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Rilanciare l’editoria: l’appello del settore al prossimo Governo

19 Settembre 2022

A pochi giorni dalle elezioni del 25 settembre, si intensificano gli appelli al mondo politico provenienti dal settore dell’editoria. L’aumento del costo della carta e quello dell’energia sta aggravando la situazione di crisi strutturale che oramai da anni caratterizza il settore dell’informazione coinvolgendo anche le edicole, che rappresentano un anello fondamentale della filiera della carta stampata. Nel frattempo il settore resta in attesa di quella riforma di filiera che i tre Governi che si sono succeduti negli ultimi tre anni hanno promesso e non hanno avuto il tempo di portare a termine.

Difficile, inoltre, capire cosa aspettarsi dal futuro visto che di editoria, e di come rilanciarla, se ne parla molto poco nei programmi politici dei vari schieramenti. A distinguersi per una particolare attenzione verso il settore è Fratelli d’Italia, che sostiene la necessità di un potenziamento dei fondi destinati all’editoria attraverso il PNRR, necessità peraltro giustificata dai rincari dell’energia e del prezzo della carta. Nel programma del partito di Giorgia Meloni si parla anche di edicole e della necessità di dare un riconoscimento normativo alle rivendite come servizi di interesse generale.

FIEG chiede più attenzione per i giornali, cartacei e online

In una nota dello scorso 9 settembre la FIEG lamenta l’esclusione dei giornali (cartacei e online) dalle ultime due campagne di comunicazione promosse dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, rispettivamente quella sul PNRR e quella sul risparmio energetico. Per tali campagne sono state infatti programmate uscite solo “su tv, canali social e radio”.

Da qui la richiesta degli editori di un ripensamento: “La FIEG, nel ribadire che nelle edicole, sul web e con le app, le pubblicazioni degli editori costituiscono un prezioso strumento di informazione qualificata, verificata ed attendibile, auspica una rivalutazione delle campagne che preveda l’utilizzo dei giornali, cartacei e online”.

Inoltre, in vista delle imminenti elezioni politiche, la FIEG ha anche promosso una campagna di comunicazione per ricordare che “L’esercizio del diritto di voto è un dovere civico” e per invitare gli italiani a scegliere “l’informazione qualificata, verificata e attendibile” che è quella disponibile “in edicola, sul web, da app”, rimarcando ancora una volta il ruolo determinante della stampa nel garantire un’informazione attendibile e pluralista.

FNSI preoccupata per l’“emergenza informazione”. Serve una legge di settore

“C'è in Italia un'emergenza informazione. Che non è soltanto emergenza occupazionale, ma anche e soprattutto emergenza democratica. Senza un'informazione di qualità, infatti, il rischio di tenuta delle istituzioni della democrazia liberale è altissimo”, avverte la FNSI sul proprio sito web lamentando che “da tempo la politica ha voltato le spalle all'informazione” e che le problematiche del settore sono completamente assenti dalla campagna elettorale in corso.

“Non stiamo chiedendo finanziamenti a pioggia, non stiamo chiedendo che ci vengano riconosciute particolari guarentigie, bensì una legge con cui il settore venga accompagnato in questa fase di transizione, in questo caso al digitale, esattamente come vengono accompagnate in questo Paese tutte le fasi di trasformazione industriale”, ha sottolineato il segretario generale Raffaele Lorusso a Firenze, nel corso dell’assemblea organizzata dall’Assostampa Toscana lo scorso 15 settembre.

Nel corso di una conferenza stampa organizzata la settimana scorsa da FNSI, insieme a Ordine dei Giornalisti, Inpgi e Casagit, per sensibilizzare il prossimo Governo e il prossimo Parlamento sulla crisi dell’editoria, è stato sottolineato l’importante ruolo dei giornalisti e della stampa professionale quale unico baluardo alla disinformazione e alla proliferazione di fake news, oltre che come unica garanzia del pluralismo dell’informazione.

SNAG indica 10 proposte per la salvaguardia delle edicole

Anche SNAG invita il prossimo Governo ad intervenire per preservare le 25.000 edicole ancora attive in Italia, che nel complesso occupano una forza lavoro di oltre 50.000 addetti. La rilevanza del settore non risiede solo nei numeri ma riguarda soprattutto il ruolo svolto dalle rivendite quale presidio per un’informazione di qualità e pluralista e quale presidio sociale e culturale sul territorio. Senza dimenticare che la rete delle edicole fornisce l’80% dei ricavi degli editori ed è quindi determinante per la tenuta della filiera.

A tal fine, SNAG sottopone alle forze politiche un Manifesto contenente 10 proposte specifiche a partire dal riconoscimento della rete di vendita come un servizio di interesse generale (1) e dalla conferma del tax credit edicole rafforzato dall’introduzione di criteri premiali (2). Sostiene inoltre la necessità di un voucher tecnologia dedicato alle edicole (3) e un bonus forfettario per le edicole che offrono servizi innovativi ai clienti o garantiscono elevati livelli di servizio (4).

Considerando che in Italia ci sono oltre 2.000 Comuni privi di un’edicola e 2.500 a rischio desertificazione, SNAG sollecita un bonus nuova edicola con incentivi per chi apre una nuova edicola o ne rileva una esistente (5). Per promuovere la sostenibilità economica dei punti vendita, viene chiesta l’eliminazione delle commissioni POS per chi acquista prodotti quotidiani o periodici (6) e procedure di rinnovo semplificate per le edicole su suolo pubblico con canoni ridotti e commisurati ai ricavi di vendita (7). In aggiunta, SNAG auspica un sostegno da parte del Governo a quei Comuni che, implementando il nuovo protocollo ANCI, eliminano i canoni unici per i chioschi o valorizzano il ruolo delle edicole con servizi aggiuntivi a favore dei cittadini (8).

Per finire, la richiesta dell’adozione delle Conferenze Unificate per ampliare la gamma di beni e servizi che le edicole, anche sul suolo pubblico, possono proporre alla clientela (9) e quella di maggiore equità nei rapporti distributivi e nella vendita alla stampa attraverso il contrasto agli abusi di posizioni dominanti da parte della distribuzione locale. Non poteva inoltre mancare un appello al sostegno della lettura con la necessità in particolare di avvicinare i giovani alle edicole (10).

Le quattro proposte dell’AIE per salvare l’editoria libraria

Si sono mossi anche gli editori dell’AIE (Associazione Italiana Editori), che in questi giorni hanno presentato un appello alle forze politiche per il rilancio di un comparto che vede impegnate 5.200 case editrici, quasi altrettante librerie e oltre 70.000 addetti lungo tutta la filiera del libro.

Nel loro manifesto gli editori dell’AIE chiedono per prima cosa un intervento immediato per affrontare l’emergenza carta. Auspicano poi l’attesa riforma di sistema con incentivi all’innovazione e all’internazionalizzazione per ridare modernità al mondo del libro. Al terzo punto mettono la lotta alla pirateria e la legge sul diritto d’autore, chiedendo più tutele. Infine, ritengono indispensabile coinvolgere in maniera più forte i giovani nell’acquisto dei libri.

Le quattro proposte sono state condivise anche da Confindustria Cultura, che chiede ai partiti che guideranno la prossima legislatura interventi per sostenere un settore importante per l’economia e che abbraccia libri, produzioni cinematografiche, musei e musica. Le richieste riguardano la valorizzazione del settore, la stabilizzazione delle norme e delle leggi di sistema per ogni singolo comparto, il sostegno al consumo culturale e, per finire, una maggiore incisività nella lotta alla pirateria e nella tutela del diritto d'autore.

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