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Si impenna il prezzo della carta. I possibili effetti sull'Editoria

27 Ottobre 2021

Non sorprendiamoci troppo se il prossimo anno il prezzo dei giornali dovesse aumentare di qualche decina di centesimi o se andando in una libreria per i regali di Natale dovessimo fare i conti con un assortimento meno ricco del solito. L’impennata del prezzo della carta rischia di avere ricadute sul comparto dell’Editoria.

I rincari delle materie prime non stanno colpendo solo l’industria energetica, petrolio e gas in primis, ma anche la carta (la cui produzione richiede peraltro un forte consumo di energia), che è essenziale per gli imballaggi e per gli usi igienico-sanitari oltre che per l’Editoria.

“Le materie prime, l’energia e il gas sono al massimo storico e alcune cartiere – ha dichiarato Lorenzo Poli, Presidente di Assocarta – stanno valutando la sospensione momentanea della produzione, in attesa di una ridefinizione di margini oramai fuori linea, a causa del repentino aumento dei costi”.

La ripresa dell’attività economica mondiale dopo il lockdown, unita alla messa al bando della plastica e alla crescita dell’e-commerce ha determinato un forte aumento la domanda di imballaggi di carta riuscendo a tenere a galla il settore nonostante il rincaro dei costi di produzione. Ma l’equilibrio è precario. Ricordiamo che nel 2020 l’industria cartaria italiana si è collocata al 3° posto in Europa per produzione, alle spalle di Germania e Svezia.

Se la situazione non dovesse normalizzarsi, difficile escludere conseguenze per l’Editoria. Di solito gli Editori di giornali, ma anche quelli di libri, conoscono il loro fabbisogno di carta e prenotano in anticipo la fornitura. I grandi editori, inoltre, possono contare su un maggiore potere contrattuale e chiudere contratti a prezzi più vantaggiosi.

Tuttavia, se i rincari della cellulosa, oltre che dell'energia, dovessero proseguire, sarebbe inevitabile dover pagare un costo maggiore rispetto al passato per l’approvvigionamento di carta, specie a fronte di un aumento di tiratura o della pubblicazione di inserti pubblicitari richiesti dagli inserzionisti. In futuro non è dunque da escludere il trasferimento dei rincari sui lettori, con un conseguente aumento del costo dei quotidiani (per gli edicolanti vorrebbe dire margini più alti sulla singola copia venduta) e degli abbonamenti.

L’aumento del prezzo della carta potrebbe colpire anche l’industria dei libri, che in questo periodo sta riscoprendo un inedito boom di vendite, con effetti più deleteri specie per gli Editori più piccoli, costringendoli a fare scelte oculate sui nuovi titoli da pubblicare e su quelli da dare alle ristampe, come pure sulle quantità da stampare.

Come fare, allora, per limitare i danni dei rincari e dare una mano alla nostra industria cartaria? “In un momento così virtuoso sul fronte dei consumi sarebbe un peccato non riuscire a chiudere i cicli produttivi sottraendo al Paese un ingranaggio fondamentale dell’economia circolare come il cartario” afferma ancora il numero uno di Assocarta.

“Per questo – aggiunge – occorre intervenire immediatamente, con la riduzione degli oneri in bolletta per le imprese, in particolare quelli del gas, e con il rilascio alle aziende delle compensazioni europee di CO2. Fondamentale inoltre dare liquidità utilizzando appieno i gasdotti da nord e sud e le capacità nazionali di produzione. Il settore auspica nel breve una migliore politica industriale ed energetica e della rete del gas continentale. Un giusto sostegno alle aziende e un riconoscimento del ruolo svolto nell’economia nazionale”.

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