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Vendite di quotidiani: nei primi 6 mesi in calo anche le copie digitali

03 Novembre 2022

Nessuna schiarita all’orizzonte per le vendite di quotidiani. Secondo i dati resi noti oggi dall’Agcom, contenuti nell'Osservatorio sulle Comunicazioni n.3/2022, in media, nei primi sei mesi dell'anno, sono state vendute giornalmente 1,57 milioni di copie (cartacee più digitali), in flessione del 9,2% rispetto al corrispondente valore 2021 e del 32,2% rispetto ai corrispondenti livelli di vendita del 2018, quando in media le copie giornaliere vendute erano oltre quota 2,3 milioni.

In calo anche le vendite delle copie digitali

Con una media giornaliera di 1,36 milioni di copie, le vendite di quotidiani cartacei hanno registrato una flessione del 9,8% rispetto ai primi sei mesi del 2021. Rispetto ai 2,13 milioni di copie dei primi sei mesi del 2018, la flessione è stata del 36,1% confermando il trend discendente delle vendite che ha caratterizzato gli ultimi anni.

La novità è che la disaffezione verso l’editoria quotidiana ha investito anche le copie digitali. Rispetto all’analogo periodo 2021, nei primi sei mesi dell’anno si è registrata una flessione del 5,3% delle copie giornaliere dei quotidiani vendute, scese attorno ad una media di 210 mila copie giornaliere nel 2022, contro le 220 mila di un anno prima.

In pratica, nell’arco di cinque anni, tra il 2018 e il 2022, le vendite giornaliere di quotidiani cartacei si sono ridotte di un terzo mentre le versioni digitali continuano a occupare un posto marginale nelle vendite complessive di quotidiani, un dato che deve far riflettere gli editori, impegnati da tempo, ma con scarsi risultati, a far decollare le versioni digitali dei quotidiani.

Soffrono i quotidiani locali

In riferimento alla distribuzione territoriale delle copie vendute, distinguendo cioè tra quotidiani a diffusione nazionale (che nella prima metà dell’anno rappresentano il 48,1% delle copie complessive) e locale, le seconde su base annua hanno registrato una flessione maggiormente marcata rispetto a quanto fatto registrare dalle testate nazionali: -11,0% le prime contro -7,1% delle seconde.

Nel complesso, a metà 2022 in Italia si sono vendute in media ogni giorno 750.000 copie (cartacee più digitali) di quotidiani nazionali e 810.000 copie di quotidiani locali. Cinque anni prima, nei primi sei mesi del 2018, i numeri erano ben diversi con 1,17 milioni di copie nazionali e 1,14 milioni di copie locali.

Agcom fa notare come la distribuzione delle vendite di copie digitali risulti maggiormente concentrata rispetto a quella cartacea: le prime cinque testate del segmento digitale rappresentano poco meno del 60% delle copie complessivamente vendute nel primo trimestre del 2022, mentre il corrispondente valore per la versione cartacea quasi si dimezza essendo pari al 34,4%.

GEDI resta il principale gruppo editoriale del Paese

Per quanto riguarda i principali cinque quotidiani a diffusione nazionale considerati "generalisti" (L'Avvenire, Il Corriere della Sera, Il Messaggero, La Repubblica, La Stampa) hanno registrato nei primi sei mesi dell'anno una flessione nella vendita di copie cartacee pari al 10,4% rispetto al 2021. Si evidenzia peraltro come questi abbiano registrato, allo stesso tempo, una riduzione nella vendita giornaliera di copie in formato digitale più contenuta e pari al 5,8%.

Relativamente al campione preso in considerazione da ADS, considerando le copie complessivamente vendute da inizio anno, Gedi si conferma il principale gruppo editoriale con una quota del 20,4% nonostante la vistosa flessione di copie vendute dalla testata ammiraglia la Repubblica, seguito da Cairo/Rcs al 18,0% e da Caltagirone Editore e Monrif Group rispettivamente con l'8,7% e l'8,4%.

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