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Carta, prezzi nove volte più alti rispetto a un anno fa

22 Luglio 2022

Il costo della carta continua a crescere e “nei prossimi giorni, saranno inevitabili fermate produttive delle cartiere italiane”. È il nuovo allarme lanciato qualche giorno fa dal Presidente di Assocarta, Lorenzo Poli, preoccupato per l’incertezza legata ai costi energetici ma anche relativa a inflazione, crescita dei tassi d’interesse e calo dei consumi.

“La situazione è ancor più grave del mese di marzo, se è possibile, in cui ai picchi sono seguiti momenti di ribasso del prezzo. Ora invece, da qualche settimana, i costi crescono costantemente, senza sosta, su un livello di 180 Euro/Mwh, 9 volte di più rispetto al giugno 2021”, ha detto Poli attraverso un comunicato stampa.

Credito d'imposta e prezzo dell'energia: intervenga il Governo

Come se ciò non bastasse, la recente vicenda dell’introduzione del “de minimis” sui crediti d’imposta, aumenta l’incertezza. “Su questo punto, chiediamo immediata chiarezza circa l’uso dei crediti di imposta del secondo trimestre ed auspichiamo l’estensione urgente degli stessi per la restante parte dell’anno, che si prospetta molto più complicata del secondo trimestre stesso, oltre ogni immaginazione e aspettativa imprenditoriale” ha affermato Poli.

A questa difficoltà, come sottlinea il Presidente di Assocarta, si aggiunge quella di “definire i contratti di fornitura gas per il prossimo anno termico dato che i principali fornitori - non sapendo quanto gas arriverà dalla Russia - non si impegnano a garantire contrattualmente la consegna del gas. Purtroppo, noi industriali stiamo invece già prendendo impegni commerciali con i nostri clienti, anche nel prossimo trimestre, assumendoci di conseguenza un rischio elevato”.

L'Italia diventa il secondo produttore di carta in Europa

I prossimi mesi si prospettano dunque particolarmente complessi per l’industria cartaria italiana, reduce da un 2021 in netta crescita. Lo scorso anno il settore ha realizzato un aumento della produzione del 12,5% con un fatturato che ha raggiunto gli 8 miliardi di euro consentendo all’Italia di diventare il secondo produttore di carta in Europa e anche il secondo riciclatore.

“Nel 2021 – ha sottolineato Poli lo scorso giugno durante l’assemblea annuale di Assocarta – la produzione italiana di carte e cartoni si attesta a oltre 9,6 milioni di tonnellate (più 12,5% dopo il meno 4,1 % del 2020) che, per la prima volta, pone l’Italia al secondo posto in Europa, dopo la Germania”.

Italia seconda in Europa per riciclo della carta

Tali obiettivi economici sono stati conseguiti insieme a quelli ambientali, fanno sapere da Assocarta. Il settore usa infatti al 90% fibre vergini certificate PEFC e FSC, ed è il secondo riciclatore in Europa, dopo la Germania, avendo ridotto le emissioni di CO2 del 30% dagli anni '90.

Merito anche della sensibilità del Paese verso l'importanza del riciclo. La conferma arriva dal 27esimo rapporto Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) sulla raccolta differenziata di carta e cartone in Italia: l’anno scorso nei Comuni italiani sono stati raccolti oltre 3,6 milioni di tonnellate di imballaggi post consumo, superando per la prima volta il tetto dei 60 kg per abitante.

 

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