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L'industria del libro teme i rincari della carta e l'inflazione

19 Ottobre 2022

I numeri del 2022 indicano che l’industria editoriale italiana gode di buona salute e consolida la sua posizione di prima industria culturale italiana con una crescente proiezione all’estero. Una posizione che potrà ulteriormente rafforzarsi quando l'Italia, nel 2024, sarà ospite d’onore alla Fiera Internazionale del Libro.

Tuttavia, afferma Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), “non possiamo nemmeno nascondere che il continuo aumento dei costi della carta e il peso dell’inflazione sui consumatori ci fanno guardare all’immediato futuro con preoccupazione”.

I dati sull’andamento del libro nel 2021 e nei primi nove mesi del 2022 sono stati presentati in occasione della Buchmesse di Francoforte, la fiera del libro più grande d'Europa (giunta alla 74esima edizione) che ha aperto i battenti il 19 ottobre con 4mila espositori da 95 paesi, 2 mila eventi e 4 mila giornalisti accreditati.

In programma fino a domenica 23 ottobre, la manifestazione registra un’importante presenza del nostro Paese, che annovera ben 148 espositori a conferma della vivacità del mercato del libro, come testimoniano i numeri resi noti dall’AIE.

I dati disponibili sull’anno in corso, e riferiti al solo mercato trade (saggi e romanzi venduti nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione) indicano una sostanziale tenuta delle vendite nei primi nove mesi del 2022: sono stati venduti libri per un valore di 1,022 miliardi, in flessione dell’1,9% rispetto al 2021 ma comunque in crescita del 14,4% rispetto al 2019, anno pre-covid. Le copie vendute sono state 70,905 milioni, in calo dell’1,7% sul 2021 ma in crescita del 16,0% sul 2019.

"La forbice rispetto al 2021 si sta riducendo nelle ultime settimane, ma contemporaneamente si assottigliano i margini degli editori a causa dell’aumento dei costi di produzione e della carta in particolare. Per questo - fanno sapere dall'AIE - c’è una particolare preoccupazione per l’ultimo trimestre dell’anno e per il periodo natalizio, sempre decisivi per determinare il risultato complessivo dell’annata".

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