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Brusca frenata per la pubblicità sulla stampa: -13,7%

04 Aprile 2024

Nei primi due mesi del 2024 il fatturato netto degli investimenti pubblicitari sulla carta stampata ha segnato una contrazione del 13,7% rispetto all’analogo ad un anno prima, attestandosi a 59,38 milioni di euro, circa 10 milioni in meno rispetto ai 68,77 milioni dell’analogo periodo 2023.


Calo a doppia cifra per i quotidiani

Nello specifico, i ricavi pubblicitari dei quotidiani hanno sfiorato i 47 milioni di euro, con una flessione di fatturato su base annua del 14,6%, a fronte di un calo del 7,3% degli spazi.

Tutte le singole tipologie presentano una contrazione su base annua, con un calo più marcato per quanto riguarda la tipologia Legale in flessione del 53,6%. In calo dell’11% quella Commerciale Nazionale mentre appare più resistente quella Commerciale locale che limita la flessione all’1,1%. Segni negativi del 5,2% per la pubblicità Finanziaria e del 5,9% per quella Classified.

Pesa il venir meno della pubblicità Legale

Nonostante le proteste degli editori della FIEG, il Governo ha confermato con il decreto legge Milleproroghe il no alla proroga della “pubblicità legale” sui giornali, che infatti è la tipologia di pubblicità che ha segnato la maggiore contrazione anche nel bimestre, accentuando la flessione vista a gennaio (meno 31,6%).

Essendo decaduto l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di pubblicare i bandi per le gare d’appalto - la riforma del codice degli appalti prevede che dal primo gennaio 2024 i bandi vadano obbligatoriamente inseriti in una Banca dati nazionale dei contratti pubblici gestita dall’Anac, l’autorità anticorruzione - la carta stampata perde dunque un'importante fonte di pubblicità. La FIEG valuta mancati introiti attorno ai 40-45 milioni di euro l’anno - pari al 12% degli introiti complessivi per l’editoria - che vanno a colpire soprattutto i quotidiani finanziari.


Tra i periodici i mensili resistono meglio

I ricavi pubblicitari dei periodici sono calati nel complesso del 9,8% attestandosi a 12,4 milioni, a fronte di una contrazione del 4,6% degli spazi. Nell’analogo periodo 2023 i ricavi pubblicitari erano stati pari a 13,8 milioni.

In particolare i settimanali che segnano un calo del 7% in termini di fatturato a 7 milioni, i mensili un calo dell’1,3% a 15,14 milioni e le altre periodicità un calo del 73,2% a 278 mila euro.

Bilancio negativo nel 2023, ma solo per i quotidiani

In base ai dati dell’Osservatorio Stampa FCP (Federazione Concessionarie Pubblicità), l’anno scorso il fatturato della raccolta pubblicitaria ha registrato un decremento del 2,7% - in rallentamento rispetto alla flessione del 5,8% del 2022 - scendendo a 560 milioni di euro, contro i 575 milioni di euro di fine 2022 e i 610 milioni di fine 2021.

Nello specifico, la raccolta totale sui quotidiani è ammontata a fine dicembre 2023 a 401,3 milioni di euro, in flessione del 4,1% rispetto al dato di dicembre 2022. Il 2023 è terminato invece con una raccolta in crescita dell’1,1% per i periodici per un ammontare vicino ai 159 milioni.

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