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E’ tornata in edicola l'Unità (tra le polemiche)

16 Maggio 2023

Fondata da Antonio Gramsci, l’Unità nacque nel 1924 come organo ufficiale del Partito Comunista Italiano. L’anno prossimo si appresta dunque a festeggiare il centenario dalla sua fondazione.

Travolta dalla crisi della carta stampata, attraversò anni economicamente difficili e smise definitivamente di andare in stampa nel 2017 durante gli anni in cui alla guida del Pd c'era Renzi. Oggi è tornata in edicola grazie all’imprenditore Alfredo Romeo, già editore de Il Riformista, che se l'è aggiudicata all’asta.

“Sarà un giornale piccolo, composto da dodici facciate, ma impegnato ad affrontare temi di grande rilevanza e profondità”, ha dichiarato il neo direttore Piero Sansonetti, già direttore del Il Riformista e che fu anche condirettore della vecchia Unità.

Sarà un giornale "dalla parte dei più deboli, anche di migranti e detenuti”. Sarà un giornale “indipendente ma vicino al Pd", sarà una “testata libera e pronta ad affrontare grandi battaglie, come fu con quelle sul divorzio e l’aborto" e “tornerà a rivestire un ruolo fondamentale nel dibattito editoriale e politico”, ha ancora detto Sansonetti sottolineando che la nuova Unità sarà "il giornale più a sinistra" e sarà anche “vicina al pensiero di Papa Bergoglio che, attualmente, rappresenta un punto di riferimento ideologico”.

L'Unità torna in edicola al prezzo di 1,50 euro, con una diffusione in un centinaio di città a una tiratura di circa 100 mila copie. E' un ritorno, però, tra le polemiche.

Una riguarda l’archivio storico. Nel presentare il nuovo quotidiano, Sansonetti ha annunciato che “ogni giorno ci sarà una pagina dedicata allo straordinario archivio de l’Unità, dal 1947 ad oggi, patrimonio culturale di enorme valore”. L’editore Romeo, però, si è aggiudicato all’asta solo la testata, mentre l’archivio sarà oggetto di un successivo bando. Non sono quindi da escludere eventuali diffide da parte del curatore fallimentare per l’utilizzo di materiale non di proprietà.

L’altra polemica riguarda la protesta della ex redazione dell’Unità, che è rimasta tagliata completamente fuori dal ritorno in edicola del quotidiano. “Siamo di fronte a un caso mai contemplato nel mondo del lavoro: un’intera redazione sostituita da un’altra” dicono i giornalisti della vecchia Unità criticando la scelta di Sansonetti di fare la nuova Unità con i giornalisti de Il Riformista.

E insistono nelle critiche al nuovo direttore, contestando il riferimento a Gramsci e l’uso della storica foto con Berlinguer e la scritta “Eccoci” per pubblicizzare il ritorno in edicola della testata: “Questa Unità non ha nulla a che vedere con la testata fondata nel 1924, né con le battaglie del segretario del Pci perché con scientifica, padronale protervia calpesta ogni diritto dei suoi lavoratori: i giornalisti e poligrafici che hanno tenuto in vita il giornale sono stati esclusi, cancellati, perfino vilipesi. Lo ribadiamo al direttore Sansonetti e all’editore Romeo: la testata sono anche i lavoratori”.

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