Italiana Editori, su rilevazioni Nielsen BookScan, tra gennaio e giugno sono stati venduti 46 milioni di libri, il 3,6% in meno (pari a 1,7 milioni di copie) rispetto all’analogo periodo del 2021, che era però stato un anno eccezionale per l’editoria libraria. La pandemia ha contribuito infatti ad avvicinare gli italiani alla lettura dei libri, con ricadute molto positive sul settore. Infatti, rispetto all’analogo periodo 2019, anno pre-pandemia, anche le vendite dei primi sei mesi del 2022 continuano a mostrare un trend al rialzo, con un incremento del 14,5%.

Stessa fotografia per quanto riguarda il valore del venduto: nei primi sei mesi dell’anno la flessione è stata del 4,2% rispetto all'analogo periodo 2021 per un valore complessivo di 670 milioni di euro. Rispetto al 2019, però, il valore del venduto segna un aumento del 14,7%.

Negli ultimi tre anni il settore un visto forti oscillazioni (foto a lato) ma rispetto al 2019 il valore del venduto evidenzia un aumento dell'86%.

Da notare, inoltre, che nonostante il forte rialzo del prezzo della carta e dell’energia, gli editori sono riusciti a non ritoccare i prezzi al pubblico: il prezzo medio del venduto nei primi sei mesi dell’anno è stato pari a 14,66 euro, in calo dello 0,6% rispetto al 2021 e dell’1,1% rispetto al 2019.

Calano le vendite nelle librerie online

Nel commentare i dati dei primi sei mesi dell'anno, il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi, ha sottolineato che il calo di copie e in valore del venduto è da imputare "alla flessione delle vendite nei canali online, solo in parte controbilanciato dal recupero delle librerie fisiche. La congiuntura - ha aggiunto - è difficile ma gli editori, nonostante l’inflazione che cresce e l’emergenza carta che continua, non hanno ritoccato i prezzi”.

Per quanto riguarda la distribuzione, le librerie online hanno venduto nei primi sei mesi libri per 284,8 milioni a prezzo di copertina evidenziando una flessione di 43 milioni rispetto all’anno precedente. Ne hanno approfittato le librerie fisiche, le cui vendite sono cresciute a 353,8 milioni di euro, 21 milioni in più rispetto a un anno prima. La grande distribuzione è scesa a 31,5 milioni, perdendo oltre 6 milioni di euro.

Di conseguenza, le librerie online hanno ridimensinato dal 47% al 42,5% la loro quota di mercato, mentre quelle fisiche hanno consolidano la loro posizione di testa salendo dal 47,8% al 52,8% con la Grande distribuzione al 4,7%.

Continua la crescita dei fumetti

Non si ferma la "fame" di fumetti. Il segmento ha continuato a crescere con un aumento, in valore, del 23,7% rispetto all’anno precedente e addirittura del 245,4% rispetto al pre-pandemia.

Tra gli altri generi, bene anche la narrativa straniera, cresciuta del 4,8% rispetto al 2021 e del 26,2% rispetto al 2019. Tra i segmenti di mercato che hanno fatto meglio in questi primi sei mesi (rispetto al 2021) meritano una citazione le guide turistiche (più 100%), i romanzi d’amore e chick lit (più 60%), i fumetti per bambini ( 41%) e le biografie ( 39%).

Da notare che, rispetto al 2019, tutti i generi sono in aumento, con un incremento di oltre il 16% per la fiction italiana e i libri per bambini.

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